DAL SETTECENTO ALL’ARTE CONTEMPORANEA: PALAZZO ARDINGHELLI ACCOGLIE IL MAXXI L’AQUILA

28 Maggio 2024 11:51

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA -Come si delinea un percorso museale, in uno spazio tutt’altro che neutro? È possibile far dialogare architetture e decori settecenteschi con le ardite espressioni dell’arte contemporanea? Tra corti, saloni e scalinate monumentali, dove collocare biglietteria, guardaroba, servizi accessori di un museo moderno ed accogliente?





Questa è la prosaica sintesi di un percorso articolato che ha trasformato Palazzo Ardinghelli nel MAXXI L’Aquila. Questa è la sfida raccolta nel 2015 dai tecnici del Ministero della Cultura, impegnati nel consolidamento e nel restauro dell’edificio settecentesco, condivisa passo dopo passo con i colleghi della Fondazione MAXXI. Un percorso che ha definito la singolare identità di un museo in continuo mutamento, che si è consolidato in pochi anni nel tessuto culturale nazionale e cittadino.

Nell’incontro conclusivo del progetto Dentro il restauro, giovedì 30 maggio (ore 15), Franco De Vitis, già architetto della Soprintendenza aquilana, direttore dei lavori del restauro di Palazzo Ardinghelli e progettista MAXXI L’Aquila, entrerà nei dettagli del recupero di un’architettura affascinante e complessa, in stato di semi-degrado già prima del sisma. L’architetto Carlo Lufrano, coordinatore della sicurezza del restauro del Palazzo e progettista del museo, illustrerà i passaggi per modificare quello spazio pensato come sede di uffici in uno spazio espositivo. Silvia La Pergola e Claudia Reale, architetti Senior dell’Ufficio Mostre della Fondazione MAXXI si concentreranno sull’ideazione e l’allestimento di un museo che condivide la mission con il suo omologo a Roma, declinandola in spazi dissimili, come dissimili sono il tessuto urbano ed il contesto sociale in cui si innestano. La collega Paola Mastracci, architetto responsabile Illuminotecnica dell’Ufficio Tecnico della Fondazione MAXXI, completa questo articolato mosaico focalizzandosi sulla progettazione della giusta luce, necessaria ad esaltare le forme del contenitore a servizio del contenuto.





Per accogliere questa conversazione a più voci, in attesa dell’allestimento della prossima mostra, il MAXXI L’Aquila si mostrerà ancora una volta come Palazzo Ardinghelli, quasi fosse appena finito il suo restauro, con le sale vuote d’opere (tranne per l’eccezione delle opere del Maestro Spalletti e di Nunzio). Un vuoto che ormai siamo abituati a vedere pieno di forme, significanti e significati, in un racconto sempre diverso e in divenire, come lo è la società che l’arte contemporanea mette sotto la lente d’ingrandimento al MAXXI L’Aquila.

 

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