CURA ABRUZZO: CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO, DOPO UN ANNO PAGATE 13.900 AZIENDE SU 40MILA

PER PRINCIPALE MISURA REGIONALE PER FAR FRONTE A CRISI COVID VERSATI 14,4 MILIONI SU 57,7 PREVISTI; UFFICI SOTTO ORGANICO SOMMERSI DI PRATICHE, ITER COMPLESSI, E INTANTO LA POLITICA LITIGA

di Filippo Tronca

30 Marzo 2021 08:14

L’AQUILA – Le imprese abruzzesi, autonomi e partite iva dopo un anno di pandemia e restrizioni sono in pesante difficoltà e non poche alla canna del gas, eppure ad oggi solo 13.900 su una platea di 40mila richiedenti, hanno ricevuto sui conti correnti i contributi a fondo perduto previste dalla principale misura contenuta dalla legge Cura Abruzzo 2, approvata a maggio dello scorso anno.

Ad essere stati erogati finora  14,4 milioni di euro, a cui si aggiungeranno a breve 4,3 milioni per altri 3.077 beneficiari, a fronte però di una somma complessiva di 57,7 milioni.

Lo stato dell’arte dei contributi a fondo perduto, ossigeno per l’economia al tracollo, può essere letto nero su bianco su un carteggio interno agli uffici di fine marzo venuto in possesso di Abruzzoweb tra servizio Bilancio e Risorse, che fa parte del dipartimento Risorse e il  Servizio Attrazione investimenti  e Internazionalizzazione,  articolazione del Dipartimento Sviluppo Economico-Turismo.

In questo quadro di grave ritardo si segnala lo scontro in seno alla maggioranza di centrodestra tra la Lega maggiore azionista della coalizione al governo che ha fortemente voluto le misure di aiuto, e Fratelli d’Italia. A quasi un anno dal varo nessuna spiegazione sulle vere cause dei ritardi da parte della politica. Non è chiaro se ci sia un problema di disponibilità di fondi. Fonti vicine a dirigenti e funzionari sottolineano però che vera ragione risiede nel fatto che gli uffici sono in affanno, essendo sotto dell’organico e sono sommerse da pratiche  molto complesse, tanto che per liquidare una un singolo pagamento occorrono tre mandati e tre distinte rendicontazioni. Nonostante questo l’ufficio Bilancio e Risorse, quello deputato ai pagamenti e di cui è dirigente Fabrizio Giannangeli, è riuscito a raddoppiare da aprile a dicembre 2020 la mole di lavoro, e relativamente fondi del Cura Abruzzo sono stati eseguiti pagamenti straordinari in favore di circa 30.000 soggetti, cittadini e imprese,  per un totale di  42.000.000 di euro.

Era però complessivamente destino che l’Abruzzo mai e poi mai poteva essere inondato da soldi gettati a piene mani dagli elicotteri, come pure la retorica della politica regionale aveva fatto intendere.

I numeri citati contribuiscono a fare chiarezza anche sulla polemica esplosa pochi giorni fa tra il coordinatore regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo e il capogruppo consiliare, Vincenzo D’Incecco da una parte, e il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Guerino Testa e il segretario regionale del partito Etel Sigismondi

I due esponenti di Fdi, unica forza di opposizione di centrodestra al Parlamento, hanno polemizzato contro i ritardi dei ristori governativi, la Lega, ora nella maggioranza di Mario Draghi, ha risposto a muso duro: “sarebbe opportuno che Fratelli d’Italia in Regione, partito che esprime il governatore e anche l’assessore al Bilancio Guido Liris, anziché preoccuparsi troppo di cosa accade a livello nazionale, si attivasse prontamente per erogare i contributi a fondo perduto nei confronti di aziende e professionisti che attendono ormai da oltre un anno almeno questo minimo ristoro che era stato loro promesso”.

Uno scontro da leggere anche alla luce del clima avvelenato che si è creato in maggioranza con il passaggio del sottosegretario di Giunta, Umberto D’Annuntiis da Forza Italia a Fratelli d’Italia, partito del presidente della Regione, Marco Marsilio, che ora darà adito ad un rimpasto di giunta.

Nel comunicato si fa riferimento anche ad altre misure di ristoro al palo, ma principalmente a quella più corposa e strategica tra quelle previste dalle leggi Cura Abruzzo uno e Cura Abruzzo due, approvate a maggio 2020, che hanno una dotazione economica record rispettivamente da 110,7 milioni e 88,6 milioni  di euro. Leggi approvate tra l’altro su forte spinta della Lega, azionista di maggioranza con 4 assessore su 6 e 10 consiglieri su 17.

A tirare bordate a più riprese sui ritardi anche il centrosinistra in Regione, che presentato un dossier completo su tutte misure previste e il capogruppo del Pd, ex assessore a Bilancio e Sanità, Silvio Paolucci ha quantificato, ma con dati aggiornati a metà gennaio che gli abruzzesi stanno ancora aspettando 148.149.717 milioni di euro dei 199.368.665 previsti complessivamente.  Non dimenticandosi di ricordare che al contrario la Regione “è stata velocissima ad erogare i 12 milioni di euro per i ritiri precampionato a Castel di Sangro del Napoli calcio”.

Da quanto si apprende da fonti regionali, però, il problema che impedisce la tempestività delle erogazioni risiede in buona misura nella complessità dell’iter burocratico e nel fatto che la Regione Abruzzo non ha personale in numero adeguato a processare una mole immensa di pratiche.

In uno degli uffici più strategici per le partite del Cura Abruzzo uno e Cura Abruzzo due, il servizio Bilancio  e Risorse ci sono ad esempio solo otto dipendenti, a fronte di una pianta organica prevista nel numero di 12, appena sufficiente dunque per i tempi di pace, figuriamoci per quelli di guerra.

Guardando non al bicchiere mezzo vuoto, come ha fatto Paolucci, ma a quello mezzo pieno, da aprile a dicembre 2020, dei fondi del Cura Abruzzo sono stati eseguiti pagamenti straordinari in favore di circa 30.000 soggetti, cittadini e imprese,  per un totale di  42.000.000 di euro. Nello specifico sono stati versati sui conti correnti delle famiglie in difficoltà  12.000.000 di euro con l’emissione di circa 19.000 mandati, sono stati predisposti i pagamenti (avvenuti poi il 3 marzo) in favore di 2.700 beneficiari della misura cd. Beni strumentali, per un totale di circa 6.000.000. Sono stati effettuati ulteriori pagamenti a titolo di indennizzo o contributo in favore di enti e istituzioni.

Il totale dei mandati emessi nel 2020 è  stato dunque pari a 62.568, il che vuol dire che nel periodo da aprile a dicembre è praticamente raddoppiata la mole di lavoro rispetto all’anno precedente del servizio Bilancio e Risorse.

Assumere altro personale di rinforzo, pur volendo, avrebbe in ogni caso avuto tempistiche molto lunghe, non meno di sei mesi dal bando, seppure semplificato, come previsto da recenti normative, alla formazione necessaria a mansioni estremamente tecniche e complesse. Il risultato e che i dipendenti di questo settore lavorano a ritmi forsennati, ma più di tanto non si può fare.

A rimanere indietro dunque il contributo a fondo perduto previsto all’articolo due del Cura Abruzzo due, spetta alle imprese che abbiano conseguito nel 2019 ricavi non superiori a 1 milione di euro, o ai soggetti esercenti attività di lavoro autonomo con compensi non superiori a 120.000,00 euro, A condizione che l’ammontare dei ricavi o dei compensi relativi al mese di aprile 2020 sia diminuito di almeno un terzo rispetto a quello del mese di aprile 2019. Il contributo è determinato applicando sull’ammontare dei ricavi o dei compensi di aprile 2019, percentuali dal 5,5% per gli importi più alti al 15% per quelli più bassi.

Nel carteggio aggiornato, ripetiamo al 25 marzo, risultano essere stati dunque versati nei conti correnti 14,4 milioni di euro,  per oltre 13.300 beneficiari. Si annuncia poi che si è ad un passo dal finalizzare altri 9.231 mandati di pagamento per ulteriori 3.077 beneficiari per risorse pari ad  4.304.300 euro.

A seguire si provvederà ad istruire un ulteriore elenco per 19 beneficiari e pagamenti per soli 72 mila euro circa.

Difronte a queste somme e numero di pratiche, se raffrontate alle scarse risorse umane negli uffici della Regione, è un gioco si troppo facile per la parte politica, urlare contro la “lentocrazia” e i “burosauri”: che più di questo non si potesse fare doveva forse essere chiaro al decisore politico già al momento di varare due manovre monstre da  110.748.166,  con il Cura Abruzzo uno, e da 88.620.498, con il Cura Abruzzo due,  da erogare, pura utopia, in pochi mesi se non addirittura in settimane.

Di come sia complesse le pratiche si ha contezza del resto nel carteggio dove si ricorda ad esempio che per ogni pagamento occorre obbligatoriamente tre mandati,  triplicando dunque il carico burocratico.

Infatti trattasi di fondi europei, e dunque gli uffici hanno l’obbligo di tenere distinte tre rendicontazioni, una per la quota comunitaria una per la quota statale e una quella regionale, le tre istituzioni titolari dei pubblici denari. Una criticità che dovrebbe essere risolta con una semplificazione a partire dai prossimi elenchi di beneficiari.

Per non parlare poi dei tanti errori che presentano le pratiche: l’iban sbagliato del beneficiario, le inesattezze e lacune nei dati anagrafici, e così via, che impongono istruttorie aggiuntive, passaggi di carte tra uffici, in estrema ratio contattare il beneficiario del contributo.

E questo riguarda solo l’ultima tappa dell’iter, quello servizio Bilancio e Risorse che provvede ai pagamenti. Ancor prima, in altri uffici, anch’essi sottodimensionati, occorre fare le verifiche dei requisiti dei beneficiari, stilare le graduatorie e altri passaggi tecnici estremamente complessi. L’ordinamento contabile ad esempio impone poi che per ogni misura siano adottate le necessarie variazioni di bilancio e sia validamente assunto un impegno di spesa.

In base ai calcoli fatti, carte alla mano, dalle opposizione del centrosinistra, ma aggiornate a metà gennaio  vanno ancora erogati del Cura Abruzzo Uno e Due, 12.000.000 euro del Fondo per rilancio economia regionale (bando Aiuta Impresa), 2.836.680 euro di contributi a fondo perduto per i contratti di locazione immobiliare per euro, 4.500.000 di ristoro costi fissi sostenuti da imprese per mantenimento impianti ciclo continuo, 20.000.000 euro per il Fondo rotativo per pagamenti fornitori per euro,  7.000.000 per il Fondo rotativo delle Aziende servizio alle persone, 5.000.000 del fondo rotativo del Ente Regionale Servizio Idrico (Ersi),  1.000.000 per il Fondo per il sostegno alle imprese titolari di concessioni demaniali marittime interessate dagli eccezionali eventi meteo marini verificatisi nel mese di novembre 2019 per euro, 3.000.000 euro per il Fondo per enti e associazioni culturali e sportive.

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