“DONNE IN ARMI”, CONVEGNO CORECOM ALL’EMICICLO: “PARITA’ SOLO FORMALE, SERVE QUELLA SOSTANZIALE”

22 Novembre 2021 19:31

L’AQUILA – “La parità formale c’è, ma c’è anche necessità di ottenere quella sostanziale”: lo ha detto il tenente colonnello Rosa Vinciguerra, capo della Sezione “Pari Opportunità e prospettiva di genere” dello Stato maggiore della Difesa, intervenendo al convegno “Donne in Armi” che si è svolto questo pomeriggio, all’Aquila, a palazzo dell’Emiciclo, su iniziativa del Corecom Abruzzo.

“Conciliare le pari opportunità con le esigenze operative è il tema del momento – ha spiegato Vinciguerra – Nelle forze armate le donne sono uguali agli uomini nel trattamento e nelle mansioni, ciò che fa la differenza è la vita al di fuori dell’uniforme. La partenza per un teatro operativo presuppone di lasciare a casa dei figli e quando entrambi i genitori sono militari il problema è raddoppiato. È il sistema Paese chiamato a intervenire con un cambio di mentalità a supporto”.

“Nelle risoluzioni delle Nazioni Unite – prosegue l’ufficiale – c’è l’indicazione di incaricare militari donne di entrare in contatto con le donne dei territori, scenari di guerra. Un’attenzione specifica al fine di ottenere il coinvolgimento della popolazione locale, anche nei tavoli di ricostruzione sociale e per proteggere le donne dagli stupri di guerra. Pratica diffusa come strumento di destabilizzazione nelle guerre balcaniche, Medio Oriente, Africa, ovunque. È stata istituita la figura di un consulente del comandante della missione per l’occhio di genere. Per raggiungere questi risultati, si cerca anche di aumentare il numero di donne secondo la risoluzione Onu ‘Donne, pace e sicurezza'”.

Presenti con le loro esperienze di lavoro e di donne il comandante della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche, il tenente di vascello Ylenia Ritucci e le giornaliste Sarina Biraghi ed Emma Evangelista.

Quest’ultima ha condotto un lavoro sul campo per conto delle Forze Armate.

“Ci sono dei Paesi dove le donne non possono neanche permettersi di pensare di essere libere. Nella scala di considerazione vengono dopo i cani. La stampa ne parla solo quando ci sono eventi di cronaca clamorosi, ma queste situazioni di grandissima sofferenza sono raccontate raramente”, ha detto Evangelista.

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