COVID E DISOCCUPAZIONE GIOVANILE E FEMMINILE: TINARI, “NECESSARIO CREARE NUOVO SISTEMA INCENTIVI”

di Mariangela Speranza

3 Marzo 2021 09:48

L’AQUILA – Giovani e donne. Un anno di pandemia da Coronavirus è pesato particolarmente sulle spalle dei soliti noti, gli anelli deboli del mercato del lavoro che, già senza virus, faticavano a trovare stabilità. Nell’Aquilano, in particolare, afferma Laura Tinari, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria L’Aquila-Abruzzo Interno, il calo preoccupa principalmente alla luce del fatto che va a coinvolgere “l’occupazione dei ragazzi che hanno un’età intorno ai 25 anni”, con una diminuzione degli occupati che, a dicembre 2020, ha sfiorato “la media del 29,7%, in aumento di 1,3 punti su dicembre 2019. Anche l’occupazione per gli under 25 è al palo, con il relativo tasso sceso di 2,4 punti rispetto all’anno precedente”. È diminuito inoltre il tasso di occupazione della fascia d’età 25-34 anni, a meno -1,8 punti.

“Si tratta di un aumento sensibile dell’occupazione rispetto al 2020 – spiega ad AbruzzoWeb Tinari -, a tutti gli effetti di una conseguenza della pandemia in corso,  e a causa di cui ci tocca ancora una volta ci tocca constatare come la crisi ricada nuovamente sui giovani e sulle donne”.

Una crisi che, dichiara ancora Tinari “è anche educativa e culturale”, con i giovani che adesso devono puntare su formazione, competenze e occupabilità, soprattutto in una città come L’Aquila, dal punto di vista accademico specializzata nell’insegnamento delle materie Stem”.

“Le materie tecnico-scientifiche – precisa -, quelle in cui l’Italia è da anni fanalino di coda, con una bassa quota di laureati tra i 25 e i 34 anni in queste discipline (24,6%), e un forte gap di genere che penalizza le donne. Una situazione che ricalca quella rilevata nel capoluogo”.

Nel Recovery Plan, aveva già sottolineato Tinari in una nota diffusa qualche giorno fa, “ci si attendeva un’inversione di rotta, ma nel capitolo “Competenze Stem e multilinguismo” sono stati inseriti solo 5,02 miliardi. Una cifra non sufficiente. È nelle discipline Stem (Science, Technology, Engeneering e Maths), che si annidano le maggiori opportunità lavorative del futuro, soprattutto in una città come L’Aquila. Altro nodo da sciogliere, quello della formazione professionalizzante”.

Necessario, quindi, creare ora “un sistema stabile di incentivi per un percorso di filiera con un link stretto tra scuole e aziende, a cui riconoscere un solido ruolo educativo”, dice la presidente dei Giovani industriali, “la valorizzazione del capitale umano, attraverso la formazione, e l’occupabilità devono essere le priorità”.

“La nostra provincia – conclude Tinari – è altamente vocata alla cultura e all’innovazione, non si può poi non guardare con interesse ai ‘lavoratori del sapere’: giovani che operano nel campo del design, della cultura, della moda, dei media e della comunicazione, delle soluzioni ingegneristiche e della programmazione, come startupper e professionisti. Un Paese che non pensa ai giovani è un Paese senza futuro e in Italia le politiche pubbliche da troppi anni non pensano più a loro, se non in rari casi”.

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