“DRAGHI VUOLE STACCARE SPINA A GOVERNO E FUGGIRE”, MARTINO, “PRONTI AL VOTO, NO TASSE SULLA CASA”

LE RIVELAZIONI DI DEPUTATO FI CAPOGRUPPO ALLA CAMERA CONFERMANO CLAMOROSO RETROSCENA IPOTIZZATO DA BISIGNANI SU QUOTIDIANO IL TEMPO. "PREMIER GRANDE TECNICO, MA LA POLITICA HA BISOGNO DI MEDIAZIONE, E PARLAMENTO NON PUO' ESSERE UMILIATO". "CON RICALCOLO VALORE IMMOBILI IN BASE A PREZZO DI MERCATO RISCHIO AUMENTO IMU, PER NOI INACCETTABILE IN PERIODO DI CRISI"

13 Aprile 2022 08:22

Italia - Politica

L’AQUILA – “Quello che sta accadendo in commissione parlamentare sul decreto fiscale, con il governo che non vuole fare passi indietro e rifiuta ogni ragionevole mediazione, fa sospettare, e non solo il sottoscritto, che in realtà Mario Draghi voglia staccare la spina, e fuggire, ben prima della scadenza naturale della legislatura”.

L’esplosiva rivelazione arriva, in una intervista ad Abruzzoweb, dal deputato pescarese di Forza Italia, Antonio Martino, capogruppo degli azzurri nella commissione Finanze della Camera, dove si assiste da settimane ad uno scontro durissimo sulla cosiddetta delega fiscale, passaggio cruciale da cui, in soldoni, dipenderà quante tasse e per cosa dovranno pagare nei prossimi anni gli italiani, già piegati dalla crisi della pandemia e ora dal caro energia e dagli effetti devastanti della guerra in Ucraina. Il rischio contro cui si batte Martino, assieme al centrodestra, è in particolare il ricalcolo del valore degli immobili, in base al prezzo di mercato, che potrebbe essere il preludio di un aumento dell’Imu, sulle seconde case, ma anche in prospettiva sulla prima casa, ora esente da tassazione. Proprio questa mattina il leader della Lega, Matteo Salvini,  e il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, incontrano Mario Draghi.

A formulare del resto l’ipotesi di una uscita di scena clamorosa dell’ex presidente della Bce, con caduta conseguente del governo ben prima della primavera 2023,  è stato del resto, – citando come una delle fonti lo stesso Martino -, Luigi Bisignani in un articolo sul quotidiano Il tempo.

Bisignani, giornalista salito agli onori delle cronache come “il manager del potere nascosto”, come  l’influente e abilissimo “faccendiere” della Prima e anche della Seconda Repubblica, come l’autore di bestseller come “L’uomo che sussurra ai potenti” e “I potenti al tempo di Renzi”, ipotizza che super Mario abbia già valige pronte, scalpitante nel togliere il disturbo a ottobre, approvata con sospetto anticipo, in estate,  la legge finanziaria. Consapevole che oramai la sua maggioranza raccogliticcia e di emergenza è una pentola a pressione pronta ad esplodere, visti gli enormi problemi sul campo, tra effetti della pandemia e ora di una guerra alle porte dell’Europa, ancora amareggiato dalla mancata elezione alla presidenza della Repubblica. Tenuto conto, rivela Bisignani, che la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, lo avrebbe chiamato per dirimere, assieme alla segretaria del Tesoro americano, Janet Yellen, la questione del congelamento delle riserve della Banca centrale russa, vista la sua grandissima esperienza in materia. Altro inizio è che Draghi sarà presto convocato anche da Christine Lagarde che l’ha sostituito alla guida della Bce. All’all’orizzonte, aggiunge Bisignani, la revisione dei parametri comunitari su deficit e debito pubblico sospesa al 2023 per il covi della guerra ma che torneranno a pesare enormemente sull’Italia, i cui conti sono tra i più disastrati d’Europa.

Insomma Draghi “desidera solo fuggire” e, rivela ancora Bisignani, nel   prossimo viaggio a Washington cercherà di strappare al presidente degli Stati Uniti, Joe Biden “una promessa per la Nato”.

Senza entrare in tutti questi dettagli, Martino di fatto conferma l’ipotesi, della fuga.

“Certo mi vien da pensare che forse Mario Draghi non vuole trovare una mediazione politica sulla materia fiscale, che sarebbe una soluzione del tutto praticabile – conferma il deputato -. Un puntiglio tale che, il sospetto oramai è crescente,  ha in realtà l’obiettivo di porre termine all’esperienza di governo. Ce ne faremo una ragione, del resto su questo punto la mia parte politica non farà nessun passo indietro: il  Parlamento troppo spesso è stato sminuito rispetto all’esecutivo, Draghi è una persona che ha saputo fare sintesi, di grande competenza, è un grandissimo tecnico, una delle migliori menti al mondo che noi abbiamo a disposizione. Ma la politica è una cosa diversa, è indispensabile una interlocuzione diretta con il Parlamento che è l’espressione dei cittadini. Un presidente del Consiglio non è un manager che può anche fare a meno delle mediazioni”.

A pensarla così non sono solo Martino, e Bisignani: l’ipotesi di una caduta del governo e a questo punto di elezioni anticipate, sta già mandando in fibrillazione gli inquilini di Camera e Senato, molti dei quali, visto anche il dimezzamento dei seggi a partire dalla prossima legislatura, avranno possibilità pari allo zero di essere rieletti.

Martino però, assicura, non avrà nessun problema a tornare a casa anzitempo e prepararsi alle elezioni. Ottimista anche per la nuova capacità attrattiva di Forza Italia, che ad esempio in Consiglio regionale abruzzese, si rafforzerà a breve, passando da 2 a 4 componenti, con l’ingresso dei due ex leghisti che hanno costituito il gruppo Valore Abruzzo, Simone Angelosante e Tony Di Gianvittorio, mentre non aderirà il terzo “scissionista”, Manuele Marcovecchio, silurato dalla Lega su decisione degli organi nazionali presieduti dal leader Matteo Salvini.

“La paura c’è – spiega ad Abruzzoweb Martino -, è un dato ineludibile, ma vi assicuro che tra i miei colleghi c’è molta più dignità di quello che viene rappresentato. Non è vero che sono attaccati alla poltrona. E’ una classe  dirigente  che rappresenta il Paese e nei momenti difficili non si sottrae. Io penso poi che cambierebbe poco votare tra un anno, o tra qualche mese. Dunque o il governo accetterà le nostre proposte sulla delega fiscale, oppure ben venga il ritorno alle urne: il centrodestra è pronto a prendere le redini di questo Paese, e fare le riforme che comunque qualcuno dovrà prima o poi fare. Il mio partito è tornato attrattivo e inclusivo, i nuovi ingressi in Abruzzo sono solo un esempio, avviene in tutta Italia. La convention all’Hotel Parco dei Principi dei giorni scorsi era gremita, e molti non sono riusciti ad entrare in una sala che conteneva ben 3mila persone. Il nostro leader, Silvio Berlusconi, era  in splendida forma, la platea era piena di giovani, di donne, di professionisti, di gente vogliosa di riprendere quel percorso che 1994 è stato tracciato da Forza Italia”.

Venendo dunque al merito tecnico della delega fiscale: “Quello che noi non condividiamo è un comma dell’articolo 6 del decreto fiscale: siamo tutti d’accordo sulla parte in cui si prevede una stretta contro le case abusive, circa un milione e mezzo non dichiarate, e che non pagano oggi le tasse. Invece siamo fermamente contrari al passaggio successivo, dove il governo vorrebbe legare il valore di un immobile al valore di mercato e non più ai parametri finora adottati dall’Agenzia delle Entrate. Noi riteniamo che questa modifica porterà ad un potenziale aumento della tassazione sulla casa. Basterà un decreto, sulla base dei nuovi fogli excel con i valori aggiornati e ben superiori a quelli precedenti, e il gioco sarà fatto. E il timore è anche che venga reintrodotta prima o poi l’Imu sulla prima casa, che potrebbe essere giustificata da una interpretazione dell’attuazione del Pnrr, che però noi contestiamo, secondo la quale gli Stati membri devono spostare la tassazione dai redditi da lavoro alle rendite. Noi sosteniamo invece che in questa fase difficilissima occorre abbassare le tasse sul lavoro e non toccare, ma anzi abbassare anche qui, le tasse sulle rendite: dopo la pandemia e con la guerra in corso bisogna dare impulso all’economia.  Occorre trovare altre soluzioni, tirando la cinghia a livello di spesa improduttiva. Su questo punto non retrocediamo, e pazienza se il governo cadrà”.

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