FI E LEGA CONTRO PROVVEDIMENTO; PRESIDENTE REGIONE ABRUZZO PARLA DI ''CONTENTINO'': ''NULLA DI FATTO SU PERSONALE, TERRITORI INASCOLTATI''; PEZZOPANE, ''PUNTO DI SVOLTA''; DI GIROLAMO, ''PROVVEDIMENTO CONCRETO''

DECRETO SISMA E’ LEGGE: OK DA SENATO, MARSILIO, ‘SOLO BRICIOLE’, ESULTANO PD E M5S

11 Dicembre 2019 18:40

ROMA – Via libera definitivo al decreto sisma: è stato approvato dal Senato con il voto di fiducia chiesto dal governo, con 160 voti favorevoli, 119 contrari e nessun astenuto. 

Il provvedimento, che prevede norme per l'accelerazione e il completamento della ricostruzione nei paesi colpiti dal sisma, aveva avuto l'ok della Camera il 28 novembre scorso. Diventerà legge con la pubblicazione del testo sulla Gazzetta ufficiale. 

L'approvazione, però, ha generato reazioni contrastanti, in particolare in Abruzzo dove, il presidente della Regione Marco Marsilio, di Fratelli d'Italia, parla di un “contentino”, sottolineando la questione scottante che riguarda il personale, dal momento che “nonostante gli impegni, le promesse, la consapevolezza che con l’esiguo materiale umano a disposizione non si potrà dare un impulso e una velocizzazione al disbrigo delle pratiche di ricostruzione, nulla è stato fatto. Importanti emendamenti sono stati respinti nonostante il Governo abbia voluto ascoltare i rappresentanti del territorio”.

Voto contrario da Forza Italia e Lega: “Le bugie del presidente Giuseppe Conte non risparmiano neanche la delicata questione del terremoto. Oggi hanno blindato con la fiducia, che abbiamo negato perché non si scappa davanti ad un tema così importante, un provvedimento distante dai bisogni di chi ha perso casa, lavoro, certezze e speranze. Conte ha usato il decreto come spot elettorale, definendolo addirittura 'il decreto che mancava'”, affermano in una nota i senatori della Lega Paolo Arrigoni, Giuliano Pazzaglini, Luca Briziarelli e Francesco Bruzzone.

“Diciamo no naturalmente alla fiducia e al decreto che non è soddisfacente. Nessuno dei nostri emendamenti migliorativi è stato accolto dal governo”, dice il senatore di Forza Italia Nazario Pagano. 

Per la deputata Pd Stefania Pezzopane, relatrice del provvedimento, si tratta invece di una svolta: “Siamo consapevoli che occorre aumentare il personale negli uffici che si occupano delle pratiche della ricostruzione nel cratere 2016 e 2017. Intanto nel decreto abbiamo confermato i fondi per assumere 200 addetti, e stanziato le risorse per assunzioni di personale amministrativo. Con un ulteriore prevedimento, già allo studio, completeremo l'opera”. 

Dello stesso avviso la senatrice del Movimento 5 Stelle Gabriella Di Girolamo che lo definisce “un provvedimento concreto e che vuole dare sostegno e risposte necessarie alle migliaia di cittadini che da anni vivono nella frustrazione e nel dolore”.

Insoddisfatto il presidente della Regione Marsilio: “Il Decreto Sisma passa al Senato grazie al voto di fiducia. Una fiducia che viene sempre meno se volgiamo lo sguardo al futuro dei territori abruzzesi colpiti dai terremoti del 2009, del 2016 e del 2017. Il voto di fiducia, infatti, impedirà di apportare alla legge tutte quelle migliorie, non solo utili ma necessarie, per accelerare il processo di ricostruzione, per ridare vigore all’economia, per incentivare la forza attrattiva di nuovi insediamenti industriali e artigianali”.

“Impossibile riuscire ad ascoltare, e soprattutto comprendere, la voce di chi oggi esulta per questo voto, di chi parla di un passo in avanti determinante dei territori terremotati, dei servizi alle persone terremotate. Non possiamo continuare ad accontentarci delle briciole per poi ripresentarsi puntualmente, con il cappello in mano, dal presidente del Consiglio come se dovessimo elemosinare quanto ai nostri cittadini dovrebbe spettare di diritto”. 

“La questione più scottante è quella riguardante il personale – aggiunge Marsilio – Nonostante gli impegni, le promesse, la consapevolezza che con l’esiguo materiale umano a disposizione non si potrà dare un impulso e una velocizzazione al disbrigo delle pratiche di ricostruzione, nulla è stato fatto. Importanti emendamenti sono stati respinti nonostante il Governo abbia voluto ascoltare i rappresentanti del territorio. Incontro dove ho spiegato, numeri alla mano, le esigenze per poter parlare di ricostruzione. Bocciato anche l’emendamento sulla ripartizione del personale e delle spese di funzionamento in base ai danni subiti e all’effettivo fabbisogno, e non sulla base di una parametrica ripartizione che penalizza l’Abruzzo”. 

“Non è stato nemmeno possibile aumentare da 200 a 300 le unità previste con lo Sblocca Cantieri, a parità di spesa. Personale questo che non è stato ancora assunto perché il Commissario di Governo non ha ancora dato attuazione alla relativa ordinanza dopo sei mesi di attesa. Grazie al voto di fiducia e alla mancanza di partecipazione al dibattito in aula – osserva Marsilio – non sarà possibile estendere ai comuni fuori cratere la disciplina prevista per quelli nel cratere per la sanatoria delle lievi difformità edilizie. Blocco che non farà partire la ricostruzione in queste aree. Anche gli interventi pubblici saranno penalizzati. Basti pensare alla bocciatura della eliminazione del limite dei 30mila abitanti per accedere alle risorse per interventi urgenti di manutenzione ordinaria e messa in sicurezza di strade e infrastrutture. Limite che esclude il 90% dei territorio terremotato”. 

“In tema di personale non avremo quegli incrementi invocati e necessari per riuscire a dare impulso al disbrigo delle pratiche negli uffici della ricostruzione che, invece, rischiano di subire il blocco totale a causa della mancata proroga del personale in scadenza di contratto e che in questo tempo ha curato la propria formazione professionale. Il Comune dell’Aquila non potrà realizzare le previsioni della Legge Madia effettuando la stabilizzazione del personale a tempo determinato assunto a seguito dell’emergenza sisma. Non si potrà neanche rendere stabile l’assegnazione delle risorse per il personale Ripam assunto a tempo indeterminato e a innalzare in misura corrispondente il tetto di spesa del personale. Ma questo Governo non ha voluto inserire in questa legge misure di accelerazione e semplificazione della ricostruzione pubblica per il Comune dell’Aquila e per quello del Centro Italia”.






“Cosa rimane? Poco o nulla. Le poche norme 'positive' presenti sono poco più che 'atti dovuti' – sottolinea Marsilio – vale per la riduzione al 40% delle tasse da restituire in dieci anni per il sisma 2016-17, misura applicata sempre in tutti i casi simili negli ultimi venti anni almeno. Non si capisce perché non si sarebbe dovuta inserire, e viene approvata adesso perché solo adesso la misura della sospensione sarebbe scaduta imponendo il recupero delle tasse sospese. Giova ricordare che la proposta originaria del Governo prevedeva l’abbattimento al 50% e che grazie al Presidente Marsilio il Governo ha corretto il Decreto in sede di emanazione in Consiglio dei Ministri”.

“Vale per le tariffe autostradali sospese (approvando nella sostanza il testo più volte proposto dalla Regione Abruzzo: ci sarebbe mancato altro che dal primo dicembre avessimo dovuto pagare il 20% in più di pedaggi! Idem per la proroga sulla restituzione delle tsse per L’Aquila 2009: ennesima proroga in attesa che il Governo affronti con la Commissione la questione.Si sbandierano i due milioni di euro per assunzioni nuove di personale amministrativo contabile, ma non si dice che all’Abruzzo toccheranno solo cinque contabili. Ci si vanta delle deroghe per un milione di euro per l’assunzione del personale precario al Comune dell’Aquila, ma non si dice che si tratta di una semplice autorizzazione e che il milione lo pagherà il Comune. Ci troviamo con un voto di fiducia su un contentino che non ha neanche il sapore di un regalo di Natale”, conclude il presidente della Regione Abruzzo.

Anche per Pagano, “Il decreto non dà alcuna risposta efficace all'emergenza ancora in atto nell'area dell'Italia centrale colpita dal terremoto – ha aggiunto – Si tratta di emergenza abitativa, di impresa e lavorativa. Ben diverse furono le azioni dopo il tragico sisma dell'Aquila, allora grazie agli interventi efficaci e rapidi del governo Berlusconi e della Protezione civile, guidata da Guido Bertolaso, gli aquilani potettero avere a disposizione vere e proprie case in soli sei mesi. In questo caso ci sono ancora migliaia di persone che non hanno un tetto e sono ospitate in abitazioni provvisorie e non adeguate, mentre la ricostruzione neppure si intravvede. Nostro malgrado, quindi, ma restando a piena disposizione dei sindaci dei comuni colpiti e delle popolazioni in sofferenza siamo costretti a votare contro questo provvedimento”, conclude Pagano.

“Conte ha usato il decreto come spot elettorale, definendolo addirittura 'il decreto che mancava'”, dice la Lega.

“L'unica cosa che manca – osservano gli esponenti del carroccio – è la serietà e la programmazione: un'ennesima opportunità sprecata, forse per malafede o più per manifesta incapacità. Nel provvedimento, modesto contentino per le zone terremotate, nulla sui grandi temi proposti dalla Lega: fallita l'autocertificazione, vero flop che rischia di creare la paralisi nella ricostruzione; nessuna soluzione al problema della cronica carenza del personale nei comuni coinvolti, che fiacca la struttura degli enti locali e svilisce la macchina amministrativa; alcun rimedio contro la lentezza della ricostruzione pubblica, impedita da incapacità e assurdi burocratici, gli stessi che generano incomprensibili vincoli alla ricostruzione privata”. 

“Sono solo una maggioranza che ha paura, che scappa e si nasconde dietro la fiducia anziché parlare alle persone e infondere loro coraggio: incapaci e bugiardi, che vadano presto a casa”. 

Pezzopane, invece, rivendica con orgoglio quanto approvato nel decreto, capace di dare finalmente l'abbrivio al processo di ricostruzione nel cratere 2016. Dove, a tre anni dal sisma, su 76 mila immobili colpiti in modo più o meno grave, sono pervenuti fino ad agosto di quest'anno 8.168 progetti, e di questi ne sono stati approvati 2.420, cioè uno su tre.

“Con il decreto – spiega Pezzopane – potremo procedere intanto alle prime assunzioni, e calcolare ancora meglio il fabbisogno nei singoli uffici e territori. Poi ripeto siamo tutti d'accordo a incrementare ulteriormente gli organici, già da primavera”.

“Ho avuto modo di seguire ogni passaggio dell'iter legislativo – spiega Pezzopane – e di poter anche supportare le iniziative con il mio lavoro. Il decreto sisma che esce dalla Camera è molto forte, si occupa di sei terremoti, mentre nel testo del governo si limitava al solo sisma del 2016-2017. Abbiamo inserito infatti norme anche sul sisma 2009, una molto importante è quella relativa allo sblocco dei sottoservizi, con ben 48 milioni di euro che saranno a disposizione dei 56 comuni del cratere abruzzese. Abbiamo messo in sicurezza le risorse per i precari e le mancate entrate dei Comuni”.

E per la senatrice Di Girolamo è “Un decreto che include sostegni di natura fiscale, come la restituzione della cosiddetta 'busta paga pesante' ridotta del 60%, e un deciso snellimento delle procedure per avviare la ricostruzione, sia per quella pesante sia per quella leggera”. 

“Per quanto riguarda la ricostruzione relativa al sisma 2009, le più importanti misure riguardano lo stanziamento di ulteriori 1,5 milioni di euro per il 2020 in favore dei comuni diversi dal capoluogo, e a seguire un contributo di 500mila euro destinato all’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere, relativo allo stesso evento sismico. Nella stessa area interveniamo anche per precisare i soggetti deputati alla certificazione prevista nel caso di migliorie o altri interventi difformi e diamo la possibilità a tutti i Borghi del cratere di poter realizzare sia i sottoservizi che le altre opere connesse alla ricostruzione materiale degli edifici abitativi.  Tutte misure cruciali, volte a ridare dignità ai cittadini”.  

“Infine – conclude la senatrice M5S -, l'attesa notizia è la proroga della sospensione dell’incremento delle tariffe di pedaggio delle autostrade A24 e A25, fino al 31 ottobre 2021, mantenendo in vigore quelle del 2017 in attesa che si concludano le necessarie verifiche per la sussistenza dei requisiti sulle concessioni delle Autostrade”.

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