DEMOLIZIONI COMPLESSO FRATERNA TAU, ITALIA VIVA:”AMMINISTRAZIONE DIVISA E DISINTERESSATA AL SOCIALE”

7 Ottobre 2020 13:36

L’AQUILA – “Domenico De Nardis, dirigente del Settore Rigenerazione Urbana vorrebbe essere ricordato come lo sceriffo di Nottingham del capoluogo e con l’ordinanza di demolizione del complesso monastico di Piazza d’Armi, sede dell’associazione Fraterna Tau e del Movimento Celestiniano, fa finire, per effetto derivato, nel mirino dell’amministrazione comunale bisognosi, fedeli e frati”.

Così Paolo Romano, capogruppo di Italia Viva al consiglio comunale dell’Aquila e i consiglieri del partito Elisabetta Vicini, Edlira Banushaj e Pamela Soncini.

“Le motivazioni che risiedono nel dispositivo – spiegano – potrebbero facilmente essere superate con il rinnovo del comodato d’uso gratuito e con un atto di natura consiliare che ne perfezioni lo status quo. Questione di volontà politica più che di illiceità amministrativa, dunque.




Eppure nel 2014, nell’esito del concorso di progettazione del Parco di Piazza D’Armi, a specifica richiesta della stazione appaltante, cioè dell’allora amministrazione comunale, è ben chiarito dai vincitori del concorso che ‘la chiesa e il conventino di San Bernardino, pur essendo un edificio prefabbricato ed eventualmente temporaneo ha una sua qualità architettonica e una sua forte funzione per il quartiere, qualità che ci hanno indotto a mantenere questa struttura così come la piazza mercato e l’area sportiva’.

Purtroppo questa amministrazione continua nell’intento di estremizzare i pensieri, di voler dividere piuttosto che unire la città e soprattutto di depotenziare i presidi sociali territoriali: ricordiamo come la Fraterna Tau si batté durante il lockdown sull’erogazione dei buoni spesa, difendendo il sacrosanto diritto dei cittadini stranieri e non residenti esclusi da ogni beneficio”.

“È evidente – terminano gli esponenti di Italia Viva – come questa amministrazione abbia disinteresse per chi fa attività sociale in città come è cieca su quanto accade nella restante area del parco urbano dove non vede la possibile illegittimità del dare due milioni e mezzo in più alla Rialto, sotto procedura di concordato preventivo, condannando potenzialmente la realizzazione del Parco Urbano”.

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