DL UCRAINA, NIENTE NUMERO LEGALE.
MELONI: “GOVERNO A PEZZI”, SALVINI: “NON E’ COLPA MIA”

16 Maggio 2022 19:44

Italia: Politica

ROMA  – Slitterà a domani il voto alla Camera sulle pregiudiziali di costituzionalità, presentate da Fdi, al decreto che contiene le norme urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari derivati dal conflitto russo-ucraino.

È la soluzione che si va profilando dopo che, per due volte nel pomeriggio, è mancato il numero legale a causa delle assenze nella maggioranza.

In una improvvisata riunione in Transatlantico al termine della seconda fumata nera, tra i rappresentanti dei gruppi di maggioranza, il vice presidente Andrea Mandelli e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà si è preso atto che, dato il numero elevato di assenze, sarebbe pressoché impossibile invertire la rotta e assicurare il quorum necessario.

L’aula di conseguenza dovrebbe essere riconvocata per domani mattina alle 10, con qualche apprensione sui tempi (visto che il decreto scade il 20 maggio) ma sul quale il governo avrebbe in ogni caso messo la fiducia, che doveva scattare subito dopo il voto sulla pregiudiziale di costituzionalità.

“Siamo perfettamente nei tempi – ha commentato il ministro D’Incà in Transatlantico – entrò giovedì approveremo il decreto, non abbiamo alcuna preoccupazione”.

”Mi pare che ormai nella maggioranza ci sia una difficoltà enorme. Evidentemente o la maggioranza è troppo distratta oppure qualcuno sta dando dei segnali… E sono dei segnali di nervosismo. Per me è una buona notizia se il governo va casa…”, ha commentato Giorgia Meloni a margine della presentazione del libro di Vittorio Feltri al Circolo dell’Aniene, rispondendo a chi gli chiedeva se condividesse le parole di Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fdi alla Camera, secondo il quale, dopo la mancanza due volte del numero legale oggi sul DL Ucraina in Aula, il ”governo è ormai al capolinea”.

Il numero legale sul dl Ucraina venuto a mancare per ben due volte nell’Aula della Camera? “Non è colpa mia”,la risposta del leader della Lega Matteo Salvini lasciando Palazzo Chigi.

Sulla presunta assenza di deputati leghisti, “gli altri erano tutti presenti? – ha risposto con fermezza – Io non commento le voci, chiamo il capogruppo e glielo chiedo. Del resto ho letto su Repubblica che avevo il visto per Mosca e non l’avevo mai chiesto… Se sono da Draghi difficilmente riesco a seguire i lavori della Camera”.

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