DROGA DALLA SICILIA ALL’ABRUZZO IN AMBULANZA,
TRASPORTATA IN PIENO LOCKDOWN: 8 ARRESTI

18 Giugno 2021 10:41

PESCARA – Ambulanze private usate per il trasporto della droga tra la Sicilia e l’Abruzzo.

È uno dei particolari che emerge dall’operazione “Red Drug” della Guardia di finanza di Messina che oggi, alle prime luci dell’alba, ha portato all’arresto di 8 persone facenti parti di un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico in piena pandemia.

Le indagini, dirette dalla Dda di Messina, hanno consentito di individuare tutte le fasi, dalla pianificazione dell’approvvigionamento al trasferimento, di ben tre carichi di sostanze stupefacenti, uno destinato a Pescara e due in Sicilia.  Le indagini hanno anche documentato un consolidato e stabile collegamento criminale fra il clan pescarese Spinelli, di etnia rom, ed esponenti contigui ai clan siciliani Spartà di Messina e Santapaola-Ercolano di Catania. Il clan pescarese degli Spinelli è imparentato con i potenti clan romani di etnia rom dei Casamonica e degli Spada “che – evidenziano gli investigatori – dagli anni 90 ad oggi, sono balzati agli onori della cronaca per i collegamenti con diverse organizzazioni criminali quali la ‘Ndrangheta, la Camorra, la Sacra Corona Unita e la criminalità di stampo albanese, soprattutto per quanto attiene il traffico di sostanze stupefacenti

A capo dell’organizzazione tre pregiudicati: un messinese, S.G., di 33 anni, vicino al clan mafioso degli Sparta, e due catanesi, S.C. e L.P., di 44 anni e di 53 anni, contigui alla famiglia Nizza, facente parte del clan mafioso catanese Santapaola-Ercolano. Ad occuparsi dell’approvvigionamento e della distribuzione della droga, in Abruzzo e in Sicilia, erano invece due messinesi e un brontese. A fornire le partite di narcotico, principalmente marijuana, un pregiudicato di origini messinesi ma domiciliato a Roma, F.F. alias Gianpiero, di 61 anni.

In particolare, i finanzieri hanno ricostruito la consegna di un primo carico di circa 25 chilogrammi di droga destinata a Pescara a favore di un elemento di spicco del clan pescarese Spinelli di etnia rom. La partita di droga veniva procacciata dai siciliani, trasportata dai corrieri e fornita dal romano “Gianpiero”.

Stessa organizzazione per un secondo carico di circa 30 chili di marijuana, da far recapitare a Messina sempre su input dei narcotrafficanti siciliani. In entrambi i casi, l’organizzazione, per eludere i controlli di polizia intensificati durante il lockdown, ha usato per il trasporto una ambulanza di una Onlus messinese. Proprio in quell’occasione, non avendo notizie del corriere ed ipotizzando che fosse fuggito, gli arrestati organizzavano un’azione di ritorsione nei confronti dei familiari.

“Ci ammazziamo la famiglia direttamente…saliamo la e lo scotoliamo”, si sente nelle intercettazioni. “Che gli sia passato per la testa che si poteva vendere quel coso e se ne scappa con i soldi… gli ammazziamo la mamma, la sorella, i figli, la moglie… che ha figli… moglie? Che ha? Gli sequestriamo la famiglia qua…”. Una quindicina di giorni dopo, un terzo carico di circa 35 chilogrammi di marijuana, questa volta a bordo di un camion per il trasporto di alimenti, partiva alla volta della Sicilia. Anche in questo caso, la partita di droga veniva sequestrata allo sbarco nel porto commerciale di Tremestieri a Messina.

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