DRAGHI A L’AQUILA: PARENTE DELLE VITTIME, “SI INVESTA IN PREVENZIONE, PER EVITARE ALTRE LACRIME”

28 Settembre 2021 13:38

L'Aquila - Terremoto e Ricostruzione

L’AQUILA – “Credo che sia una giornata oggi importante, bella, dobbiamo mettere da parte le polemiche, che fanno parte della vita e che ci saranno sempre. I 309 angeli si sono trasferiti in un piano superiore ma sono sempre vicini a noi e sono contenti della realizzazione di questo parco che ricorderà a tutti nel corso degli anni e dei secoli la tragedia”.

Così Massimo Cinque, che la notte del 6 aprile 2009 ha perso i figli Davide e Matteo e la moglie Daniela Visione, in un toccante intervento nel corso della inaugurazione del Parco della Memoria in onore delle 309 vittime del terremoto dell’Aquila del 2009, evento al quale erano presenti tra gli altri il premier, Mario Draghi, e il ministro Mara Carfagna. I due bambini e la migliore del medico aquilano sono scomparsi in un palazzo crollato in via Campo di Fossa, proprio di fronte allo spazio dedicato alla memoria.

Rivolto al presidente del consiglio e al ministro Carfagna, ha sottolineato: “l’Italia un paese sismico, e dunque occorre investire sulla prevenzione. Noi familiari delle vittime lo abbiamo sempre detto, anche nel processo. I terremoti non si possono prevedere, però costruire abitazioni sicure è possibile farlo. Lo dico da medico: prevenire è meglio che curare. Se facciamo una buona prevenzione non ci saranno altre persone che dovranno piangere le loro vittime”.

“Se mi avessero detto, anni fa, che oggi 28 settembre del 2021 sarei stato qui insieme al presidente del consiglio, al ministro e al sindaco a inaugurare questo parco mi sarei fatto una risata. In questo momento mi passa davanti tutta la vita, perché io sono nato in un palazzo qui vicino, ho abitato qui con i miei genitori, ho giocato in questo piazzale, a pallone e con le palline. Qui hanno giocato i miei figli, due maschi di 10 e 12 anni. Trovarmi qui oggi per me è veramente doppiamente doloroso. Questo questo parco sarà un luogo importante per la città, del ricordo e della memoria. Ad alcuni piacerà ad altri no però pazienza andiamo avanti, l’importante è che è stato realizzato anche se c’è voluto tempo e ci sono state delle delle lungaggini burocratiche, e numerose problematiche, anche a causa di quasi due anni di pandemia”, ha spiegato ancora il dottor Cinque in un clima di grande emozione .

Durante la cerimonia è intervenuta una studentessa, Chiara Coletti, nata proprio nel 2009, la quale ha sottolineato di essere stata informata della tragedia dai genitori. Anche la giovane ha manifestato la necessità di “costruire in modo sicuro”.

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