DL SOSTEGNI, VERSO L’OK AGLI AIUTI: LE MISURE PREVISTE, DUE REBUS DA SCIOGLIERE

19 Marzo 2021 11:54

ROMA – Ristori per circa tre milioni di imprese che hanno subito una perdita di fatturato di almeno il 30%, un’indennità una tantum per i lavoratori stagionali di 2.400 euro, oltre 3 miliardi per la proroga della cassa integrazione, 5 miliardi per il piano vaccinale che consentirà di somministrare le dosi in farmacia e altri 3 miliardi per gli enti locali.

È l’ossatura del decreto Sostegni atteso in Consiglio dei ministri nel pomeriggio, anche se ci sono in ballo ancora due misure che non si sa ancora per certo se vedranno la “luce”.

Il rebus riguarda la cancellazione delle vecchie cartelle nel magazzino fiscale e la proroga dello stop dei licenziamenti. Su questi due punti, si registrano stamane le perplessità dei sindacati: secondo il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, sulle cartelle esattoriali si dà “un messaggio sbagliato perché arriva un’indicazione di una sorta condono e sanatoria mascherata”. Sulla proroga dei licenziamenti, oggi è intervenuto il leader della Uil Pier Luigi Bombardieri: “Speravamo in qualche mese in più per il blocco dei licenziamenti. Dobbiamo garantire la pace sociale”. Sulla stessa linea, Sbarra che chiede al Governo di prorogare il blocco dei licenziamenti per tutti i settori e per l’intera durata dell’emergenza.

Il provvedimento assorbirà tutto il plafond di 32 miliardi dell’extra deficit approvato a gennaio lasciando circa 500 milioni per le modifiche parlamentari: le Camere avranno infatti a disposizione due letture piene per correggerlo. Tuttavia molti interventi sono destinati a rimanere fuori e saranno rinviati al secondo round di aiuti che sarà finanziato con il nuovo scostamento di bilancio ad aprile. Il leader di FI Silvio Berlusconi, a poche ore dal varo del risarcimento, da’ un suo suggerimento: “Il principio è che ad ogni chiusura deve corrispondere un risarcimento immediato, adeguato, basato sulle perdite reali rispetto ai risultati degli anni precedenti, garantendo il rimborso dei costi fissi delle imprese”. Per questo motivo è necessario a suo giudizio “un cambio di passo”.

A quanto sembra, il decreto stravolgerà per il momento la complessa macchina dei ristori che dice addio ai codici Ateco. Sul piatto 11 miliardi di euro per risarcire circa tre milioni di partite Iva, tra imprese e professionisti, con fatturato fino a 10 milioni di euro che abbiano registrato perdite di almeno il 30%. Ci sarà anche un fondo ad hoc di 600 milioni per la filiera della montagna colpita dalla chiusura degli impianti di sci, che beneficerà anche dei contributi a fondo perduto previsti per le partite Iva. Verrà inoltre rifinanziato per 1,5 miliardi il fondo istituito con la manovra per ridurre i contributi degli autonomi e sarà prevista un’indennità una tantum per tre mesi di 2.400 euro per gli stagionali, i lavoratori dello spettacolo e termali: si tratta di circa 400.000 soggetti per uno stanziamento complessivo di 900 milioni. Sul piatto anche circa 100 milioni per risarcire il settore del wedding, fiere ed eventi.

Previste indennità anche per circa 200.000 lavoratori sportivi. Per la sanità saranno stanziati 5 miliardi: 2,8 miliardi per l’acquisto di vaccini e medicinali, 400 milioni per la gestione commissariale dell’emergenza, 200 milioni per l’avvio della produzione dei vaccini in Italia e 350 milioni per la campagna vaccinale che consentirà ai farmacisti di somministrare le dosi dopo aver svolto un corso di formazione. In pista per le vaccinazioni anche gli infermieri.

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