DISCARICA VELENI BUSSI A TITOLO QUINTO, “ESEMPIO INCAPACITA’ DI SPENDERE FONDI RECOVERY FUND”

9 Gennaio 2021 12:26

BUSSI  – Ieri sera il programma Titolo Quinto di rai3 ha dato ampio risalto al caso delle mancate bonifiche in val Pescara a Bussi sul Tirino, con le sue enormi discariche e il sito industriale che da 13 anni aspettano interventi risolutivi per far finire l’inquinamento. Additata come esempio negativo che pone interrogativi sulla capacità dell’Italia di spendere gli oltre 200 miliardi del recovery fund.

L’inviato Gabriele Paglino ha ripercorso le principali tappe dell’intricata vicenda facendo risaltare come in tanti anni neanche un chilo di rifiuti sia stato portato via, con lo Stato centrale, rappresentato dal Ministero dell’Ambiente, inerte davanti ai responsabili dell’inquinamento, in questo caso Edison che ha ereditato quanto fatto da Montedison.

In studio, dopo la prima parte, il giornalista Goffredo Buccini del Corriere della Sera, colpito dalla situazione, ha proposto sarcasticamente di censurare il servizio affinché non venga visto oltralpe perché altrimenti “non ci daranno un euro”.

Commenta in una nota il  Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua: “Ecco, dobbiamo ringraziare un Ministero dell’Ambiente che nel 2008 decise di avocare a sé tutte le competenze per poi fermare di fatto tutto, con la piccola parentesi che si aprì con la dirigente D’Aprile che cercò effettivamente di procedere più speditamente, tanto da aggiudicare la gara poi annullata, secondo il TAR illegittimamente, dai suoi successori, Distaso e Lo Presti. Ora il Ministero dell’Ambiente, non contento dei ritardi, ha pensato pure di proporre ricorso al Consiglio di Stato sulla gara di appalto che avrebbe consentito di rimuovere tutti i rifiuti e i terreni contaminati, rimettendo poi tutte le spese anticipate dallo Stato sul conto di Edison, come peraltro già fece il commissario con successo per i primi interventi sulla Tremonti”.

“Davanti a questo disastro generale che si aggiunge a quello ambientale non possiamo non evidenziare l’inerzia della Magistratura, che dopo essere riuscita a far andare in prescrizione il processo per disastro ambientale e avvelenamento delle acque, ora da un lato ci sembra guardare dall’altra parte rispetto alle bonifiche che non vengono effettuate e alla situazione di inquinamento diffuso che ne deriva e dall’altro tiene fermo incredibilmente il procedimento civile per il risarcimento del danno. Noi continueremo a lottare ma il principio “chi inquina paga” sembra essere sconosciuto da queste parti grazie ad un Ministero dell’Ambiente del tutto inefficiente ed inefficace che in tutti i siti nazionali di bonifica spesso ci sembra più intento a mettere i bastoni tra le ruote alle attività necessarie per il risanamento rimandando di fatto quelli che sarebbero obblighi miliardari per le grandi aziende multinazionali che stanno lasciando questa eredità di veleni al paese”, conclude la nota.

“Il ministero dell’ambiente ha annullato una gara che si era già conclusa con l’aggiudicazione per la bonifica delle discariche. Il Tar gli ha dato torto ma, invece di aprire un dialogo con chi da anni si batte per la bonifica, insiste e ricorre al Consiglio di Stato”, commenta Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.

“Come Rifondazione Comunista denunciamo da mesi che questo atteggiamento del ministero appare volto a favorire la società privata Edison che è stata condannata a pagare i costi della bonifica. Infatti il progetto di bonifica che il ministero ha annullato prevede la bonifica integrale dei siti inquinati e costa molto”, aggiunge.

“E’ noto che Edison invece propone da anni una meno onerosa messa in sicurezza con tombamento dei rifiuti chimici dove si trovano.  Chi scrive rivelò nel 2007, con un’interrogazione parlamentare, che veniva erogata a centinaia di migliaia di persone acqua da pozzi contaminati da quelle sostanze chimiche e portò per la prima volta una commissione parlamentare a Bussi. Oggi l’acqua non viene più emunta da quei pozzi ma quelle sostanze continuano a inquinare la Val Pescara”.

“Trovo incredibile il comportamento del ministero come denunciamo da mesi. Grazie al nostro sindaco Salvatore Lagatta e Augusto De Sanctis per aver ben rappresentato le ragioni del nostro territorio e la nostra indignazione. Ma Pd e M5s abruzzesi non possono parlarci con Costa e Morassut?”, si chiede Acerbo.

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