DEBITO COMUNI ABRUZZESI, PRIMO PESCASSEROLI. TRA CITTA’ PRIMEGGIANO PESCARA E FRANCAVILLA

FOCUS OPEN POLIS SU VOCI DI BILANCIO QUOTA "INTERESSI" E "CAPITALI", MANCA DATO DI CHIETI IN PREDISSESTO, IN ITALIA RECORD DI NAPOLI

12 Giugno 2021 07:43

L’AQUILA – Pescasseroli in provincia dell’Aquila, è il comune abruzzese che paga più per debiti e mutui  ogni anno, ben 448 euro pro capite, seguito da altri due comuni aquilani, Cappadocia e Carapelle Calvisio.

In termini assoluti tra le grandi città primeggia Pescara che deve restituire a rate Pescara quasi 16,3 milioni di euro, seguito ma a molta distanza dal capoluogo di Regione L’Aquila 4.4 milioni, e Francavilla al Mare, con  quasi 3,7 milioni.

Manca il dato di Chieti, città dichiarata in pre-dissesto, e impegnata in un doloroso piano di rientro da un disavanzo di 59 milioni di euro in quanto “non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2019”.

Il monitoraggio è stato effettuato dalla fondazione Open Polis, andando a confrontare, nei bilanci delle amministrazioni comunali, la missione di spesa dedicata al debito pubblico, che  comprende due voci: “quota interessi” e “quota capitale”, cioè le le somme con cui si estingue gradualmente un debito o un mutuo.  Le spese insomma necessarie alla restituzione delle risorse ottenute dall’ente per finanziare gli investimenti o la realizzazione di opere pubbliche, la “quota rateale” con la quale il comune rimborsa annualmente la cifra ottenuta in prestito, maggiorata degli interessi.

Nel rapporto si precisa che “l’indebitamento per le amministrazioni pubbliche non è necessariamente un fatto negativo. Contrarre mutui o prestiti, infatti, per un ente locale può significare anche la volontà di investire su infrastrutture”.

Per legge, infatti, i comuni possono indebitarsi solo per gli investimenti e la costruzione di rilevanti opere pubbliche, ma non per le spese correnti, come quelle relative al funzionamento della macchina amministrativa o all’erogazione dei servizi ordinari nei confronti della cittadinanza.

In Abruzzo primeggia come detto Pescasseroli, con 448 euro pro capite, seguito da Cappadocia A  390 euro, Carapelle Calvisio, 381,4 euro, e a seguire Montebello sul Sangro (Chieti) 381,2 euro, Castelvecchio Calvisio (L’Aquila), 369  euro, Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila) 336 euro,
Casacanditella (Chieti)326 euro, Rocca Pia (L’Aquila) 275 euro, Opi (L’Aquila) 266, Celenza sul Trigno (Chieti) 262 euro, Ovindoli (L’Aquila) 260,7, Montelapiano (Chieti), 260,2 euro.
Passiamo alle grandi città: prima è Francavilla al Mare, con 141 euro pro-capite, seguita da Pescara 136 euro, L’aquila 63 euro, Lanciano 58 euro, Sulmona 57 euro, Teramo 35 euro,
Montesilvano 31 euro,  Avezzano 25 euro. Manca il dato di Vasto

In termini assoluti il debito pubblico assoluto da smaltire è quello di Pescara 16.292.995 euro, a seguire L’Aquila 4.435.498 euro, poi Francavilla al Mare 3.698.759 eur, Lanciano 2.036.118 euro
Teramo, 1.914.036 euro Montesilvano 1.699.455 e Roseto degli Abruzzi 1.688.577.

Manca il dato importante di Chieti, che ha un attuale debito mostre di 56 milioni di euro di A fine dicembre scorso è stato approvato dalla maggioranza del neo sindaco Diego Ferara del Pd, la dichiarazione di predissesto, un provvedimento che consentirà all’ente di applicare misure per ripianare il disavanzo e scongiurare una prospettiva ancora peggiore, quella del dissesto finanziario. E’ stato poi approvato il piano pluriennale di riequilibrio finanziario per un importo di 78 milioni di euro, che consentirà una rimodulazione delle tariffe e delle aliquote, senza raggiungere i tetti massimi e di accedere al Fondo di rotazione di 15 milioni di euro per finanziare la spesa corrente.

Allargando lo sguardo con 349,65 euro pro capite è Napoli la città a spendere di più per le rate annuali relative alla restituzione del debito pubblico, tra i comuni con una popolazione superiore a 200mila abitanti. Seguono Torino (338,31 euro pro capite), Firenze (135,77), Genova (103,02) e Trieste (59,63).

Oltre a Milano e Padova, che alla voce “debito pubblico” risultano avere spese pari a 0, in fondo alla classifica delle grandi città troviamo Roma (23,83 euro pro capite) e Bari (18,86).

Da sottolineare infine che il capoluogo campano è anche la città italiana che spende di più in termini assoluti, con 336,6 milioni di euro nel 2019.

 

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