DISCARICA BUSSI: DOPO SENTENZA SI SBLOCCA BONIFICA, MINISTERO “PROCEDERE CON MODIFICHE PROGETTO”

13 Febbraio 2021 15:59

PESCARA – Il Ministero dell’Ambiente si è attivato a seguito dell’ordinanza di ieri del Consiglio di Stato che non ha concesso la sospensiva all’ente in merito al richiesto stop della bonifica nelle area inquinate di Bussi sul Tirino e ha inviato una lettera sia alla Regione Abruzzo che al Comune, oltre che all’assegnatario del bando, nella quale si chiede “di provvedere alla immediata esecuzione dell’ordinanza cautelare nella parte in cui prevede di dare ulteriore sviluppo alla progettazione da parte del concorrente aggiudicatario della gara, nel rispetto di quanto previsto dal Disciplinare di gara”.

In sostanza il Ministero recepisce quanto chiarito dal Consiglio di Stato in merito alla progettazione del bando di 3 anni fa e nel chiedere che si proceda con le ulteriori migliorie da di fatto ragione alla assegnataria Dec Deme che aveva sempre prospettato altri passaggi.

“Stante la rilevanza degli interessi sottesi – dice il ministero – si chiede di adottare ogni utile iniziativa volta a completare tale fase nei minimi tempi tecnici, assegnando all’aggiudicatario un termine perentorio per provvedere in ossequio all’art. 7.5.2. lett. d) del Disciplinare di gara”, conclude il documento mettendo ora fretta ai soggetti interessati. Il Consiglio di Stato entrerà nel merito del caso con l’udienza il prossimo 13 maggio.

L’appello era stato proposto dal Ministero contro la decisione del Tar Abruzzo che aveva bocciato l’annullamento in autotutela del bando di bonifica delle discariche 2A e 2B del mega-sito di veleni chimici della Montedison che ancora oggi, secondo le risultanze dell’Arta continua ad inquinare .

Ad esultare ieri per la decisione del Consiglio di Stato, il presidente della Regione, Marco Marsilio e l’assessore Nicola Campitelli.

“Il Ministero non è riuscito a dimostrare l’esigenza di bloccare tutto, anzi la Regione, insieme all’Arta e ai Comuni, rappresentata dall’avvocato Stefania Valeri, ha saputo dimostrare lo stato di grave pericolo e l’urgenza di provvedere alla bonifica dei terreni. Essendo la sentenza del Tar ancora valida la società che ha vinto la gara può adesso integrare il progetto al fine di superare i rilievi e le osservazioni che erano state sollevati; nel frattempo Edison deve continuare a fare la messa in sicurezza in maniera concreta e non nei modi che sono stati documentati in tribunale. Il Consiglio di Stato al termine dell’udienza d’Appello ha rigettato la richiesta di sospensiva proposta dal Ministero dell’Ambiente, fissando l’udienza di merito al 13 maggio prossimo, e ha respinto la pretesa del Ministero e di Edison di sospendere l’efficacia della sentenza del Tar”.

“Con questa sentenza il progetto può proseguire in quanto non è in contrasto con il lavoro che Edison sta facendo per la messa in sicurezza – hanno commentato Marsilio e Nicola Campitelli – ringraziamo per il lavoro svolto l’Avvocatura regionale e l’Arta per il prezioso lavoro documentale che ha permesso alla Regione di dimostrare la validità delle proprie posizioni”.

“A questo punto Il Ministero accolga l’appello che inutilmente abbiamo già fatto più volte, di rinunciare ad andare in tribunale e di riunire rapidamente un tavolo istituzionale, anche alla luce di questa ulteriore sentenza, per condividere al più presto l’avvio dei lavori di bonifica del sito, invece di coltivare giudizi tra istituzioni. Richiamiamo il Ministero a un corretto dialogo istituzionale convocandoci a un tavolo per risolvere i problemi senza bisogno dei giudici, che comunque fino ad oggi stanno dando pienamente ragione alla Regione”, conclude Marsilio.

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