CURE DOMICILIARI: BANDO ARIC DA 109 MILIONI DI EURO, SVOLTA IN ABRUZZO PER DEOSPEDALIZZAZIONE

12 Agosto 2022 08:33

Regione - Cronaca, Sanità

L’AQUILA – Rendere diffuso e capillare sul territorio abruzzese un servizio di cure domiciliari, come alternativa all’ospedale, a beneficio  delle persone non autosufficienti ed in condizioni di fragilità, con patologie in atto, ed ancora percorsi assistenziali a domicilio con trattamenti medici, riabilitativi, infermieristici, per stabilizzare il quadro clinico, limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita.

In poche parole: realizzare finalmente, in modo concreto e tangibile la medicina del territorio di “prossimità”,  e la deospedalizzazione di cui si parla da anni, e rimasta in buona parte sulla carta, che sarebbe stata preziosa nelle fasi acute della pandemia del covid 19: questo prevede il mega bando di gara europea, da ben 109.650.815 di euro, uno dei più consistenti degli ultimi anni indetto dall’Aric, Agenzia regionale informatica e committenza, diretta dall’avvocato Donato Cavallo, e che svolge il ruolo di centrale unica degli acquisti per Regione e le quattro Asl abruzzesi.

Il bando, pubblicato il 2 agosto scadrà il 20 settembre prossimo e ha già messo in moto i big privati  della sanità, a livello anche europeo. Un bando dai tempi serrati, dunque, che ha suscitato la presa di posizione della Cgil che lamenta in non coinvolgimento dei sindacati.

Un bando che sarà suddiviso in quattro ambiti territoriali, ciascuno per ogni Asl abruzzese, con appalti che avranno la durata di 3 anni e senza rinnovi automatici.

Altra particolarità è che alla base di un accordo collaborativo con la Regione Lazio la procedura si svolgerà attraverso l’utilizzo del Sistema acquisti telematici della regione Lazio, lo  S.tel..lA, dove dovranno essere inserite, nelle apposite sezioni del portale, le offerte dei concorrenti, ovvero la documentazione amministrativa (busta A), l’offerta tecnica (busta B) e l’offerta economica (busta C).

Il bando è stato poi ovviamente pubblicato sul sito dell’Aric, e sulla gazzetta ufficiale.

Approvata con determinazione del 26 luglio a firma della dirigente Aric, Lucia Del Grosso, la gara avrà come rup il dirigente Sandro Luigi Giugliano, affiancato da uno staff  costituito dai dipendenti Ludovica Collacciani, Claudia Valsesia e Stefania Trapanese.

I criteri di aggiudicazione prevedono un punteggio tecnico, in base ai requisiti organizzativi, gestionali e tecnologici, (che valgono il 90% del totale, e un punteggio economico (10%), con la valutazione della proposta in termini di qualità-prezzo.

Le imprese che supereranno la soglia di accesso, entreranno a far parte di una graduatoria con la qualificazione per essere impiegati nell’ambito di un “accordo quadro” stabilito in base alle esigenze di cura e ai fabbisogni indicate dalle 4 Asl.

Per accordo quadro, si legge nel capitolato tecnico, va inteso  un accordo tra una Stazione Appaltante e uno o più operatori economici individuati con procedura di gara in cui si definiscono le condizioni della fornitura (es. prezzi, qualità), rimandando a successivi “appalti specifici” o “contratti attuativi” l’approvvigionamento effettivo delle prestazioni ivi previste.

Con la sottoscrizione dell’Accordo Quadro, ciascun fornitore aggiudicatario si obbligherà  “ad accettare ordinativi di fornitura da parte delle Aziende sanitarie, fino alla concorrenza dell’importo massimo determinato come prodotto,  tra l’importo a base d’asta del lotto e la percentuale di esecuzione spettante al fornitore aggiudicatario, definita sulla base della graduatoria finale della procedura di gara”.

Inoltre i fornitori selezionati saranno inseriti in una o più delle tre fasce di qualificazione, corrispondenti al livello di intensità assistenziale: Cure domiciliari di Primo livello, di Secondo livello, e di Terzo livello. Ci sono poi le prestazioni relative al sollievo dei pazienti in fase terminale (Cure Palliative).

L’importo posto a base di gara comprende i costi della manodopera che la stazione appaltante ha stimato pari al 75% dell’importo del servizio.

I destinatari del servizio cure domiciliari, si precisa nell’avviso di gara, “sono tutti i cittadini, residenti o domiciliati nel territorio della Regione Abruzzo, di tutte le età, stabilmente o temporaneamente non autosufficienti, affetti da patologie croniche invalidanti che presentano una condizione di fragilità e di dipendenza sanitaria o socio-sanitaria, per i quali è richiesto uno o più interventi di cura presso l’abituale domicilio, o che si trovino in condizioni abitative tali da rendere impossibile lo spostamento o il trasporto dal proprio domicilio”.

Una prestazione complessa, dunque, e che presuppone una grande dotazione di mezzi e personale qualificato da parte delle ditte appaltatrici.

Basta leggere nel bando le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie domiciliari richieste: “prestazioni infermieristiche anche di teleassistenza (Teleconsulenza, telecontrollo);   prestazioni riabilitative anche di teleassistenza (Teleriabilitazione, Teleconsulenza); prestazioni di logopedia anche in teleassistenza; prestazioni di Neuropsicomotricità dell’età evolutiva; prestazioni socio-sanitarie; prestazioni medico-specialistiche anche di teleassistenza (Teleconsulto, Teleconsulenza); prestazioni di Psicologia anche di teleassistenza; prestazioni di Dietista; prestazioni diagnostiche domiciliari”.

La ditta dovrà poi dotarsi di una Centrale operativa che dovrà essere attiva dal Lunedì al Venerdì dalle ore 8.00 alle ore 20.00 e nelle giornate di Sabato dalle 8.00 alle 14.00, con sede nel territorio  regionale assicurando, per le funzioni che dovrà svolgere, un’efficace interfacciamento con le Unità Operative di riferimento delle ASL abruzzesi (Distretti e Unità Operativa aziendale Cure Domiciliari) anche attraverso l’interoperabilità del sistema informativo.

La ditta appaltatrice avrà anche l’obbligo di dotarsi “di un sistema informativo che si interfacci, ovvero sia interoperabile, in modalità bidirezionale, sia sincrona che asincrona”, con il sistema informativo cure domiciliari in dotazione nelle Asl abruzzesi.

Infine, l’aggiudicatario dell’appalto “è tenuto ad assorbire prioritariamente nel proprio organico il personale già operante alle dipendenze dell’eventuale aggiudicatario uscente,  “ferma restando la necessaria armonizzazione con l’organizzazione dell’operatore economico subentrante e con le esigenze tecnico-organizzative e di manodopera previste nel nuovo contratto”.

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