DETENUTO FA IL PAZZO NEL CARCERE DI PESCARA E MANDA 7 AGENTI IN OSPEDALE

10 Aprile 2024 08:54

Pescara - Cronaca

PESCARA – Ennesimo, drammatico episodio ieri nella Casa Circondariale di Pescara. Un recluso italiano è andato in escandescenza a seguito dell’ arresto della moglie. Al momento non sono ancora note le dinamiche della sua reazione.  Quello che si sa è che dalla reazione prodotta dall’ energumeno  ben 7 baschi blu di stanza al penitenziario di San Donato sono dovuti ricorrere al Pronto soccorso di cui 6 con 7 giorni di prognosi e 1 in profilassi per aver ricevuto sputi in faccia. -A dare la notizia è la UIL PA Polizia Penitenziaria Abruzzo- “.





Torna alla ribalta un istituto di pena che più che una realtà deputata al contenimento di persone macchiatesi di reati o presunti tali ha preso i connotati di autentico girone infernale” – afferma Mauro Nardella Vice Segretario generale UIL PA Abruzzo-

“La cronica carenza organica fa da contraltare a un sovraffollamento di detenuti davvero cinico e baro. Tanti, troppi sono gli eventi critici che quasi quotidianamente ivi accadono”  -spiega invece Il segretario generale Abruzzo Ruggero Di Giovanni– “Insomma un carcere che se continua di questo passo poco avrà da “invidiare”, si fa per dire, a quelli che nel centro america o in  Africa hanno la triste fama di essere poco edibili dal punto di vista dei diritti umani”  – calca la mano Nardella –





“La UIL PA Polizia Penitenziaria Abruzzo chiede un immediato intervento volto a riequilibrare un sistema troppo fallace per essere definito costituzionalmente integro” – rilancia Di Giovanni- “Ben vengano i 20 agenti previsti in arrivo e frutto della decisione partorita ieri, in quel di Roma negli uffici del provveditorato Lazio, Abruzzo e Molise. Tuttavia molto va fatto dal punto di vista della conta numerica dei detenuti. Riportare i dati in linea con la capienza regolamentare e tirare fuori dalle quattro mura i soggetti psichiatrici abusivamente  ubicati nelle carceri italiane, atteso che le strutture deputate alla loro gestione dovrebbero essere le REMS, è il primo passo da fare. Il secondo è di riportare la sede del Provveditorato regionale a Pescara visto che la sua venuta meno bem 10 anni fa ha significato l’attivazione del de profundis penitenziario a Pescara in particolare e in tutti gli istituti abruzzesi in generale” – concludono i due dirigenti  UIL.

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