DPCM: REGIONI, “FORTI PERPLESSITA’ SU DEFINIZIONE AREE A RISCHIO”

3 Novembre 2020 22:12

ROMA – “Destano forti perplessità e preoccupazione le disposizioni che comprimono ed esautorano il ruolo e i compiti delle Regioni e delle Province autonome, ponendo in capo al Governo ogni scelta e decisione sulla base delle valutazioni svolte dagli organismi tecnici”. È quanto si legge nella lettera inviata dal presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Stefano Bonaccini, al premier Giuseppe Conte e ai ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia dopo il confronto sullo schema del nuovo Dpcm.

Secondo le Regioni è “indispensabile instaurare un contraddittorio per l’esame dei dati con i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima della adozione degli elenchi” delle aree a rischio.




“Non appaiono, infatti, chiare le procedure individuate – si legge ancora nella lettera – e le modalità con le quali sono definite le aree e i territori a più alto livello di rischio e le modalità e le tempistiche con le quali viene declassificato il livello di rischio. A questo percorso di analisi dei dati, le singole Regioni e Province autonome devono poter partecipare, anche in considerazione della ricaduta delle misure sul rispettivo territorio”.

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