FOOTGOLF: DALLA TOGA ALLA POLO, LA PASSIONE DELL’AVVOCATO AQUILANO MARRELLI

23 Febbraio 2021 09:46

L’AQUILA – Metti qualche amico, che magari in passato ha anche giocato a calcio, nel verde di un campo da golf dotato però di buche “speciali” e bandierine e ottieni il footgolf, una disciplina sportiva ancora poco conosciuta in Italia, ma che all’Aquila sta man mano prendendo piede, appassionando sempre più persone.

Tra queste, l’aquilano Stefano Marrelli, avvocato e professionista affermato nel suo settore, nonché presidente dell’Aquila 1927, che negli ultimi anni è anche divenuto uno dei maggiori rappresentanti abruzzesi di questo sport, appunto a metà strada tra il calcio e il golf.

In particolare, Marrelli ha iniziato a praticarlo tra un impegno di lavoro e l’altro, per svago, insieme a un gruppo di amici e colleghi solo qualche tempo dopo che era approdato sui campi del del San Donato a Santi di Preturo (L’Aquila). E con lo stesso gruppo di amici, ha fatto parte di quella che poi è stata la squadra più rappresentativa della città dell’Aquila, partecipando ai campionati nazionali e interregionali e piazzandosi sempre in ottime posizioni.

Adesso, dice, “il campionato è fermo a causa della diffusione della pandemia, in attesa dei nuovi provvedimenti governativi per capire quando poter finalmente riprendere a giocare ed iniziare la stagione sportiva”.

Una stagione sportiva che, principalmente per “questioni di carattere personale”, segnerà per il legale aquilano il passaggio alla Roma Footgolf, con i cui componenti dice di “essere legato da un consolidato rapporto di amicizia e stima”.

“Sono felice di intraprendere una nuova avventura sportiva, sicuramente stimolante ed avvincente”, dice ad AbruzzoWeb, precisando però che è soprattutto “grazie agli amici di sempre” che ha comunque avuto modo di avvicinarsi e, nel tempo, di appassionarsi a questa disciplina, nata in Olanda nel 2009 e diffusasi in Italia intorno al 2013.

Questo soprattutto perché,  spiega, “è subito divenuta un’occasione di svago e divertimento, visto che è pensata un po’ per tutti, indipendentemente dal sesso o dall’età, che semplicemente si gioca con le stesse regole del golf, ma utilizzando un pallone da calcio, anziché una pallina”.

“In pratica – dice – i piedi dei partecipanti sostituiscono le mazze e l’obiettivo principale del gioco è quello di centrare le buche nel minor numero di calci possibili”.

Buche che, a differenza di quelle del golf, hanno un diametro di circa 50 centimetri. Al contrario, un’analogia con lo sport praticato con mazze e palline, è quella dell’abbigliamento. Marrelli dice infatti che “chi gioca deve seguire un codice preciso proprio al fine di poter accedere nei golf club”.

“Il codice d’abbigliamento ideale – precisa – è composto da polo, bermuda e calzettoni da calcio, mentre le scarpe utilizzate sono esclusivamente quelle per il calcetto”

Per poter giocare, afferma inoltre il legale aquilano, “bisogna in ogni caso avere un minimo di dimestichezza col pallone”.

Il footgolf si svolge infatti in ambienti naturali e completamente immersi nel verde, come per il golf. Si tratta principalmente “di unire il pallone a qualcosa di più raffinato, anche e soprattutto a livello di ambientazioni, quasi sempre molto curate e caratterizzate da paesaggi spesso molto suggestivi”.

“Io stesso da giovane ero un calciatore – racconta -. Da bambino ho avuto modo di giocare con la Libertas, mentre da ragazzo con l’Amiternum di Scoppitto. Poi, in età adulta, ho praticato calcetto per svago, mentre l’approccio  al footgolf è avvenuto più tardi, proprio alla luce del fatto che si tratta di un’attività particolare e ancora poco conosciuta. Tra i motivi per cui mi sono appassionato così tanto, c’è sicuramente quello legato al fatto che, giocando, ci si diverte e si creano rapporti di amicizia, anche forti, con altri giocatori provenienti da tutta Italia. Tanto che sono riuscito a coinvolgere anche la mia compagna, con cui ormai condivido questa passione”.

Una passione a cui, ora, si tratterà di conciliare, oltre agli impegni lavorativi, anche quelli legati al suo ruolo di presidente di L’Aquila calcio.  Un ruolo che, afferma, lo “riempie di orgoglio, anche per i solo fatto di dover rappresentare la squadra del capoluogo”.

“Si tratta un’esperienza unica, gratificante ma allo stesso molto impegnativa – conclude -, che mi porta a condividere ogni giorno esperienze nuove, situazioni, ma anche alcune problematiche, con agli gli altri membri dell’associazione sportiva. Tutti ragazzi che, come me, mettono anima e corpo per il bene dell’Aquila, con l’obiettivo principale di riportarla in alto per ricoprire finalmente il ruolo che merita”.

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