CULTURA L’AQUILA, BORDATE PEZZOPANE E BIONDI, ‘TUTTO FERMO’, ‘TUA NOVITA’DOPPIE INDENNITA”

E' GIA' CLIMA DA CAMPAGNA ELETTORALE, SCONTRO TRA DEPUTATA DEM E SINDACO DI FDI SU EVENTI, SOSTEEGNO AD ENTI E RICOSTRUZIONE BENI STORICO-ARCHIETETTONICI

31 Maggio 2021 08:06

L’AQUILA – Le elezioni comunali dell’Aquila ci saranno nella primavera del 2021, il quadro è ancora a dir poco fluido, ma già si scalda l’agone politico con pesanti attacchi tra due primi attori che saranno protagonisti, candidati sindaci o meno, della competizione: il sindaco di Fratelli d’Italia, Pierluigi Biondi e la deputata del Partito democratico, Stefania Pezzopane.

Terreno di scontro quello della cultura, che avrà un peso determinante nella prossima campagna elettorale, con bordate a palle incrociate, da parte del sindaco, che non è detto voglia ricandidarsi, optando per un posto in parlamento, e della deputata che è data invece con insistenza come papabile aspirante primo cittadino nella corsa delle comunali per il Pd e il centrosinistra, anche se tiene per ora ben coperte le carte.

Ad aprire la singolar tenzone Pezzopane, che ha preso le difese dello storico aquilano Raffaele Colapietra che aveva duramente criticato il sindaco  in merito allo “stato di abbandono” in cui versano due importanti istituzioni culturali come l’Archivio di Stato e la biblioteca Tommasi, e a cui il sindaco aveva risposto per le rime. La deputata ha anzi rincarato la dose, in una intervista al Centro e con una nota al vetriolo, parlando di una cultura cittadina “in abbandono” per colpa del centrodestra.

Biondi dalle pagine del Centro ha a sua volta duramente attaccato Pezzopane ricordando sarcasticamente che quando la deputata era presidente della Provincia dell’Aquila, “l’unica innovazione portata nel panorama culturale aquilano è l’aver percepito anche l’indennità da presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo”, aggiungendo che “la differenza tra centrodestra e centrosinistra è anche qui: c’è chi le risorse le mette a disposizione della cultura e chi, con quelle, foraggia gli amici degli amici, o semplicemente se stesso”.

Pezzopane  ha poi replicato bollando la polemica delle indennità come “assurda , e ancor prima non ha mancato di ricordare in occasione dell’inaugurazione del Maxxi, il  museo di arte e architettura contemporanea a Palazzo Ardinghelli, alla presenza del ministro Dario Franceschini, che il merito di questo grande risultato è stato ottenuto della precedente amministrazione comunale di centrosinistra di Massimo Cialente, e dai governi nazionali nel centrosinistra, sottolineando che “quando, come amministrazione comunale, decidemmo questa iniziativa, gli esponenti della destra la denigrarono. Ma noi guardiamo al futuro e costruiamo altri grandi progetti”.

Insomma, altro che cultura che getta ponti e crea pace e armonia.

Nella sua nota di fuoco  la deputata ha infatti detto, prendendo le difese di Colapietra, che “il sindaco Biondi ama la cultura nella misura in cui riesce a lesinare uno scatto in posa con artisti e cantanti, ma quando, un artista, un intellettuale, uno storico pronuncia parole non gradite, il sorriso scompare e riemerge ‘l’indole. La risposta piccata ed aggressiva verso lo storico Colapietra, è esattamente l’opposto di quello che occorre alla nostra città: libertà, piacere di discutere, mettere insieme le idee, aprirsi a nuovi linguaggi e contemporaneità”.

Ha poi di fatto accusato il sindaco di aver fatto perdere alla città “il Festival della Partecipazione e poi il Festival degli Incontri, con 700mila euro di fondi dello Stato, solo perché a Biondi non piaceva Zero calcare, vincitore di premi, presente con successo a decine di festival”.

Riferendosi poi  alle grandi istituzioni culturali cittadine, come il Teatro stabile, la Società dei Concerti Barattelli, l’istituzione sinfonica abruzzese, ha sottolineato che  “non sono del sindaco di turno ma della città intera, esistono da decenni e continueranno ad esistere dopo Biondi. Semmai il Sindaco si preoccupi di far loro aggiornare i contributi regionali e anche quelli del Comune, necessari alla loro attività, prenda esempio dal ministro Franceschini che ha mantenuto saldo sia dopo il terremoto che in pandemia il suo intervento finanziario nel mentre il bilancio comunale riserva poche briciole e Marsilio ormai si affida solo al programma Restart, che venne lucidamente introdotto dal centrosinistra come dote aggiuntiva all’ordinario per un rilancio del settore dopo il sisma”.

Lo ha invitato dunque a restituire alla città “il teatro Comunale e gli altri spazi alla collettività e all’attività degli operatori culturali”, ricordando che i nostri governi hanno messo a disposizione dell’Aquila sia risorse che norme di semplificazione”, e che nella precedente amministrazione “si è fatto l’appalto di Palazzo Margherita, il cinema Massimo, le uniche due scuole ricostruite e altre opere ancora”.

Altrettando dura la replica di Biondi, che ha tagliato corto: “l’unica innovazione portata nel panorama culturale aquilano da Stefania Pezzopane è l’aver percepito, dal dicembre 2005 al febbraio 2007 (mentre era alla guida della Provincia, peraltro), l’indennità di presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, Tsa. Una vera discontinuità rispetto ai suoi predecessori, Giovanni Pace e Carla Mannetti, che invece ricoprirono l’incarico gratuitamente. Per amor di cronaca l’allora presidente Pezzopane rinunciò all’emolumento da marzo a novembre 2007. Nel frattempo, però, ha percepito un compenso, netto, pari a 53mila euro”.

Biondi ha ricordato dunque che  “i dati ci dicono che l’ultimo bilancio previsionale della giunta Cialente, di cui – in passato – l’esponente Dem è stata componente proprio in qualità di assessore alla cultura, ad aprile 2017 riportava un investimento di 1,9 milioni di euro da destinare ad eventi, associazioni ed enti culturali. Nell’ultimo bilancio di previsione approvato da questa amministrazione, invece, la somma è pari a 3,5 milioni: un appostamento superiore dell’80% rispetto a quanto fatto dal centrosinistra, a pochi mesi dalle elezioni”.

E ancora, “se vogliamo analizzare un periodo più ampio il rapporto, stando ai dati della ragioneria del Comune è il seguente: dal 2011 al 2017 il centrosinistra ha liberato fondi per la cultura per 16,7 milioni per una media di 2,7 anni annui, dal 2018 ad oggi questa maggioranza di governo oltre 12, con una media di 3 milioni annui. Cifre a cui si aggiungono 900 mila euro, impegnati per la candidatura a Capitale italiana della cultura 2022. Un progetto che, nonostante l’esito finale della competizione vinta da Procida, andrà avanti e realizzeremo” sottolinea il primo cittadino.

“Quanto ai luoghi della cultura, chiedo all’onorevole di verificare quali siano le competenze di questo Comune e degli altri Enti impegnati nei processi di ricostruzione pubblica (scoprirà che sono in capo ad altri uffici), e le ricordo che esiste un altro drammatico buco di cui lei, e la sua maggioranza di governo nel 2015 sono corresponsabili. È imputabile a loro, infatti, la legge 125/15 con la quale venne stabilito che la ricostruzione delle chiese dovesse essere equiparate a quella degli edifici pubblici, con il conseguente ricorso a norme farraginose e spesso contradditorie che hanno bloccato la restituzione degli edifici di culto e causato enorme aggravio alle strutture del Segretariato Mic e della Soprintendenza, in cronica carenza di personale”, ha aggiunto il sindaco.

A seguire in redazione è arrivata questa mattina la replica della Pezzopane sulla questione delle indennità.

La risposta aggressiva e piccata del Sindaco dell’Aquila alle mie dichiarazioni sui problemi della cultura, testimonia un suo grande nervosismo oltre alla consueta “indole”. In questa sua smaniosa furia distruttiva, Il sindaco Biondi mette in mezzo ad una polemica assurda un galantuomo della destra abruzzese non più in vita come il caro Giovannino Pace che, sono certa, non avrebbe gradito essere inserito in un articolo fazioso e su una card mal riuscita di Fratelli d’Italia. Precisiamo: i Presidenti ed i vicepresidenti del Tsa hanno percepito indennità di funzione fino al Decreto Tremonti (Dl 78 del 31 maggio 2010) che le abolì. Le hanno prese i presidenti Proietti e Trimarchi ed i vicepresidenti Tancredi ed Ettorre entrambi nominati dal Sindaco Tempesta, anche lui galantuomo della destra aquilana che mai si sarebbe sognato di fare una così squallida polemica. Il Presidente della Regione Pace si autonomino’ Presidente del Tsa, ovvero di un ente di emanazione regionale di cui la Regione è socio fondatore e sarebbe stato in assoluta contraddizione il percepimento della indennità: dovette poi dimettersi dalla carica per ricandidarsi a Presidente della Regione perché́ lo statuto della stessa rendeva incompatibile la candidatura di persone che ricoprissero ruoli in enti regionali. Fu allora nominata dal Presidente Pace la Dirigente di staff Carla Mannetti che era dipendente della regione con incarico dirigenziale assegnato con mandato fiduciario dallo stesso Presidente; la sconfitta del Presidente Pace portò Mannetti a dimettersi dopo pochi mesi”

“I fatti sono questi: esponenti della destra di quegli anni hanno preso anche loro indennità, e non specifico le cifre ne’ lorde ne’ nette, perché questo non è il modo di fare politica e perché entrambi hanno assolto con onore e responsabilità ai loro ruoli. Come ben si comprende, il caso del Presidente Pace e di Mannetti, l’uno Presidente e l’altra dirigente di staff della regione, erano ben diversi da chi rivestiva altri ruoli provinciali e comunali. Insomma chiamare in causa il Presidente emerito della regione, deceduto, per una rovinosa polemica politica è davvero di pessimo gusto ed un sindaco della città dell’Aquila non si dovrebbe mai abbassare a tale livello. Mi scuso di aver citato il Presidente Pace, di cui coltivo il sorriso e la gentilezza, il Sindaco Tempesta, con cui non sono mancati gli scontri ma mai e poi mai sarebbe ricorso a tali bassezze e falsità, ed altri, ma sono stata costretta a farlo. Nel mio intervento avevo posto una serie di questioni a cui il Sindaco non ha dato risposta, preferendo buttarla in caciara, tra cui il problema delle scarse risorse per la cultura nel bilancio del Comune e delle briciole di contributi ordinari del Comune e della Regione per le istituzioni culturali”, conclude Pezzopane. (f.t.)

 

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