DG ASL TERAMO E PESCARA, NOMINATA COMMISSIONE, BANDO IN RITARDO, DI GIOSIA E CIAMPONI SCADUTI

REGIONE ABRUZZO ANCORA NON NOMINA COMMISSIONE. AVVISO PER CAPODIPARTIMENTO SANITA', DISPOSIZIONE SU LIMITE ETA' DEL MINISTERO APRE LA STRADA A RICONFERMA DI D'AMARIO.

26 Luglio 2023 08:54

L'Aquila - Sanità

PESCARA – Dopo mesi di ritardo e di impasse, si sblocca l’iter per la la partita, non certo di secondaria importanza, del bando della Regione Abruzzo per la nomina dei nuovi direttori generali della Asl di Teramo e di Pescara, quando intanto gli attuali titolari, Maurizio di Giosia e di Vincenzo Ciamponi, sono già scaduti entrambi dall’incarico.

Con un decreto del 10 luglio, del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, è stata nominata infatti finalmente la commissione regionale incaricata di effettuare la valutazione dei candidati che hanno presentato domanda. La commissione sarà composta, nel ruolo di presidente, da Emanuela Grimaldi, direttore del Dipartimento di Presidenza Regione Abruzzo, da Marta Branca, componente designato da Agenas, dal professor Claudio Ferri, componente indicato dall’Università degli Studi dell’Aquila, e dal professore Tommaso Staniscia, componente indicato dall’Università degli Studi G. D’Annunzio di Chieti-Pescara.

La commissione, che opererà a titolo gratuito, si legge nella delibera, avrà un mese di tempo per portare a termine l’istruttoria.

Il bando per i dg, avviato in forte ritardo, e valido per tutte e quattro le Asl, a cominciare da quelle di Pescara e Teramo, è stato pubblicato solo il 22 maggio, con il termine per la presentazione delle domande scaduto il 12 giugno.

Ma la commissione, appunto, si è insediata in un sensibile ritardo, e intanto è scaduto l’incarico triennale di Di Giosia, sostituito l’8 luglio, come facente funzione, dal direttore amministrativo Franco Santarelli. Lo stesso è avvenuto a Pescara il 20 luglio, dove Vincenzo Ciamponi  è stato rimpiazzato provvisoriamente dal direttore sanitario, Antonio Caponetti, come Santarelli per l’ anzianità rispetto agli altri direttori sanitari e amministrativi.





Di Giosia, da quanto si apprende, è determinato ad ottenere la riconferma, avendo partecipato al bando, contando sui buoni risultati aziendali ottenuti in tre anni di fuoco, vissuti quasi tutti sul fronte dell’emergenza covid-19.

Ciamponi, invece, in una intervista al quotidiano Il centro, ha parlato di un addio alla Asl, anche se non ha precisato se abbia o meno partecipato al bando.  Il dg è del resto coinvolto in due indagini sugli appalti della sanità, la prima sul caso di Sabatino Trotta, morto suicida in carcere, con l’appalto delle residenze psichiatriche considerato pilotato, la seconda riguarda le presunte tangenti per gli affidamenti dei servizi sanitari a imprese legate all’impreditore Vincenzo Marinelli.

Ciamponi nell’intervista ha ribadito l’assoluta estraneità ai fatti, ammettendo che “magari avrei dovuto evitare qualche stretta di mano a persone senza scrupoli. Dico soltanto che in trent’anni di lavoro a Milano, al massimo, avrò preso qualche multa per divieto di sosta scappando da una parte all’altra, qui invece è successo qualcosa di più grosso e sinceramente mi dispiace”.

Del resto sulla sua eventuale riconferma, si era già posta nella maggioranza di centrodestra, una questione di opportunità politica. Il presidente Marsilio, avrebbe voluto confermare al loro posto sia Di Giosia che Ciamponi, ad un anno dalle elezioni regionali, per dare continuità amministrativa e rafforzare l’idea che nel comparto sanitario il centrodestra ha ben operato e non serve alcun cambio della guardia. Da quanto emerge da fonti regionali, però c’è chi spinge a sostituire Ciamponi. E si era anche fatto il nome di Claudio D’Amario, che è stato appena riconfermato, per altri tre anni, a capo del dipartimento sanità. E quel punto a dirigere il dipartimento, dovrebbe andare Ebron D’Aristotile, dirigente del Servizio “Programmazione economico-finanziaria”, nominato a dicembre nella funzione di direttore del Dipartimento “Sanità”, in caso di assenza o impedimento del titolare.

La conferma di D’Amario, medico di patologia clinica, ex direttore generale della Asl di Pescara, ed ex direttore generale del settore prevenzione del Ministero della Sanità, attualmente a comando dalla Asl di Teramo, era in proroga da mesi, e il rinnovo, dato per scontato, visto il generale apprezzamento per il suo operato, è stato bloccato però da una incertezza normativa. Secondo una interpretazione della legge da parte degli uffici regionali, ​il​ raggiungimento dell’età pensionabile, 65 anni, avrebbe infatti impedito a D’Amario di firmare un nuovo contratto. E’ arrivata però una disposizione, attesa con trepidazione, del Ministero della funzione pubblica che ha tagliato la testa al toro, allungando i termini fino a ai 68 anni, a favore dei medici e per le nomine dirigenziali, al fine di far fronte alla sempre più drammatica carenza di personale e professionalità nella sanità pubblica. Ed ora D’Amario potrà restare in carica per l’intero triennio, fino alla meritata pensione, visto che il contratto scadrà a luglio 2026, sotto la soglia dunque dei 68 anni. Tranne appunto altre destinazioni.

Intanto restano in attesa, per il bando dei due dirigenti della Asl, pezzi da novanta dell’amministrazione pubblica e delle professioni mediche. Il bando sarà valido su tutto il territorio e per le prossime nomine, a cominciare dalla Asl di Chieti, dove l’incarico del dg  Thomas Schael termina a settembre.





Mentre per quanto riguarda il manager della Asl provinciale dell’Aquila, Ferdinando Romano, il suo esame di metà mandato era previsto per giugno, ma non si hanno notizie in merito.

Il manager è in carica da giugno 2021 al posto del “defenestrato” Roberto Testa,  ed è ora sotto il fuoco delle opposizioni di centrosinistra e dei sindacati, per i tanti problemi della Asl dell’Aquila, vittima dell’attacco hacker con il blocco del sistema informatico, e con il furto di oltre 550 giga di dati sensibili di medici e pazienti.

A rendere più incandescente il clima, è la sentenza del tribunale dell’Aquila del 4 luglio scorso, che ha annullato la delibera della giunta regionale Abruzzo del 21 giugno 2021, con la quale era stato revocato l’incarico di direttore Roberto Testa, ritenendo “assolutamente insussistenti le motivazioni poste alla base del provvedimento amministrativo”, che ora potrà rivendicare un congruo risarcimento.

Tornando alla partita delle Asl di Teramo e Pescara: la Commissione regionale dovrà procedere  alla selezione, mediante valutazione per titoli e colloquio dei candidati, “allo scopo di accertare la coerenza dei profili curriculari presentati e delle esperienze professionali dichiarate rispetto alle funzioni da esercitare presso le aziende UU.SS.LL. per le quali i candidati abbiano manifestato il proprio interesse, tenendo conto dei criteri  previsti e disciplinati nel relativo Avviso pubblico”

Al termine delle procedure di valutazione, la Commissione predisporrà quattro rose di
idonei, da pubblicare in ordine alfabetico, una per ogni Azienda sanitaria, trasmettendole, unitamente ai verbali dei lavori, al Presidente della Giunta regionale, affinché la giunta Regionale, in conformità alle disposizioni vigenti in materia, possa procedere alla nomina dei direttori generali.

 

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