D’AMARIO “VACCINI COVID IN ABRUZZO A GENNAIO”, SPERANZA, ”2 DICEMBRE PIANO AZIONE NAZIONALE”

26 Novembre 2020 10:56

PERSCARA – In Abruzzo a partire da metà gennaio “saranno distribuiti 30.000 vaccini contro il covid-19”. A dare l’importante notizie il direttore del dipartimento sanità della Regione Abruzzo, Claudio D’Amario, in un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano Il Centro.

D’Amario illustra anche il piano organizzativo per la distribuzione, spiegando che il vaccino sarà almeno in questa prima tornata quello della Pfizer (USA) e Biontech (Germania), che ha però la necessità di essere conservato a meno -75 gradi. E dunque saranno individuati come siti di stoccaggio, rivela D’Amario, dove allocare i super-frigoriferi, gli ospedali di Pescara, L’Aquila, Chieti e Teramo. Andrà poi messa a punto la filiera della distribuzione, visto che spiega da D’Amario, il vaccino non può fare spostamenti superiore ai 60 minuti. La priorità sarà data alle persone a rischio.

Ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza ha annunciato che “sarò in Parlamento il 2 dicembre per presentare il piano strategico dei vaccini che stiamo costruendo”.

Speranza ha ribadito la sua “grandissima fiducia nelle agenzie regolatorie preposte a garantire la sicurezza dei vaccini, che in Europa e Italia sono l’Ema e l’Aifa. Quando avranno completato il percorso, il vaccino reso disponibile sarà un vaccino sicuro, e noi dovremo lavorare per costruire una campagna di vaccinazione molto larga nel nostro paese”.




Non arriverà subito per tutti, ma all’inizio si avranno alcune milioni di dosi. A cominciare da quelle della Pfizer, per 3,4 milioni, e poiché ne servono due a persona, “si potranno vaccinare 1,7 milioni di persone. Partiremo da categorie più a rischio di prendere virus, come personale sanitario, anziani e chi ha più patologie. E’ il percorso, ha concluso, “che ci consentirà di aprire una fase diversa”.

A differenza degli altri vaccini, il cui acquisto viene fatto a livello regionale, per l’anti-Covid “l’acquisto – ha precisato Speranza – sarà centralizzato e gestito dallo Stato”. Numerosi contratti sono stati sottoscritti “e altri saranno firmati a breve. Come Italia – ha annunciato – avremo il 13,65% dei vaccini già opzionati in sede europea. Abbiamo presentato al Parlamento, sia alla Camera che al Senato un piano che potrà essere finanziato con tutte le leve di cui disponiamo, con il Bilancio dello Stato, il Recovery fund e il Mes, che per me è uno strumento a cui bisogna guardare con assoluta serenità. Bisogna chiudere con la stagione dei tagli e aprire una nuova grande stagione di investimenti”.

Quello della Pfizer-Biontech è un vaccino a mRna, a Rna-messaggero. Contiene cioè istruzioni genetiche per costruire una proteina del coronavirus, nota come spike. Quando viene iniettato nelle cellule, il vaccino fa sì che producano proteine ​​spike, che poi vengono rilasciate nel corpo e provocano una risposta dal sistema immunitario. Il numero di dosi necessarie sono 2 a 28 giorni di distanza.

Il vaccino ha raggiunto il livello minimo sufficiente stabilito dalla Food and Drug Administration (FDA) per presentare una domanda per la somministrazione in emergenza (Eua). In una nota le due società hanno annunciato di aver presentato tale richiesta. Dai risultati annunciati garantisce una ampia protezione dal virus, quantificata al 90%. Contro indicazione è che nessun vaccino a Rna è stato approvato per uso umano, inoltre, per essere conservato in sicurezza necessita di temperature bassissime, dell’ordine di -70 gradi celsius. Questo è un problema rilevante per la distribuzione su larga scala.

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