L’AQUILA – Nubi fosche si addensano sul futuro di Dante Labs, multinazionale che opera nell’ambito del sequenziamento del genoma, con un capitale di 5 milioni e mezzo di euro, che negli anni scorsi ha spiccato il volo nel panorama internazionale proprio dall’Aquila, nel Tecnopolo d’Abruzzo, dove aveva insediato il cuore della produzione con oltre cento dipendenti e con macchinari all’avanguardia.
La società è stata fondata dai due manager aquilani Andrea Riposati e Mattia Capulli, docente della università aquilana poi uscito dal sodalizio, che dopo aver frequentato le superiori insieme nel capoluogo regionale, si sono incontrati di nuovo negli States dove hanno deciso di fare impresa nell’innovativo comparto del genoma.
Dopo i fasti durante il Covid quando Dante Labs si era specializzata nei tamponi con commesse in tutto il mondo, l’azienda è entrata in una grave crisi economico finanziaria con una complicata situazione debitoria operando licenziamenti e scelte industriali che hanno causato polemiche.
Ora, il Tribunale del capoluogo di regione, ha respinto il ricorso al congelamento dei debiti che, se accolto, avrebbe permesso di accedere a misure protettive.
Si trattava, tecnicamente, di una richiesta del debitore per evitare che determinate azioni dei creditori potessero pregiudicare, sin dalla fase delle trattative, il buon esito delle iniziative assunte per la regolazione della crisi o dell’insolvenza di questa società a responsabilità limitata.
La decisione poggia sulla relazione di un perito, Alfonso Di Sabatino, il quale, evidentemente, ha ritenuto non realizzabile un progetto sostenibile per l’azienda in modo da gestire la crisi e la continuità aziendale.
Più in particolare, se fosse stato accolto il ricorso, sarebbero state bloccate tutte le attività esecutive dei creditori verso l’azienda, anche le istanze di fallimento.
La società, 58 addetti all’Aquila (il dato si riferisce a giugno 2024), si avvale anche della partecipazione della Finanziaria regionale abruzzese (Fira), partecipata della Regione Abruzzo che aveva dato nel 2016 circa 150mila euro acquisendo il 17 per cento delle quote e che da tempo ha richiesto il finanziamento.
Dante Labs, che ha la sede principale negli Usa, a New York, ha come presidente del Cda, Andrea Riposati, mentre i consiglieri sono Riccardo Paone e Paolo Di Sabatino.
Presidente del collegio sindacale è Sara Santucci mentre Argantino Rossi è il revisore legale.
I segnali di crisi erano emersi alla fine dello scorso anno quando c’è stata mobilitazione dei sindacati con la Cgil, in particolare, che aveva denunciato il mancato pagamento di tre stipendi oltre all’avviamento delle procedure di licenziamento collettivo di 13 dipendenti e vari procedimenti disciplinari.
La vertenza si è in parte raffreddata, anche dopo incontri in Regione e la revoca dei licenziamenti ma il quadro per le maestranze non è affatto rassicurante pur a fronte di dichiarazioni aziendali che parlavano della volontà di tornare agli antichi fasti.
DANTE LABS, NUBI FOSCHE SUL FUTURO: TRIBUNALE BOCCIA CONGELAMENTO DEBITIL'AQUILA - Nubi fosche si addensano sul futuro di Dante Labs, multinazionale che opera nell’ambito del sequenziamento del genoma, con un capitale di...









