DISCARICA BUSSI, CONSIGLIO DI STATO BOCCIA MINISTERO: RESPINTO RICORSO, “AL VIA SUBITO BONIFICA”

DICASTERO AVEVA ANNULLATO BANDO DI GARA; SINDACO LAGATTA: "OGGI FINALMENTE SENTENZA DEFINITIVA"; "MARSILIO: "SCONFITTI M5S E COSTA, PD E MORASSUT"; ARTA: "LIETI DELLA DECISIONE, ERA NOSTRA TESI"; FORUM H20: "STOP BUROCRATI, ORA SERVE MAGISTRATURA PENALE"

11 Giugno 2021 17:00

Pescara: Cronaca

BUSSI SUL TIRINO – Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Ministero dell’Ambiente contro la sentenza del Tar d’Abruzzo “concernente l’annullamento d’ufficio dell’aggiudicazione dell’appalto integrato relativo agli interventi di bonifica nelle ‘aree esterne Solvay’ situate nel Comune di Bussi sul Tirino”.

Il ministero aveva annullato il bando di bonifica che si era aggiudicata la Dec Deme nel 2019 per una parte a nord della mega discarica dei veleni della Montedison. Tra i motivi la tardività del provvedimento e che un parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici sul progetto fosse interlocutorio e non una bocciatura.

“Abbiamo lottato tre anni contro questa decisione assurda del Ministero e dopo aver vinto al Tar, al primo grado di giudizio al Consiglio di Stato, oggi finalmente la sentenza definitiva. Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso del Ministero. Da domani quindi il Ministero dovrà soddisfare la sentenza, firmare il contratto con la Ditta che si è aggiudicata i lavori e dare avvio alla bonifica”, il commento rilasciato all’Ansa dal sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta.

“Un grazie a tutti quelli che hanno condiviso questa lotta con noi, Regione, associazioni ambientaliste, l’Arta, i Partiti che hanno saputo scegliere e si sono schierati”, ha aggiunto Lagatta.

Dopo aver appreso l’esito positivo del ricorso presentato in Consiglio di Stato, il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha dichiarato: “Il Consiglio di Stato conferma in toto la sentenza di primo grado sulla discarica di Bussi respingendo i ricorsi del Ministero dell’Ambiente. Il Consiglio di Stato ha quindi dato ragione alla Regione Abruzzo e al Comune di Bussi che hanno tutelato l’interesse pubblico, smentendo totalmente la linea imposta dall’ex ministro Sergio Costa e dal sottosegretario Roberto Morassut, linea che inopinatamente in Abruzzo è stata difesa dal Pd e dai rappresentanti dei Cinque Stelle. Una linea che ci ha fatto perdere due anni per poter procedere alla bonifica. Adesso basta ritardi, il Ministero firmi immediatamente il contratto e faccia partire i lavori di bonifica che non possono attendere più un solo giorno”.

Non si è fatta attendere la replica dell’ex presidente della Commissione di inchiesta regionale su Bussi Antonio Blasioli: “Marsilio la ‘butta in caciara’ perché non ha argomenti per giustificare la sua completa inattività sul SIN di Bussi. Chi ha bloccato per due anni la bonifica di una parte del SIN non è il Pd, ma semmai la scelta tecnica di esperti del Ministero che hanno deciso di seguire il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici che si era espresso negativamente sul progetto Goio. Ora il Consiglio di Stato ha messo la parola fine e questa sentenza impone al Ministero di sottoscrivere il contratto con l’RTI Dec Deme. Bene così”.

L’assessore regionale all’ambiente, Nicola Campitelli, ha dichiarato: “Lo avevamo detto: l’annullamento della procedura di gara per la bonifica di Bussi era una scelta sbagliata. Il ministro Costa e la direzione delle bonifiche del Ministero dell’ambiente hanno tenuto in ostaggio il territorio di Bussi e i cittadini abruzzesi, preferendo l’inquinamento allo sviluppo produttivo dell’area. Ora è arrivato il momento che chi ha sbagliato dovrà assumersi le responsabilità delle scelte sbagliate. Io in qualità di assessore regionale all’ambiente chiedo che le operazioni di bonifica si facciano nel più breve tempo possibile per garantire finalmente la transizione del territorio in chiave sostenibile”.

Dall’Arta, il direttore Maurizio Dionisio, ha fatto sapere: “L’Agenzia regionale per la Tutela dell’Ambiente è particolarmente lieta di apprendere la decisione del Consiglio di Stato, anche perché il rigetto dell’appello, promosso dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero dell’Ambiente e della Transizione Ecologica, si basa su considerazioni di tardività che sono state sollevate per la prima volta da Arta Abruzzo attraverso il proprio difensore. Quindi l’eccezione di carattere procedurale nasce appunto dall’intuizione dell’Agenzia per l’Ambiente, oltre alle ragioni di merito che sono state ulteriormente sottolineate”.

In una nota, il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Guerino Testa, ha sottolineato: “La sentenza definitiva del Consiglio di Stato sulle discariche inquinate del Sin di Bussi dice una sola cosa: che il Ministero, con in primis l’allora Ministro Sergio Costa, deve chiedere scusa agli abruzzesi per aver creato un danno ancor più imponente di quello già in essere, ai cittadini, all’ambiente e alla nostra regione. A quelle ministeriali devono aggiungersi le scuse, a capo chino, di tutti quegli esponenti politici regionali, a cominciare dai 5Stelle – ossessivi sostenitori delle vergognose scelte fatte in merito dal loro governo nazionale – passando per il Pd, con il consigliere Blasioli, che ha tentato artatamente di sminuire quelle che sono, invece, le gravissime responsabilità del Ministero che, ora, sarà costretto a firmare il contratto con la ditta aggiudicataria dei lavori e la bonifica di quell’area potrà finalmente iniziare. Insieme agli abruzzesi attendo le giustificazioni di quanti, negli anni, sono stati capaci di rendersi complici (consapevoli) degli enormi e rovinosi ritardi”.

Per il Forum H2O: “Come sosteniamo da tempo a Bussi è in primo luogo il ministero il responsabile delle mancate bonifiche. Tra il 2013 e il 2015 fu l’allora direttore Pernice a farci perdere due anni con un provvedimento privo di basi giuridiche bocciato già allora dal Consiglio di Stato. Ora altri due anni persi per un altro provvedimento, quello dell’annullamento della gara per le bonifiche 2A e 2B ad opera del duo ministeriale Distaso-Lo Presi di cui dall’inizio avevamo denunciato le evidentissime falle con il contorno della mancanza di trasparenza. Anche stavolta il Consiglio di Stato ha bocciato senza appello i burocrati romani che dovrebbero garantire la bonifica. Questo il giudizio dei magistrati amministrativi, siamo curiosi di sapere cosa pensano i magistrati penali di questa ultima singolare operazione che ha rallentato se non fermato la bonifica delle discariche 2A e 2B con i veleni che sono usciti dal sito secondo l’Arta. Tra l’altro vorremmo sapere a che punto è l’iter per la bonifica dell’area industriale”, così il Forum H2O sulla sentenza del Consiglio di Stato sulle bonifiche a Bussi”.

“Bene hanno fatto la regione, l’Arta e il Comune a impugnare un atto scellerato. Spiace che l’allora ministro Costa e l’allora sottosegretario Morassut abbiano avallato le scelte palesemente sbagliate dei loro dirigenti nonostante le nostre circostanziate segnalazioni e che in Abruzzo vi siano stati anche consiglieri regionali come Sara Marcozzi e Antonio Blasioli che non hanno appoggiato o, anzi, hanno ostacolato la nostra lotta. Chiedano scusa”, ha concluso il Forum H2O.

Sulla questione è intervenuto anche Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista: “La sentenza del Consiglio di Stato boccia il ricorso del governo Draghi che aveva continuato sulla strada del governo Conte. Avevamo contestato fin dall’inizio l’illegittimità del ministero dell’ambiente che col ministro Costa (M5S) e Morassut (PD) aveva annullato l’aggiudicazione della gara per la bonifica integrale delle discariche chimiche di Bussi”.

“C’è da interrogarsi sulle ragioni per cui i dirigenti del Ministero, responsabili di grandi ritardi e negligenze, e i responsabili politici abbiano assunto una decisione così grave.  Si era trattato solo di una scelta da incompetenti e arroganti o c’è da sospettare che si volesse evitare di far pagare alla Edison i costi della bonifica integrale? Oggi tiriamo un sospiro di sollievo perché si è evitato che si dovessero attendere anni per un progetto che non prevedeva di portare via i rifiuti. Rimane la rabbia per il tempo perso durante il quale dal sito chimico sono continuati a diffondersi nelle falde e quindi nella val Pescara veleni chimici cancerogeni”.

“Ancor più grave la miopia mostrata da esponenti del PD e del M5S abruzzesi che non si sono schierati al fianco del Comune di Bussi per mere logiche politicanti. Il sindaco di Bussi essendo di Rifondazione Comunista andava delegittimato in ogni maniera anche a costo di causare il ritardo di anni, come accaduto, per l’avvio della bonifica.  Abbiano la dignità di chiedere scusa al sindaco e ai cittadini quegli esponenti politici regionali che si sono accodati e hanno sostenuto le scelte del loro governo contro la nostra comunità. Mi congratulo con il compagno Salvatore Lagatta che invece di essere aiutato dal governo Conte e da quello Draghi ha dovuto lottare contro il boicottaggio del Ministero dell’Ambiente”, ha concluso Acerbo.

 

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