DRAGHI ALL’AQUILA: DE AMICIS, “FECE MALE ALLA GRECIA, ORA ALL’ITALIA. E CONFINDUSTRIA APPLAUDE”

27 Settembre 2021 08:12

Italia: Cronaca

L’AQUILA “Se fosse venuto all’Aquila un qualsiasi personaggio politico, la cosiddetta sinistra radicale avrebbe posto le sue barricate. Come fu per la visita di Matteo Renzi qualche anno fa”.

Lo scrive, in una lunga riflessione per AbruzzoWeb, che riportiamo interamente, Alfonso De Amicis, esponente aquilano del Movimento EuroStop, storico rappresentante della sinistra antagonista nel capoluogo abruzzese, alla vigilia della prima visita all’Aquila, da premier, di Mario Draghi, per l’inaugurazione del Parco della Memoria dedicato alle vittime del sisma del 6 aprile 2009.

Mario Draghi, il banchiere per eccellenza, sarà in città domani, per inaugurare il Parco della Memoria, dedicato alle vittime del sisma del 6 aprile 2009. Venne a trovarci subito dopo il terremoto del 2009. Era in procinto di volare verso Francoforte. Il volo avvenne in piena “pandemia” finanziaria e da quel momento usò armi non convenzionali, da presidente della Banca centrale europea, iniettando liquidità finanziarie tali da salvare quel mondo a scapito dell’economia reale del lavoro. In altri luoghi si è fatto il contrario. Sostegno all’economia, sostegno al plusvalore relativo della forza lavoro. Il contrario delle politiche deflattive volute e ottenute prima dalla Bundesbank e dall’altrettanto fortino ordoliberale di Francoforte.

Senza dimenticare la tristemente famosa lettera dell’agosto 2011, firmata insieme al suo collega e predecessore sullo scranno più alto della Bce, il banchiere francese Jean-Claude Trichet, che inviò con quest’ultimo all’allora premier italiano, l’evidentemente non abbastanza liberista Silvio Berlusconi, di fatto l’antipasto scritto della caduta del “Cavaliere” a novembre dello stesso anno e l’inizio del processo di terribile austerità per l’Italia. Processo che dura tuttora.

Oggi un po’ ovunque sui media “che contano”, come il Financial Times, si fanno risalire la drammaticità della crisi e le difficoltà nel superarla al perdurare di una polarizzazione sociale ormai insostenibile. Il nostro Paese, insieme alla Germania che però ha altre caratteristiche ed una “voce” più forte in Europa, è stato quello che più accanitamente ha applicato le politiche di tagli salariali allo stato sociale. Marx avrebbe definito questo “lo sfruttamento della forza lavoro in senso assoluto”. I nostri conti con l’estero sono in attivo, il saldo entrate e spese risulta positivo, avremmo soldi da spendere per attività produttive e sociali.

E tuttavia molti continuano a ritenere Draghi un demiurgo. Anche lui è un pessimo economista, come molti d’altronde, nonostante le “origini” universitarie risalgano ai tempi di quel Federico Caffè, abruzzese di Pescara, che non viene ricordato né studiato come meriterebbe. E intanto si continua, ai giorni nostri, a menar il can per l’aia perché chi comanda ha di fronte, anzi, sotto, un avversario polverizzato e diviso, anche se qualche segnale di risveglio e mobilitazione c’è.

Va segnalato inoltre come quasi tutti i media in generale incensino il primo ministro quasi fosse un santo in terra italica. Ma la fotografia politica più evidente di cosa rappresenti Mario Draghi – che, ricordiamolo, da Direttore generale del Tesoro salì a bordo del Panfilo “Britannia” , al largo di Civitavecchia, nel 1992, di fronte a una platea di esponenti del mondo finanziario occidentale, per illustrare il progetto di svendita e privatizzazioni del patrimonio pubblico italiano – è stata offerta dalla recente standing ovation confindustriale. Una platea che in questi anni di crisi si è arricchita e non mai reinvestito un centesimo di questo profitto. Anzi, che chiede di più. Vuole che si tolgano euro del reddito di cittadinanza e casomai buttare anch’esso, che pure strumento di emancipazione strutturale non è, nel calderone del “finanzismo”.

Insomma, il signor Draghi continua a praticare quelle politiche che hanno ucciso l’economia greca. Fu lui, infatti, che in pieno esercizio democratico referendario sul sì o sul no all’austerità, come ricatto antidemocratico e repressivo nei confronti del popolo greco chiuse i rubinetti delle banche. Oggi quelle politiche le sta attuando con altri mezzi nel nostro Paese, dove “qualcuno” vuole competere sullo scenario mondiale attuando per l’ennesima volta le politiche di austerità di teutonica memoria. Parlano, questi signori, ancora di Europa, cioè di una entità amministrativa che vuole misurarsi con altri attori di dimensioni politiche più forti e organizzate. L’Europa non esiste, però. E se esiste è un vaso di coccio. Esistono, al massimo, politiche nazionaliste come quella francese sul piano militare, mercantilista come quella tedesca, pur sempre però a vantaggio delle proprie multinazionali. Andremo a sbattere. Non si può continuare a lungo ad affamare giovani precari donne e pensionati.

Se non ci si oppone nel baratro ci si finisce tutti. E a me pare che a molti che continuano a definirsi di sinistra sfuggano le condizioni reali del capitalismo nella sua fase matura. Anzi, spesso le parole d’ordine della narrazione dominante e l’ideologia come falsa coscienza vengono offerte al cosmopolitismo borghese da parti di quest’area. D’altronde le parole di propaganda che la destra offre, penso (anche) a quelle dei Fratelli d’Italia, sono talmente rozze, che possono essere usate in uno spazio storico determinato. Non a caso l’opposizione al governo Draghi, sia quella interna che esterna, è molto parolaia e si concentra su green pass e migranti. Sulle questioni strutturali, sui rapporti di produzione sono pressoché tutti d’accordo, con le voci di dissenso come eccezione a confermar la regole. Questo è ad oggi l’arco incostituzionale. Vogliamo dire qualcosa a “Super Mario”?

Commenti da Facebook
RIPRODUZIONE RISERVATA
  1. MARIO DRAGHI - DRAGHI ALL'AQUILA: DE AMICIS, "FECE MALE ALLA GRECIA, ORA ALL'ITALIA. E CONFINDUSTRIA APPLAUDE"
    DRAGHI A L’AQUILA, POLEMICHE E SPERANZE.
    CRITICI FAMILIARI VITTIME SISMA E PEZZI DI SINISTRA
    L'AQUILA - Prima visita all'Aquila, da premier, di Mario Draghi. Domani, l'ex presidente della Banca centrale europea sarà, insieme al ministro
    Articolo

Ti potrebbe interessare: