DPCM: RISTORATORE ABRUZZESE, “NOSTRI LOCALI SONO I POSTI PIU’ SICURI, ANCHE A PRANZO NON VIENE NESSUNO”

5 Novembre 2020 09:48

L”AQUILA – “Io mi aspettavo qualcosa in più perché mantenere chiusi i ristoranti che secondo me sono i posti più sicuri, è una scelta sbagliata. Noi quando viene il cliente gli prendiamo la temperatura e gli prendiamo i dati personali, quindi i clienti sono schedati, e li controlliamo in maniera assoluta, facendo l’igienizzazione dei tavoli e delle sedie. I ristoranti secondo me non li dovevano chiudere proprio. Quindi io sono contro questa decisione di aver fatto chiudere i ristoranti alle 18 perché il ristorante è un posto sicurissimo, ed il cliente va al ristorante per stare sicuro”.

A sfogarsi è Michele Ciccolella, chef del ristorante ‘Il Torchio’ di Pettorano sul Gizio (L’Aquila), quando è di fatto ufficiale che con il nuovo decreto varato nelle scorse ore dalla presidenza del Consiglio dei ministri l’Abruzzo rientri fra le regioni cosiddette di ‘zona gialla’ quindi con nessun nuovo restringimento o divieto particolare aggiuntivo rispetto al precedente Dpcm, se non il cosiddetto ‘coprifuoco’ che dal 4 novembre è stato applicato in tutta Italia dalle 22 alle 5 del mattino. Nessuna novità dunque per gli orari di apertura e di chiusura per bar, locali e ristoranti, cosa che non aiuta a risollevare un settore che sta pagando moltissimo le conseguenze a livello economico e ricettivo.

“Ho avuto un danno enorme da questa decisione – spiega Cicolella – perché io sono un ristoratore che è aperto la sera, ed a pranzo sono solitamente chiuso. Ora ho dovuto cambiare, e devo stare aperto a pranzo e chiuso la sera ma la mia clientela è una clientela serale, e quindi a pranzo non è abituata a venire a mangiare da me. Io sono aperto per dare un servizio ma non viene di fatto nessuno.

Per quanto riguarda le proteste afferma: “Un po’ sono a fine a sé stesse ma però una certa utilità ce l’hanno perché almeno uno dimostra il proprio malcontento all’opinione pubblica. Quindi per me sono comunque positive. Io nella mia vita precedente al ristoratore che sono oggi, ho fatto scioperi e le manifestazioni, perché uno deve dimostrare il malcontento, senno’ gli altri o chi comanda non ha bene l’idea di quello che sta succedendo”.




“A me se mi venissero assicurati i ristori, e mi fanno stare chiuso, visto che comanda chi fa la legge, e noi dobbiamo seguire le regole, dunque rispettosi dei decreti; già sarebbe una cosa positiva. Io non guadagno niente ma se non devo pagare niente la cosa rimane statica. Del resto come si fa a convincere loro che sono grandi ‘pensatori’ e grandi dirigenti a cambiare idea? Io non ho elementi per convincere uno che comanda a cambiare idea su una situazione. Io rispetto la legge, rispetto i decreti, e che Dio ce la mandi buona…”

Infine Cicolella ne ha anche per  il presidente della Liguria, Giovanni Toti, che attraverso un suo tweet che lui sostiene essere stato male interpretato, ha dichiarato come a suo avviso bisogna proteggere soprattutto gli over 70 in questa fase dell’emergenza Coronavirus visto che tale fascia di persone sono quella non produttiva del Paese.

“Mi ha dato un po’ fastidio perché io credo, sono convinto, che le persone anziane sono quelle piu’ rispettose delle regole, e quindi stanno più attente. Secondo me se è ri-accaduto questo rialzo del contagio è dipeso molto dalle persone giovani, non dalle persone anziani, perché sono andate in giro, io li vedo, senza mascherina. Ora può darsi che questo ‘coprifuoco’ notturno farà fermare questo tipo di comportamento”.

 

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