DE RERUM NATURA: ANTONIO PEDRETTI ESPONE SUE OPERE AL MUSEO GENTI D’ABRUZZO DI PESCARA

27 Marzo 2024 10:11

- AbruzzoWeb Turismo, Cronaca

PESCARA – Uno tra i più importanti artisti italiani viventi, Antonio Pedretti, sarà a Pescara il 7 aprile alle 17:30, per l’inaugurazione della sua mostra “De Rerum Natura”, curata dal critico d’arte Massimo Pasqualone al Museo delle Genti d’Abruzzo ed organizzata dalla Galleria Opus, con la direzione artistica di Ivan Antonio Giampietro, la produzione  e l’ufficio stampa della Venus Entertainment,  con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Pescara e di Confartigianato Pescara.





Si tratta di un importante evento artistico che porta nella città adriatica un’icona dell’arte italiana, con oltre 35 opere che resteranno in mostra  dal 7 aprile al 5 maggio.

“Sono davvero felice della presenza del grande maestro Antonio Pedretti – sottolinea il curatore della mostra Massimo Pasqualone, perché l’artista varesino rappresenta la grande storia dell’arte italiana contemporanea, tra paesaggio, silenzio, quiete interiore. È la linea seguita da Pedretti, che produce, innanzitutto, una poetica del silenzio, dell’ascolto, dell’elisione del brutto, per un paesaggio che è, innanzitutto paesaggio dell’anima, come è stato opportunamente sottolineato”.





All’inaugurazione interverranno il Sindaco di Pescara Carlo Masci, il presidente di Confartigianato turismo di Pescara Italo Di Giovanni e la cantante Georgiana Gaman.

L’artista Pedretti, prosegue Pasqualone, “cerca sé stesso, cerca la pace nella pace della natura, vive, oserei dire, un sentimento di adesione panica, con un’anima inquieta che specchia la sua essenza in profondità: il passare delle stagioni, il cangiamento dei colori, la voglia di appartenere alla natura, attraverso le emozioni cromatiche, fanno di questo percorso uno sguardo esegetico sul senso della vita che sempre si rinnova, mai uguale, pur nella consapevolezza che il naufragio della coscienza avviene solo nel silenzio dell’anima, dove l’artista cerca quella quiete interiore, quella pace così tanto agognata, ma impedita dalla società cosiddetta postmoderna. Anche qui- conclude Pasqualone-  il gesto è fondamentale, azione artistica che si collega alla memoria per talune ricostruzioni paesaggistiche incastonate nell’anima, perse nei reconditi vicoli della memoria e che vengono fuori dalla coscienza e si trasformano in opera d’arte e bellezza.”

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