“DECRETO RISTORI? PARLEREI DI ELEMOSINA”, LA RABBIA DEL GESTORE BAR DI SULMONA

22 Marzo 2021 10:28

SULMONA – “Più  che di ristori è giusto parlare di elemosina. Saltando infatti il governo Conte, è saltato anche il decreto ‘ristori quater’. Ci sono stati poi ulteriori slittamenti con il governo Draghi e quello che sembra adesso un ristoro io la chiamo elemosina”.

Non usa giri di parole Alessandro Candido, proprietario e gestore del ‘Bar Medievale’ nella centralissima piazza Garibaldi a Sulmona (L’Aquila), esponente dell’associazione Mio Italia- Abruzzo.

“Conti alla mano se uno ha una perdita di fatturato di duecentomila euro riceverà ottomila euro-spiega Candido-. Cosa ci fai? Se io dovessi prendere duemila euro di ristoro, dopo quattro-cinque mesi senza ricevere nulla, ed io pago mille euro di affitto, più le bollette, i fornitori e le spese di casa, che ci faccio? Io quindi non li chiamerei ristori ma elemosina, senza mezzi termini”.

“Io non riesco a spiegarmelo – prosegue Candido -. C’è una illogicità che gira tutto intorno a questa pandemia perché a noi parlano di ristori che poi in realtà è elemosina, ci dicono che i soldi non ci sono ed invece dieci giorni fa è stato deciso l’aumento per gli impiegati pubblici di 107 euro a busta paga. Io ho avuto fiducia nella prima gestione della pandemia da parte del governo Conte ma da maggio in poi non giustifico più nulla e non capisco più nulla. Mi sembra un accanimento esagerato nei nostri confronti. E’ un dato di fatto reale. Noi stiamo morendo piano piano. C’è chi ha l’aiuto da parte di un genitore ma chi è solo sta morendo. I ristori adeguati, gli indennizzi che servivano, li hanno dati in altre parti d’Europa, non qui”.

Infine un messaggio al presidente del Consiglio Mario Draghi e al ministro dell’Economia Daniele Franco,

“Gli direi che se in Italia bisogna fare tutti sacrifici, e noi penso che siamo l’unica che veramente li ha fatti, si incominciasse a decurtare qualche centinaia di euro agli statali. Non deve esserci una guerra fra poveri ma se c’è uno stato di emergenza mondiale bisogna partecipare tutti. Si iniziasse a mettere mano agli stipendi milionari, e a noi, se quantomeno non ci vuoi dare un ristoro adeguato, ci vengano eliminati i costi fissi. Non possiamo pagarle le tasse se non riusciamo a lavorare. Serve un blocco da questo punto di vista. Sono stato abbandonato…Ho ricevuto un indennizzo da parte della regione con domanda fatta a maggio scorso e che avrei dovuto percepire ad agosto, ed invece ho ricevuto i soldi dieci giorni fa, con sette mesi di ritardo. Anche a livello sanitario c’è stato il presidente Marsilio qui a Sulmona per far visita al nosocomio dell’Annunziata: aveva promesso reparti e personale in piu’, e non è stato fatto nulla. Soprattutto la Valle Peligna, lo testimoniano anche alcuni articoli di giornale, è la zona dove i cittadini hanno ricevuto gli indennizzi con maggior ritardo. Ho partecipato ad una manifestazione attraverso un comitato dove è avvenuto anche un colloquio con alcuni dirigenti della regione Abruzzo ma loro quando gli chiedi le cose ti rispondono che non dipende da loro ma da Roma. Quindi c’è uno scaricabarile continuo ma noi non abbiamo visto nulla”, aggiunge l’imprenditore.

 

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