DALL’ABRUZZO ALL’ANIENE PER REALIZZARE UN SOGNO, NUOTATRICE 13ENNE PROCACCINI DA RECORD

IL TALENTO PESCARESE IN PRESTITO DALLA HURRICANE VINCE CINQUE TITOLI NAZIONALI AI CRITERIA GIOVANILI; IL PADRE ANTONIO, "SEMBRA UN REALITY...", IL TECNICO TRIGNANI, "REGIONE PERDE ALTLETA DALLE POTENZIALITA' ENORMI"; LEZIONI A DISTANZA CON IL LICEO MAYOR DEL CAPOLUOGO ADRIATICO

6 Maggio 2021 11:31

PESCARA – Una giovane campionessa di nuoto abruzzese conquista il cuore degli italiani: è la pescarese Valentina Procaccini, classe 2008, che ha conquistato con al CC Aniene cinque titoli nazionali ai Criteria giovanili (50 sl, 100 sl, 200 sl, 400 sl e 100 rana) e polverizza due record italiani di categoria R1 nuotando i 50 stile libero in 26″1 e i 100 stile libero in 56″76. Valentina è arrivata  al CC Aniene in prestito dalla Hurricane di Pescara, trasferitasi temporaneamente a Roma per tornare a gareggiare nonostante la pandemia, tenuto conto che in Abruzzo quasi tutte le piscine sono rimaste chiuse fino allo scorso febbraio.

“La ragazza sta vivendo un reality, la realizzazione di un sogno, perché dove sta è il sogno di tutti i nuotatori: quando lei va ad allenarsi e può trovarsi a fianco della Pilato, della Quadarella, di Martinenghi, per lei è un sogno perché chiaramente l’Aniene è il paradiso dei nuotatori”, racconta all’Ansa Antonio Procaccini.

Osserva rammaricato invece Mattia Trignani, tecnico della Hurricane di Pescara: “Il nuoto in Abruzzo ha perso un’atleta dalle potenzialità enormi, ma non per colpa delle società sportive abruzzesi: la scelta di andare a Roma a quell’età può essere rischiosa , ma io le auguro il meglio in ogni cosa che farà”.

Valentina ha cominciato a nuotare all’età di 10 anni, dopo essere diventata campionessa nazionale di Aquatron, seguendo le orme delle sorelle gemelle più grandi Adriana e Alice, grazie anche alla passione per lo sport del padre Antonio, ex giocatore di basket e pallamano. Proprio lui, nello scorso novembre, in considerazione del fatto che in Abruzzo non c’erano gare in calendario e che numerose piscine erano chiuse a causa della pandemia, decide di portare Valentina a Roma all’Aniene: il responso positivo sulle capacità della ragazza c’era già stato a giugno e il padre è costretto dalla contingenza a una scelta difficile, quella di dividere la famiglia in due per dare la possibilità alla figlia di sperimentare una esperienza unica, quella di allenarsi con campionesse del calibro di Quadarella e Pilato.

Dopo avere trovato una sistemazione temporanea nella capitale a stare con Valentina sarà la mamma cubana Clemirt, mentre il papà penserà alle gemelle rimanendo a Pescara e facendo il pendolare nei fine settimana: per la scuola invece ci si affida al Liceo Maior di Pescara, che ha anche una terza media, con la didattica a distanza. Tutti i piani però vengono stravolti da una complicazione, il Covid arriva in famiglia: Antonio e Clemirt si ammalano, le figlie vanno in isolamento. La partenza per Roma però è solo rinviata dal primo al 23 dicembre: in pochi mesi Valentina cresce e migliora in maniera esponenziale, nuotando sempre più veloce, fino all’apoteosi dei Criteria giovanili.

Interviene anche la presidente del Liceo Maior di Pescara, che ha anche la Media Maior, Federica Chiavaroli. “Nel caso di Valentina Procaccini il Covid ci ha fatto conoscere uno strumento che le ha svoltato la carriera, nel senso che probabilmente se non ci fosse stata la pandemia noi come scuola non avremmo ipotizzato un percorso per seguire la ragazza a distanza e consentirle ad andarsi ad allenare all’Aniene a Roma: diciamo che un grande problema si è trasformato in una straordinaria opportunità per lei”.

“La cosa più importante – racconta il padre all’Ansa – è che il gruppo con cui lei nuota l’ha aiutata ad emergere, perchè se si nuota con un gruppo omogeneo tendi a migliorare. L’Aniene è una famiglia, chiaramente noi siamo presenti, non è che l’abbiamo lasciata lì da sola: ci sono tanti campioni che vivono dentro la piscina e vivono l’acqua”.

Essere catapultati in una metropoli, dove la ragazza vive con la mamma cubana Clemirt, mentre il padre sta a Pescara con le sorelle gemelle più grandi, Adriana e Alice, non è semplice.

“Parliamo – spiega il papà Antonio – di una ragazza di provincia che a 13 anni va a Roma: è difficilissimo, lei ha lasciato le sue amicizie di scuola e nuoto, qui non si esce con gli amici a questa età come accadeva spesso a Pescara. La mattina fa la Dad (terza media presso il Liceo Maior di Pescara, ndr), il pomeriggio si allena, poi alle 18 torna a casa per studiare; e il giorno dopo ricomincia daccapo. Ci vuole talento, tanta forza interna e motivazione, che potrebbero poi anche portare a dei risultati. A nessuno di noi poteva venire in mente che lei battesse il record della Di Pietro sui 50 stile libero dopo 15 anni; nessuno poteva immaginare che nei 100 stile libero battesse quello della Masciopinto”.

La pandemia ha giocato un grosso ruolo nella decisione di spostarsi a Roma. “Abbiamo dovuto anticipare le cose di un anno – sottolinea il padre – avevamo già un progetto simile per il 2022 dopo essere stati a giugno scorso a Roma: i motivi della decisione sono la chiusura della gran parte delle piscine in Abruzzo e la successiva chiusura delle scuole, oltre alla mancanza di sicurezza di potersi allenare con continuità. Non è che oggi, dopo cinque titoli nazionali vinti, abbiamo delle certezze: siamo convinti che la strada è molto lunga, da fare con molta pazienza”.

Conclude Trignani, parlando del prestito all’Aniene “È un’esperienza assolutamente formativa e di livello, in una delle migliori squadre d’Italia, perciò alla ragazza, come ho sempre affermato, auguro ed augurerò sempre il meglio perché le potenzialità ci sono: fino a qualche mese fa nuotava con noi e l’anno scorso con la Hurricane, allenata dal sottoscritto, addirittura aveva i primi tempi in Europa del suo anno. Che andasse forte non sarebbe stato scontato, ma con le sue potenzialità ci si poteva aspettare dei risultati simili. Una ragazza propensa al lavoro, al sacrificio e di talento che ho avuto il piacere di crescere ed allenare alla quale non solo io, ma anche tutta la società augura assolutamente il meglio”

“Secondo me la scelta di andare a Roma a quest’età può essere rischiosa – sostiene il tecnico – per fattori legati all’ambiente. Non è facile lasciare i propri affetti, i propri amici ed il proprio habitat cittadino. È stato però un passo dettato anche dal fatto che qui in Abruzzo all’epoca, ovvero a novembre , dicembre e gennaio le piscine erano nella quasi totalità chiuse, di manifestazioni e gare non se ne vedeva nemmeno l’ombra. Tanto è che io ho sempre dichiarato che non ha ‘perso’ Mattia o gli Hurricane, ma ha perso tutto il nuoto abruzzese un’atleta di queste prospettive e talento”.

“È chiaro che Valentina ormai ha i ritmi di una atleta professionista – sottolinea la Chiavaroli – perchè si allena molto e quindi ha bisogno di una scuola che assecondi queste sue esigenze: diciamo che la nostra scuola è nata anche per questo motivo, cioè per consentire ad atleti che hanno delle potenzialità come Valentina di poter seguire il loro sogno. Gli atleti come Valentina sono bravissimi a scuola perchè hanno uno spirito di sacrificio talmente allenato che proprio non fanno difficoltà: è che la scuola deve chiaramente assecondare i loro ritmi, altrimenti sono nell’impossibilità di farlo”.

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