DELITTO L’AQUILA: IPOTESI MOVENTE ECONOMICO, AL VAGLIO VIDEO

30 Novembre 2019 18:18

L'AQUILA – Si cercano risposte nelle immagini alcune telecamere presenti nella zona dove è stato ucciso il 55enne Paolo D’Amico, dipendente dell'Asm dell'Aquila, trovato senza vita domenica scorsa nella sua casa in legno nella campagna del comune aquilano di Barisciano.

A 6 giorni dal macabro ritrovamento, gli investigatori non hanno escluso alcuna pista, anche se le indagini sarebbero concentrate maggiormente sul movente economico. In questo caso, come riporta Il Messaggero, l'omicidio potrebbe essere legato a un debito contratto con i propri assassini.

Intanto spuntano alcuni filmati, ora al vaglio degli inquirenti che stanno indagando sulla morte dell'uomo, i video, infatti, potrebbero aver ripreso i volti degli aggressori del 55enne.

D'Amico, secondo quanto emerso sino ad oggi, avrebbe aperto la porta ai suoi aggressori, poco dopo aver cenato, e sarebbe stato ucciso dai colpi di uno scalpello che gli hanno squarciato il petto.

Sono tre le armi utilizzate per colpire l'uomo: un martello, un oggetto in legno acuminato, utilizzato nella falegnameria e uno scalpello.






Secondo una prima ricostruzione, il 55enne, non sposato, avrebbe avuto una doppia vita: irreprensibile e discreto sul lavoro e nelle poche relazioni, “artigiano” della droga nel privato: nel garage della casa di legno sono state ritrovate piante di marijuana.

L’uomo potrebbe essere stato aggredito da almeno due persone ed ucciso fuori dal garage per poi essere trasportato all’interno.

I militari coordinati da Nazareno Santantonio, e il pm titolare dell'inchiesta, Simonetta Ciccarelli, stanno cercando di ricostruire gli ultimi giorni dell’uomo e la sua rete di relazioni. 

Per questo stanno vagliando i tabulati telefonici e anche i movimenti bancari, oltre ad ascoltare amici e parenti.

Non è stato ancora firmato dal pm il nulla osta per la tumulazione della salma.

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