DANTE SOCIETY OF AMERICA: LAUREANDO AQUILANO E PROF SERIANNI ANALIZZANO CANTO ‘DELLA BARATTERIA’

6 Maggio 2021 07:59

L'Aquila: Cultura

L’AQUILA – Il Covid-19 non soffoca il “seguir virtute e canoscenza” di dantesca memoria e ‘fa volare’ virtualmente negli Stati Uniti d’America un giovane laureando aquilano in Studi letterari e culturali all’Università dell’Aquila, Francesco Di Giandomenico, insieme al professor Luca Serianni, già docente alla “Sapienza” di Roma ed uno dei più importanti linguisti e filologi italiani, accademico della Crusca, tra i maggiori esperti di Dante Alighieri.

Di Giandomenico ha infatti conversato in video, per conto della prestigiosa Dante Society of America, con il professor Serianni, laureato oltretutto honoris causa alle Università di Valladolid e di Atene, sul canto ventiduesimo dell’Inferno della Divina Commedia.

Insieme al canto precedente, il ventiduesimo è il canto cosiddetto “della baratteria”: lo stesso Sommo Poeta fu condannato nel 1302 per “baratteria”, reato che nell’attuale diritto equivale – come spiega lo stesso Serianni nel video – alla corruzione, al peculato ed alla concussione.

Inoltre, esso è uno dei canti più “comici”, in rappresentanza di una lingua di basso registro e di uso popolaresco e fortemente realistica, non per questo meno poetica: si narrano infatti le zuffe tra i diavolacci soprannominati “Malebranche” ed alcuni barattieri che Dante stesso odia ricordare.

“In questo canto si fa riferimento – ricorda Di Giandomenico, citando docenti del calibro di Nino Borsellino, Guido Paduano e Concetta D’Angeli– ad una visione del comico come di una fatica sprecata, che porta al regresso.”

“Il canto ventiduesimo – critica ancora lo studente – paradossalmente non fa ridere, infatti Dante stesso non ride di fronte all’azzuffarsi dei diavoli: c’è dunque un progresso da un punto di vista morale, un vero e proprio progredire verso il Paradiso.”

La conversazione tra il giovane studente aquilano e il professor Serianni è stata sottotitolata in inglese grazie alla traduzione della Casa Zerilli-Marimò, sede degli studi d’italiano dell’Università di New York.

 

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