“DENARO CONTANTE NON ‘TRASMETTE’ IL COVID-19, CTS VA DENUNCIATO PER PROCURATO ALLARME”

PARLA IL DOCENTE RANIERI RAZZANTE, TRA I MASSIMI ESPERTI DI ANTIRICICLAGGIO IN ITALIA: "INTERESSI ENORMI PER IMPORRE MONETA ELETTRONICA, MA IL CASH NON PUO' ESSERE SOSTITUITO", "GRANDE EVASIONE FISCALE GRAZIE A TECNOLOGIA, DA BANCHE PUBBLICITA' INGANNEVOLI E CERTI MEDICI DICONO COSE NON VERE", "SOLO BCE PUO' FARE POLITICA MONETARIA, CASHBACK UN FALLIMENTO"

di Roberto Santilli

15 Aprile 2021 07:08

L’AQUILA – “Le carte di credito e i bancomat, ma pure lo smartphone, non sono una moneta a corso legale, ma strumenti di pagamento non obbligatori. Chi vuole imporre l’uso di questi strumenti per eliminare il contante, e quindi portare tutti alla moneta elettronica, o non sa, o fa finta di non sapere, che il contante è il mezzo più sicuro e meno costoso in circolazione. Evidentemente gli interessi in gioco sono enormi, lo vediamo ogni giorno con pubblicità e ‘inviti’ di ogni tipo, tanto da far affermare addirittura a membri del Comitato tecnico scientifico, che andrebbe denunciato per procurato allarme, che il Covid-19 passa anche attraverso il contante; ma questa è semplicemente una falsità, qualcosa di totalmente antiscientifico”.

È costretto a ripetere l’ovvio il professor Ranieri Razzante, docente di Legislazione antiriciclaggio presso l’Università di Bologna, docente di Diritto dell’economia all’Università di Cassino, direttore del Centro di ricerca sulla sicurezza ed il terrorismo (Crst) e presidente della Associazione italiana responsabili antiriciclaggio (Aira), di fronte al “bombardamento” con cui si cerca di eliminare una volta per tutte il contante, considerato quasi a reti unificate sia un mezzo che facilita l’evasione fiscale, sia, in emergenza Covid-19, addirittura un veicolo di trasmissione del virus.

Un’occasione, quella della pandemia, che non potevano non sfruttare grandi istituti bancari e finanziari, nonché politici dalla facile parlantina con cui propagandare un concetto, quello, appunto, dell’eliminazione del contante, che ha facile presa su chi ignora cosa sia una moneta a corso legale, quali leggi la regolino e la impongano, ed è convinto che oggi, nell’era dei pagamenti digitali per qualsiasi transazione, basti passare ad una presunta tracciabilità degli stessi pagamenti per via elettronica – come si sta pianificando di fare per la possibile riapertura di ristoranti, locali, musei, eccetera – per evitare che il barista, il negoziante o l’idraulico, il libero professionista, secondo una narrativa pregiudiziale, ma pure il contrabbandiere moderno, frodino il fisco.

Tutto questo mentre in altri “luoghi”, quelli cioè considerati sicuri da chi si è lasciato convincere che non emettere fattura per un treno di gomme porti l’Italia al tracollo economico, si compiono reati di proporzioni spaventosamente più grandi, con danni di conseguenza parimenti più grandi, grazie a sistemi che multinazionali, mafie locali e transnazionali, hanno imparato a conoscere fino ad investirci cifre da capogiro.

“Un economista, un giurista, uno studioso, uno che si informa e che ragiona sui dati ufficiali, non può non rabbrividire di fronte anche a quanto affermato dal Cts, che è a favore della moneta elettronica – dice Razzante ad AbruzzoWeb – per un presunto contenimento della diffusione del virus, nel caso in cui riaprissero ristoranti, musei, eccetera. Al contrario dei ‘signori’ del Cts, io, che sono un economista e un giurista e che conosco la statistica perché l’ho studiata all’università, ma in generale chiunque studi un po’ di statistica, come hanno fatto non solo illustri esperti di statistica medica, può contestare le previsioni del Cts, che non ne ha azzeccata una fino da oggi, può permettersi di dire che chi afferma certe cose, in tal caso i medici, non ha idea di cosa sia una banconota e non sa che non esiste alcuna evidenza scientifica a livello mondiale su quanto affermano”.

“In ogni caso – continua Razzante – laddove questo fosse possibile, deve essere usata una banconota sulla quale una persona con una carica virale altissima abbia starnutito; poi, la banconota passa a me e io dopo mi metto un dito in un occhio o in bocca dopo aver maneggiato la banconota ormai contaminata. Ecco, affermare questo è semplicemente scandaloso, il frutto di una vera e propria disinformazione da parte dei professori del Cts, che forse non sanno che sulle carte di credito il virus sarebbe addirittura più resistente, se seguissero lo stesso malsano percorso logico, che se fosse su una banconota. Neanche la lebbra si sarebbe mai diffusa così”.

“E di fronte alla totale assenza di evidenze scientifiche nel mondo, del resto non eesiste uno studio che dica che il virus si contragga all’aperto, anzi, esistono studi che dimostrano l’esatto contrario, suggerisco ai signori virologi che rispondono ad autorità superiori, come l’Ema, di andarsi a studiare due recenti pareri della Banca centrale europea con le contestazioni mosse all’Italia sulla limitazione del contante. Al nostro governo è stata, ad esempio,  contestata l’approvazione del cashback, un fallimento assoluto che è costato all’Italia 5 miliardi di euro, una cifra che poteva essere destinata all’acquisto dei vaccini, perché è solo ed esclusivamente la Banca centrale europea che stabilisce la quantità del contante in circolazione”, incalza l’esperto, secondo cui “Le misure alternative al contante, ad oggi, basta fare delle rilevazioni sul campo, anche se il Cts non sa fare neanche quelle sul Covid, danno una media di costo, per gli esercenti, alla voce pagamenti elettronici, che varia in misura fissa tra i 250 e i 350 euro all’anno per l’apparecchio, senza contare le spese per la concessione del credito. E ogni operazione su carta di credito non costa meno di 1 euro e 50 centesimi e può arrivare a 5 euro. La ‘forbice’ è questa”.

“Nessuno, a parte la Banca centrale europea – spiega ancora Razzante, ritenuto tra i massimi esperti della materia – e al di là di ciò che ognuno di noi pensa sull’Euro, può limitare la circolazione monetaria. È la Bce che emette l’Euro e ne decide la quantità da immettere sul mercato. Si chiama politica monetaria, ci piaccia o non ci piaccia è un altro discorso, e non la possono fare ‘tutti’. L’Italia della Lira faceva politica monetaria, non un privato qualsiasi. Oggi è la stessa cosa. Mi rendo conto che dalle parti dal Cts sia difficile capire tutto ciò, vista l’incapacità di capire quanto accade nel loro campo. Inoltre, la stessa Bce ha ribadito di non dimenticare che la moneta cartacea è l’unica ad avere valore legale e a garantire la sicurezza rispetto ad altri mezzi di pagamento, per realizzare il saldo di una obbligazione pecuniaria. Una carta di credito, che è un privilegio che legittimamente chi può permettersi utulizza, o un bancomat, non sono mezzi sicuri e neanche mezzi di inclusione sociale. Ci sono studi chiarissimi a tal proposito”.

“Mi auguro che il premier, Mario Draghi – spera quindi il professore – tra i più grandi economisti del mondo, non spiani la strada a questa follia. Proprio la ‘sua’ Bce rimproverò all’Italia, in un’occasione, a fine 2019, la limitazione all’uso del contante. E a fine 2020 anche Giovanni Pitruzzella, accademico e avvocato italiano, già presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, giudice internazionale presso la Corte di Giustizia, ha firmato una sentenza in cui afferma che il contante è limitabile per due motivi: la regolamentazione antiriciclaggio, che già c’è, e i provvedimenti di tipo fiscale”.

“Le due uniche limitazioni sono queste, ma, aggiunge la Bce, facendoci fare una figura ‘barbina’ con l’allora governo Conte 1, perseverando col 2, che la moneta è strumento ufficiale, unico mezzo ammissibile dal cittadino, soprattutto quello non alfabetizzato, che è doveroso distribuire moneta a soggetti che altrimenti restano ai margini dell’economia e che, soprattutto, l’Italia dovrà giustificare i risultati del cashback o di altri provvedimenti limitativi. Tradotto: sono state recuperate somme dall’evasione fiscale ‘grazie’ alle carte di credito e ai bancomat? E come mai l’evasione fiscale, ma pure il riciclaggio di denaro,  che rispetto alla piccola evasione fiscale viene fatto solo attraverso strumenti diversi dal contante, non sono mai diminuiti con le limitazioni al contante stesso?”, afferma poi lo studioso.

“Ci sono ovunque annunci pubblicitari grotteschi e ingannevoli, come quell che riguardano facilitazioni ai turisti cinesi, che vanno contro un ordinamento giuridico che ha insegnato al mondo come si scrivono le norme – conclude Razzante – Probabilmente è ora di agire con esposti contro le banche che fanno pubblicità ingannevoli e contro medici e virologi che sui media fanno disinformazione, perché se dici che le banconote portano il virus aggiungi, purtroppo, solo benzina sul fuoco delle paure, che sta uccidendo più del Covid stesso”.

 

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