DPCM: CGIA, OLTRE 18MILA GELATERIE INTERESSATE, A RISCHIO 50MILA LAVORATORI

25 Ottobre 2020 12:05

VENEZIA – Il nuovo Dpcm in vigore da domani, non interesserà solo bar, pizzerie e ristoranti, ma anche 18.200 gelaterie e pasticcerie appartenenti al settore dell’artigianato che in Italia danno lavoro a oltre 50 mila addetti.

La preoccupazione per la tenuta economica ed occupazionale di queste attività è molto elevata: a dirlo è la Cgia di Mestre.

Per il coordinatore dell’Ufficio studi degli Artigiani, Paolo Zabeo, “la salute delle persone va sempre messa al primo posto, ma anche il futuro di molte gelaterie e pasticcerie artigiane è a rischio”.

“Con l’obbligo della chiusura anticipata – avverte corriamo il pericolo che nel giro di qualche mese tante imprese a conduzione familiare siano destinate a chiudere definitivamente”.




Per evitare tutto ciò “è necessario che il Governo intervenga tempestivamente, prevedendo contributi a fondo perduto immediati, moratoria fiscale e contributiva, almeno fino alla fine dell’anno – rileva – e l’istituzione di una corsia preferenziale per la presentazione della domanda e il pagamento della cassaintegrazione per tutti i dipendenti di questo settore”.

La Cgia, infine, ricorda che all’inizio del 2021 tutti i settori produttivi, compresi il commercio e l’artigianato, oltre agli effetti economici negativi generati dalla pandemia saranno sottoposti anche alle nuove regole europee in materia di credito.

Una misura che certamente penalizzerà soprattutto le Pmi.

“Per evitare gli effetti negativi dei crediti deteriorati sui bilanci delle banche, Bruxelles ha imposto a queste ultime l’azzeramento in 3 anni dei crediti a rischio non garantiti e in 7-9 anni per quelli con garanzia reali – conclude il segretario Renato Mason – E’ evidente che l’applicazione di questa misura, in buona sostanza, indurrà moltissimi istituti di credito ad adottare un atteggiamento di estrema prudenza nell’erogare i prestiti, per evitare di dover sostenere delle perdite in pochi anni. Insomma, per tantissime Pmi un nuovo credit crunch è ormai dietro l’angolo”.

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