DOSSIERAGGIO: LA PROCURA DI ROMA INDAGA SU PRESUNTE ACCUSE MOSSE A GRAVINA

5 Marzo 2024 10:35

Regione - Politica

ROMA – La procura di Roma ha aperto un fascicolo su presunte accuse mosse contro Gabriele Gravina, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc), imprenditore di Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila, collegate al caso dossieraggio su cui indagano i pm di Perugia.

L’inchiesta, al momento senza indagati o ipotesi di reato, è partita dopo una segnalazione inviata mesi fa dalla Dna che riguarda “presunte attività illecite, come emerge dalle carte dell’indagine di Perugia, poste in essere da Gabriele Gravina”.





Il filone madre dell’inchiesta è coordinato invece dalla procura della Repubblica di Perugia per il coinvolgimento di un magistrato della Dna.

L’esistenza del procedimento emerge dall’invito a comparire disposto dalla procura di Perugia nei confronti del finanziere Pasquale Striano, indagato insieme ad altre 13 persone. Il documento afferma che lo stesso Striano e Antonio Laudati, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, “attestavano falsamente che le fonti di innesco dell’attività investigativa” erano “elementi informativi provenienti dalla procura di Salerno e da quest’ultima acquisiti nell’ambito di proprie attività investigative”.





In realtà, sempre secondo quanto affermato nell’invito a comparire dei pm umbri, “l’origine dell’atto erano le informazioni ottenute” da un’altra persona “attraverso incontri promossi da Laudati e concordati da Striano nel maggio del 2022”. Per la procura di Perugia Striano e Laudati “favorivano intenzionalmente un danno a Gabriele Gravina” ipotizzando “attività illecite poste in essere dallo stesso Gravina”.

Come scrive Open, il presidente della Figc Gravina “è indagato a Roma per una presunta tangente da 250 mila euro. L’indagine parte dall’affidamento di un appalto in cambio del pagamento di opzioni d’acquisto su libri antichi di proprietà del numero 1 della Federcalcio. L’aspirante acquirente non avrebbe mai proceduto all’acquisto. Ma avrebbe rinnovato le opzioni spendendo la cifra, che poi Gravina avrebbe utilizzato per acquistare un appartamento a Milano. Il fascicolo è aperto da tempo, ma la storia viene fuori oggi perché fa parte di quelle sotto inchiesta da parte della procura di Perugia. Alla base dell’indagine c’è infatti ufficialmente una segnalazione della procura di Salerno. Ma in realtà è partita dalle notizie fornite a Pasquale Striano da un ex collaboratore di Gravina che si chiama Emanuele Floridi. Il quale poi è passato nell’orbita di Claudio Lotito“.

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