DDL CONCORRENZA, FORUM H20 LANCIA ALLARME: “RISCHIO PRIVATIZZAZIONE ACQUA, SERVE MOBILITAZIONE”

10 Novembre 2021 19:21

Regione: Cronaca

PESCARA – “Il disegno di legge ‘Concorrenza’, se approvato nell’attuale versione renderà quasi impossibile mantenere in mano pubblica la gestione del Servizio Idrico Integrato e degli altri servizi locali. Pertanto le sei società abruzzesi di gestione dell’acqua, Aca, Sasi, Ruzzo, Cam, Saca e Gsa, verranno quasi certamente privatizzate se non si cambierà radicalmente il testo. A forte rischio anche le società dei rifiuti come Ecolan. La logica che muove l’intero disegno di legge è quella di chiudere il cerchio sul definitivo affidamento al mercato dei servizi pubblici essenziali”.

A lanciare l’allarme è il Forum H2o, che parla di “schiaffo ai 26 milioni di italiani” che si erano espressi in occasione del referendum del 2011,  e invita sindaci, società e parlamentari alla mobilitazione per il rischio di privatizzazione dell’acqua: “Con il combinato disposto tra Pnrr, Ddl sulla concorrenza e decreto semplificazioni (con l’introduzione di ampi poteri sostitutivi dello Stato nei confronti degli enti locali) il Governo intende mettere una pietra tombale sull’esito referendario provando così a chiudere una partita che Draghi ha iniziato a giocare da ben 10 anni”.

Nel corso di una conferenza stampa a Pescara, gli esponenti del Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, hanno sottolineato che: “”Era il 5 agosto 2011 quando l’allora Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, insieme al Presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet – ricordano gli ambientalisti in conferenza stampa – scrisse la famigerata lettera al Presidente del Consiglio Berlusconi in cui indicava come necessarie e ineludibili ‘privatizzazioni su larga scala’ in particolare della ‘fornitura di servizi pubblici locali'”.

“Uno schiaffo ai 26 milioni di italiani che solo un mese prima avevano votato ai referendum indicando una strada diametralmente opposta, ossia lo stop alle privatizzazioni e alla mercificazione dell’acqua”.

La norma “punta a rendere residuale la forma di gestione del cosiddetto ‘in house providing’, ossia l’autoproduzione del servizio compresa la vera e propria gestione pubblica”.

“Nel Disegno di Legge – hanno detto – emerge chiaramente la scelta della privatizzazione. Gli enti locali che opteranno per la gestione pubblica dovranno ‘giustificare’ (letteralmente) il mancato ricorso al mercato. Al contrario la scelta dell’opzione della cessione ai privati del servizio non dovrà essere oggetto di alcuna giustificazione e procederà spedita”.

“La scelta – hanno aggiunto – dovrà essere sottoposta anche al giudizio dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, oltre a prevedere sistemi di monitoraggio dei costi.  Interessante notare che tale monitoraggio, su un elemento come quello dei costi del servizio che viene scaricato sui cittadini, non viene previsto in caso di affidamento ai privati. A vessare definitivamente gli enti locali interessati a mantenere in mano pubblica il servizio, arriva il punto in cui si prevede pure l’obbligo di revisione periodica delle giustificazioni alla base dell’affidamento in autoproduzione del servizio. Un vero e proprio percorso ad ostacoli che non vale per i privati che avranno mano libera nei confronti dei cittadini”.

Come se non bastasse, hanno aggiunto gli ambientalisti, c’è un punto che “prevede la delega al Governo per intervenire addirittura anche sul regime stesso di proprietà delle reti, aprendo la strada alla cessione non solo della gestione ma anche della proprietà dei beni materiali, come mezzi, tubi, impianti ecc. per ottenere, testualmente, ‘un’adeguata valorizzazione della proprietà pubblica’. Infine, si prevedono incentivi per favorire le aggregazioni indicando così chiaramente che il modello prescelto è quello delle grandi società multiservizi quotate in Borsa che diventeranno i soggetti monopolisti praticamente a tempo indefinito. Tutto ciò in perfetta continuità con quanto previsto dal Pnrr”.

Il Forum H2o ha parlato di “ideologia neoliberista in cui la supremazia del mercato diviene dogma inconfutabile nonostante la realtà dei fatti dimostri il fallimento della gestione privatistica, soprattutto nel servizio idrico: aumento delle tariffe, investimenti insufficienti, aumento delle perdite delle reti, aumento dei consumi e dei prelievi, carenza di depurazione, diminuzione dell’occupazione, diminuzione della qualità del servizio, mancanza di democrazia”.

“In questi anni il Forum H2o ha denunciato in ogni sede la cattiva gestione della risorsa idrica nella regione, ma la strada della privatizzazione non farebbe altro che peggiorare i problemi. Continueremo a batterci per la difesa dell’acqua, dei beni comuni e dei diritti ad essi associati e della volontà popolare. Facciamo appello alla mobilitazione generale – concludono – rivolgendoci alle tante realtà e organizzazioni sociali, ai sindaci, alle stesse società e ai parlamentari per ribadire insieme che i beni comuni sono un valore fondante delle comunità e della società senza i quali ogni legame sociale diviene contratto privatistico e la solitudine competitiva l’unico orizzonte individuale”.

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