DPCM GOVERNO: PADOVANI, “GOVERNO PRIVILEGIA SOLO SPORT CHE MUOVE SOLDI, METTENDO IN GINOCCHIO TUTTO IL RESTO”

20 Ottobre 2020 10:26

L’AQUILA – “Sullo sport, gli indirizzi generali del Governo sembrano, purtroppo, sempre più chiari: priorità ai professionisti che muovono l’economia e vari interessi, punire tanti proprietari e gestori di palestre e piscine per educarne pochi, lo sport non è essenziale (almeno non quello giovanile, promozionale, per dilettanti e amatori)”.

Così in una nota l’aquilano Gianni Padovani, responsabile nazionale del settore Sport del Partito socialista italiano, commenta le misure del nuovo dpcm del governo,  che consente  partite e gare sportive a livello regionale e nazionale per professionisti e dilettanti. No agli allenamenti di squadra, a partite e “partitelle” .

Ma è possibile, per chi pratichi uno sport come il basket, il calcio o la pallavolo, nell’ambito di una società sportiva, continuare ad allenarsi a livello individuale e fare allenamenti con i compagni di squadra evitando però il contatto e dunque di fare “partitelle” o sessioni di gioco con gli altri.

“Lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro dello Sport, è consentito nei limiti. L’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni”.

In generale, “sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano, dal Comitato italiano paralimpico e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali”.




“Inizio a credere che, in riferimento allo Sport – commenta Padovani -, dall’impostazione del Governo emerge la poca conoscenza sull’argomento. Penso che serva realmente una battaglia culturale a tutti i livelli perché si capisca quale sia il vero ruolo dello Sport e come debba essere interpretato nell’ambito delle Politiche pubbliche. Lo Sport non è un servizio accessorio, un bene di lusso o un’attività non essenziale. Lo Sport è un diritto, lo Sport è salute, lo Sport è un servizio essenziale da garantire e favorire.

“Affermare che lo sport “non è essenziale”, disconoscendo le indicazioni dell’OMS, ignorando il libro bianco UE e dimenticando il buon senso è, a dir poco, avvilente. Dare la priorità agli sport professionistici (salvaguardando giustamente quei lavoratori) e lasciare a casa centinaia di migliaia di giovani (penalizzando altri lavoratori, mediamente meno protetti) è una vera ingiustizia. La maggior parte dei gestori (o proprietari) di palestre e piscine, dopo mesi di chiusura e con un rientro lento e caratterizzato dal terrore degli utenti, hanno compiuto enormi sforzi economici per adeguarsi alle prescrizioni e ora, nonostante questo, verrebbero chiusi a causa d’altri. Prevedere la chiusura delle palestre e delle piscine nel caso in cui qualche operatore non si dovesse adeguare ai protocolli diventa ipocrisia se annunciata dal Presidente del Consiglio. Lo sport non è più per tutti!”, conclude Padovani.

 

 

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