“D’AMICO LEADER, MA CERTE POSIZIONI NON LE CONDIVIDO”, CAVALLARI, “AL PD MANCA ANIMA DI CENTRO”

CONSIGLIERE REGIONALE DI ABRUZZO INSIEME CONTESTA L'APPOGGIO DELL'EX RETTORE DI TERAMO E COORDINATORE DELL'OPPOSIZIONE ALL'EMICICLO ALLE PROPOSTE DI MARSILIO E DEL CENTRODESTRA SU ASL UNICA, RIFORMA ELETTORALE E  RIFORMA IDRICA. SU  DEBITO SANITA', "SITUAZIONE DRAMMATICA, BILANCIO INGESSATO"

15 Novembre 2025 08:04

Regione - Politica

L’AQUILA – “Il professor Luciano D’Amico resta il nostro coordinatore, è una persona di alto profilo, ma su questioni come la Asl unica, la nuova legge elettorale e la riforma del ciclo idrico ha preso posizioni da me non condivise, come pure da buona parte della coalizione”.

Non si tratta certo di una abiura, la stima resta immutata, ma qualcosa da dire al suo leader ce l’ha eccome, nell’intervista ad Abruzzoweb, il consigliere regionale di Abruzzo insieme Giovanni Cavallari, eletto in consiglio regionale a marzo del 2024, con ben  4.722 in provincia di Teramo, proprio nella lista del presidente nella coalizione di centrosinistra, battuto dal riconfermato Marco Marsilio di Fdi.

Una voce la sua che si aggiunge al malcontento nel capo largo per le fughe in avanti dell’ex rettore dell’Università di Teramo, nel dirsi d’accordo su più di un progetto di legge del centrodestra, mostrando però un atteggiamento ritenuto eccessivamente ostile su altre questioni, come i finanziamenti a pioggia nelle leggi omnibus di fine anno, visto che anche a sinistra c’è chi vorrebbe invece scendere a patti, senza lasciare l’intero gruzzolo da distribuire a discrezione al solo centrodestra, con certo ritorno di consenso elettorale.

Il 58enne funzionario dei Vigili del Fuoco, ex vicesindaco e assessore di Teramo, al fianco  di Gianguido D’Alberto, ha un passato nel Partito democratico, di cui è stato vice segretario provinciale, e in merito al suo ex partito osserva che “manca un’anima centrista”, contestando dunque la linea della segretaria Elly Schlein, ma tesse le lodi in particolare di Sandro Mariani, presidente della Commissione Vigilanza, teramano di Campli che, non è un mistero, accarezza l’idea di essere lui nel 2029 il futuro candidato presidente della Regione.





Per il resto Cavallari indossa l’armatura dell’oppositore e parte alla carica del centrodestra.

“Ci avviamo alla sessione del bilancio – esordisce Cavallari -, con le risorse di fatto ingessate e carenti a causa del deficit sanitario, e questo si riverbera su tutta l’attività amministrativa, con capitoli svuotati, attività che non sono state messe in campo, una mancata programmazione, perché seppure ci fosse davvero stata una programmazione, con la carenza di fondi sarebbe stato in ogni caso impossibile concretizzarla”

La sanità per Cavallari è la cartina di tornasole del “malgoverno” di Marsilio, che “si limita a dare la colpa a chi lo ha preceduto, che però è lo stesso Marsilio della stessa assessora Nicoletta Verì,  in carica dal 2019, e il deficit lo hanno creato loro e ora sono  incapaci di poter mettere in campo delle azioni importanti per risanarlo. E mettono nemmeno mai in discussione l’operato dei direttori generali, che sono nient’altro che il braccio operativo dell’attività amministrativa sanitaria sulle quattro province”.

Una maggioranza che “ha ridotto e di molto l’attività amministrativa rispetto all’anno precedente, ma alle leggi omnibus non ci rinuncia, con i finanziamenti a pioggia a favore dei territori elettorali del  centrodestra.
Veniamo dunque al campo largo, e al rapporto di Cavallari con D’Amico.

“D’Amico è il nostro leader, una persona che è di altissimo profilo, continua un’attività di coordinamento di tutta la minoranza, ma venendo da una carriera universitaria, come ex rettore dell’Università di Teramo, ha probabilmente nel suo dna meccanismi che non sono tipici di quelli di chi fa politica da tanti anni”.





E Cavallari evidenzia dunque che “c’è stata qualche piccola divergenza sotto il profilo dei grandi temi che si sono affacciati in questa prima fase della legislatura0, ovvero sulla legge elettorale con il collegio unico, la Asl Unica, la riforma del ciclo idrico D’Amico è stato in controtendenza rispetto a quelle che sono le idee di tutto il centro-sinistra”.

Infine un commento sullo stato dell’arte nel suo Pd, di cui è stato esponente.

“Ora ci saranno due passaggi importanti, le elezioni di Campania e della Puglia che rappresenteranno per il segretario nazionale Elly Schlein un esame importante, perché se ci dovessero essere problemi quella leadership comincerà probabilmente a vacillare, anche se credo che nelle due tornate elettorali non ci saranno per noi brutte sorprese. Resta il fatto che manca sicuramente un’anima centrista, quella del partito da cui provengo, cioè la Margherita, che dava quella forza propulsiva anche a livello elettorale”, spiega Cavallari.

Cavallari assolve però a pieni voti il Pd abruzzese in consiglio regionale, “a cominciare dal capogruppo Silvio Paolucci, da Sandro Mariani e Dino Pepe, che stanno ben operando. Mariani poi con la conduzione della Commissione di Vigilanza si sta facendo molto e rappresenta sicuramente una delle novità insieme al senatore Michele Fina, al quale mi lega un’amicizia personale”. f.t.

 

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