DALL’A24 AI PRATI DI TIVO IN SOLI 15 MINUTI. ECC6O TRACCIATO DELLA STRADA PANORAMICA GRAN SASSO

IN ANTEPRIMA STUDIO PRELIMINARE DELLA NUOVA STRADA PEDEMONTANA COLLEDARA- PIETRACAMELA, DA 19,2 MILIONI DI EURO, IMMINENTE AFFIDAMENTO PROGETTAZIONE ESECUTIVA. INGEGNERE DI BALDASSARE, "IMPATTO AMBIENTALE MINIMO, GRANDE RISPOSTA A SPOPOLAMENTO AREE INTERNE E RILANCIO TURISMO", "DA IMPIANTO SCIISTICO TERAMANO A QUELLO DI CAMPO IMPERATORE IN APPENA 30 MINUTI DI AUTOMOBILE"

di Filippo Tronca

11 Settembre 2022 08:27

L'Aquila - AbruzzoWeb Turismo, Politica

TERAMO – Arrivare in appena 15 minuti anziché in quasi un’ora dal casello autostradale dell’A24   di Colladara, a Pietracamela, alle pendici del Corno grande e Corno piccolo, vette del Gran Sasso, e dunque alle stazioni sciistiche di  dei Prati di Tivo, per di più spezzando l’isolamento di piccoli centri montani come Intermesoli, Fano Adriano, Cusciano, Aquilano, Flamignano, Tozzanella e Tossicia, oltre che di Pietracamela. Consentire di raggiungere dall’impianto sciistici di Campo Imperatore Prati di Tivo in appena mezz’ora anziché in un’ora e mezza.

Sarà possibile con la realizzazione della Panoramica del Gran Sasso, lunga 12 chilometri, di cui è imminente l’esito del bando europeo, indetto dalla Provincia di Teramo ad aprile, per la progettazione esecutiva, per una somma a base d’asta di 379.113,61 euro. La realizzazione dell’opera avrà un costo quantificato di  19,2 milioni di euro, ancora da reperite.

Una progettazione esecutiva che dovrà tener conto dello studio preliminare, affidato all’ingegnere teramano Domenico Di Baldassarre, che ha modificato una prima ipotesi di Panoramica, che aveva sollevato le ire delle associazioni ambientaliste, e anche di alcuni comuni, perché troppo impattante, a causa del tracciato che attraversava le terre alte e a massima valenza ambientale del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, in buona parte di nuova realizzazione.

“Con la nuova ipotesi di Panoramica – spiega ad Abruzzoweb Di Baldassare – il vantaggio sarà immenso,  il nuovo percorso ricalca, raddrizzandoli e velocizzandoli vecchi tracciati, più a valle rispetto alla prima ipotesi, e con un impatto ambientale minimo. Di fatto è una pedemontana che ricollegherà tutti i piccoli centri prima isolati, e anche per questo soggetti a spopolamento, non ha solo una valenza turistica, ma sociale ed economica”.

E aggiunge: “con questo tracciato si ottiene automaticamente un circuito turistico intorno al Gran Sasso, si realizza il Periplo e si mettono in relazione tutti i valori e vengono collegate le popolazioni locali con una ricaduta economica certa per l’intera comunità. Si accorciano enormemente anche le distanze tra il comprensorio sciistico di Campo Imperatore con quello di Prati di Tivo, passando per l’autostrada A24, dai caselli di Assergi a quello di Colledara, e con un tempo di percorrenza che sarà  di mezz’ora, anziché di un ora e mezza”

Scendendo nel dettaglio la nuova strada si compone di tre tratti: un tratto esistente da potenziare e rettificare e due tratti praticamente nuovi.

Il tratto esistente, di 7 chilometri, da allargare e rettificare è quello che inizia dal casello autostradale della A24, passa al bivio di Ornano, aggira Tossicia, Tozzanella e Flamignano e termina presso S. Rufina di Aquilano.

Il secondo tratto di 2,3 chilometri, inizia presso S. Rufina di Aquilano e si ricollega con la strada provinciale n. 80 Montorio-Cusciano alla fine dei tornanti con uno svincolo per Montorio, Cusciano e le Casette di Cusciano.

Il terzo tratto parte da Cusciano, raggiunge Cerqueto passando per zona Canili e ricalca la strada antica fino ad intercettare la strada provinciale 43 presso l’edicola dedicata alla Madonna del Cantone sulla variante stradale per i Prati di Tivo.

Il progetto prevede anche la sistemazione della strada per i Prati di Tivo.

“La strada proposta  – assicura Di Baldassarre -, segue un percorso più naturale, razionalizza tracciati esistenti e poggia interamente sulla Formazione Geologica della Cerrogna quasi tutto a raso o a mezza costa, qualche tratto in trincea e piccoli tratti con modesti rilevati presso i fossi. Il percorso tiene conto dei vincoli ambientali, della scorrevolezza, della pendenza e del rapporto con i centri abitati dei cinque comuni attraversati”.

Spiega poi l’ingegnere: “le due vallate del Mavone e di Rio Arno sin dall’età del bronzo erano collegate così come dimostrato dai numerosi sentieri ancora presenti nel territorio con passi presso Cima di Sportella, colle dei Prati Mignari, la Forchetta ed Arapietra e dai reperti archeologici della cultura Appenninica trovati a Campo Pericoli presso il passo della Portella e le relative capanne a Tholos. Si tratta di ricercare la tipologia di collegamento più aderente alla storia del territorio, a minor impatto ambientale, economicamente sostenibile e utile al rilancio economico di tutti i centri montani e la Panoramica del Gran Sasso vuole rispondere a queste problematiche”.​

Si legge infine in un passaggio della relazione allegata allo studio preliminare che rispetto ai vincoli imposti dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga il 76 % del tracciato proposto ricade fuori dalla perimetrazione del Parco, il 16% in Aree di Protezione e solo l’8% sfiora l’area di Riserva Generale Orientata.

Rispetto ai vincoli del Pai, il Piano d’assetto idrogeologico della Regione Abruzzo e rispetto alla Carta delle Aree a rischio, il 72% del nuovo tracciato viario attraversa esclusivamente le aree bianche del Piano e, quindi, un tracciato stabile e senza rischi di smottamenti, frane e dissesti vari. Il 28% del tracciato ricade in area “verde” ossia in are a Rischio Moderato superabile con adeguate soluzioni geotecniche.

LA PLANIMETRIA

in rosso il nuovo tracciato, in blu la prima ipotesi più a monte e poi scartata

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