DL NATALE, FIPE: “RISTORI INADEGUATI, OFFENDONO 300MILA ESERCIZI”

19 Dicembre 2020 16:01

ROMA – Le nuove limitazioni contro la pandemia “incideranno pesantemente sui nostri già disastrati fatturati: abbiamo già perso oltre 33 miliardi su 86 complessivi (-38,38%) e gli annunciati ristori, in media 3.000 euro ad azienda, risultano inadeguati e insufficienti a compensare singolarmente i danni”. Lo afferma Fipe-Confcommercio in una nota, secondo cui i provvedimenti del Governo “offendono i 300.000 pubblici esercizi italiani, chiusi da una politica che ha perso credibilità e capacità di funzionamento, perché evidentemente considerati attività insicure ed irresponsabili”. Se il riferimento deve essere il “modello tedesco” più volte invocato per giustificare le misure restrittive – dice la nota – i ristori allora ad esso dovrebbero essere ispirati: indennizzo al 75% dei fatturati calcolato sui mesi di novembre e dicembre, riduzione dell’Iva al 5%, tutela degli sfratti, ad esempio”.

“Siamo – scrive Fipe-Confcommercio – alla vigilia delle Festività più tristi della storia moderna, durante le quali i pubblici esercizi italiani – bar, ristoranti, pizzerie, pub discoteche, attività di catering – sono chiamati a raccogliere i cocci di attività disastrate, abbandonati al loro destino da un governo insensibile agli appelli e alle richieste della categoria”. Con un impatto su “due filiere strategiche per il Paese: agroalimentare e turismo” e con l’aggravante che “ci si è dimenticato delle aziende di intrattenimento, in particolare e discoteche, chiuse da febbraio ed escluse da qualsiasi ristoro, anche parziale”. I pubblici esercizi – conclude Fipe-Confcommercio – “vogliono poter continuare a lavorare non per mettere a rischio i cittadini, ma per mettere in sicurezza un patrimonio imprenditoriale e sociale che contribuisce al futuro del Paese e non accettano la fastidiosa distinzione tra attività economiche essenziali e non essenziali, che finisce per oscurare la realtà”.

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