ECOBONUS: GIORGETTI, “SOLDI A MILIARDARI PER QUINTE CASE”, ANCE ABRUZZO DIFENDE STRUMENTO

14 Febbraio 2022 09:37

Regione - Economia

PESCARA – “Con il Superbonus droghiamo l’edilizia senza aiutare le imprese. “Diamo soldi ai miliardari per ristrutturare le loro quinte case delle vacanze. Ride tutto il mondo. Intanto rischiamo che dilaghi la disoccupazione nell’industria”.

Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti interviene sulle polemiche dopo le dichiarazioni del premier Mario Draghi sulle frodi legate Superbonus edilizio, di oltre 4,4 miliardi.

L’Ance Abruzzo, nel frattempo difende la misura e invia ai parlamentari una lettera aperta.

“In Abruzzo, al 31 dicembre, si rilevano 2.500 interventi con 555 milioni di euro di lavori ammessi a detrazione e 347 milioni di investimenti per lavori conclusi – si legge –  Ci siamo messi a disposizione per cogliere le opportunità del SUPERBONUS, non senza problemi, tra eccezionali aumenti dei prezzi e carenza di manodopera, ed, ora,  non è possibile mettere a rischio l’unico settore che, in questa fase, in particolare, può garantire la ripresa dell’economia e dell’occupazione, senza dimenticare che si sta colpendo il settore delle costruzioni che è chiamato, tra i primi attori, ad affrontare la sfida delle opere del PNRR”.

Ad attaccare il superbonus è però Giorgetti.

“Sì, del superbonus bisogna parlare perché da più parti si chiede che torni la politica industriale in Italia -, aggiunge Giorgetti, in una intervista al Corriere della Sera -. In legge di Bilancio il governo aveva cercato di limitarlo, poi il Parlamento ha deciso di allargare le maglie, anche troppo. Ora costerà moltissimo. Stiamo mettendo un sacco di soldi sull’edilizia che, per carità, può aver avuto senso sostenere nella fase più dura della pandemia e di certo contribuisce chiaramente alla crescita. Ma ora droghiamo un settore in cui l’offerta di imprese e manodopera è limitata. Stiamo facendo salire i prezzi e contribuiamo all’inflazione”.

“Chiediamoci cosa può fare lo Stato – sottolinea Giorgetti – di fronte alla rivoluzione digitale e energetica o allo choc che investe l’automotive, che deve uscire dai modelli endotermici tradizionali. Invece diamo soldi ai miliardari per ristrutturare le loro quinte case delle vacanze. Ride tutto il mondo. Intanto rischiamo che dilaghi la disoccupazione nell’industria. Se ci sono decine di miliardi per ridisegnare le filiere industriali, bene. Ma in caso contrario, che stiamo facendo? Droghiamo certi settori e ne lasciamo a languire altri, quelli strategici per l’Italia”.

La posizione di Giorgetti non è certo isolata: per Claudio Clemente, direttore dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia, le operatività sospette segnalate (nel mercato della cessione dei crediti da bonus si stimano truffe per oltre 4 miliardi di euro, ndr) “hanno fatto emergere problematicità soprattutto per i crediti collegati a interventi astrattamente rientranti nelle agevolazioni ma mai avviati” dice in un’intervista a ‘Il Messaggero’.

“Le attività fraudolente hanno sfruttato la circostanza che, per consentire il pronto conseguimento del beneficio, i crediti in questione sono stati resi immediatamente cedibili e monetizzabili senza quelle formalità previste in analoghi contesti” spiega.

Il mercato della cessione dei crediti fiscali “presenta senz’altro alcune debolezze – aggiunge – l’apparato per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio, che coinvolge molti degli attori che operano su questo mercato, dovrebbe rappresentare un punto di forza per il contenimento dei rischi. Lo dimostrano le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse alla Uif e gli esiti degli approfondimenti svolti, anche in collaborazione con le autorità inquirenti. Gli anelli deboli possono annidarsi dove mancano questi presidi”. Il governo è intervenuto con due decreti contenenti norme anti-frode, che Clemente considera “incisive”.





La Uif ha diffuso recentemente specifici comunicati “riguardo agli illeciti collegati alla pandemia e stiamo valutando di fornire ulteriori indicazioni sui rischi connessi all’attuazione del Pnrr – sottolinea – dobbiamo prevenire o intercettare possibili fenomeni di riciclaggio e infiltrazioni criminali collegati alla realizzazione del Piano, che vede in prima linea gli uffici della Pubblica Amministrazione, pure tenuti ad obblighi di comunicazione di operazioni sospette”.

A seguire la lettera dell’Ance Abruzzo.

LA LETTERA DI ANCE ABRUZZO

Onorevoli,

facendo seguito alla Ns. pari oggetto del 4 u.s., torniamo a sollecitare la massima attenzione rispetto all’esame degli emendamenti, in seno al decreto Milleproroghe,  rispetto ai vincoli introdotti  dal Decreto Sostegni Ter sul SUPERBONUS ed evidenziamo la valenza delle proposte ANCE inviate al fine di scongiurare l’ingiusta penalizzazione di un mercato in ripresa, a causa della  previsione di vincoli alla cessione del credito, introdotti a lavori già avviati, che stanno già generando ripercussioni sulla programmazione degli interventi,  ridotti del 46%,  sulla tenuta delle imprese e, quindi, sui livelli occupazionali per almeno 127mila occupati nell’edilizia, senza considerare l’indotto.

Nello spirito di leale collaborazione, sosteniamo la proposta di ripristino della cessione per i soggetti vigilati e, al contempo, abbiamo anticipato l’orientamento del Governo, suggerendo di intervenire sulla qualificazione degli operatori, in modo da consentire l’esecuzione dei lavori, a valere su sgravi fiscali, solo ad imprese certificate, così da incidere, concretamente, sulla riduzione del rischio frodi, favorendo, al contempo, un progressivo riequilibrio tra domanda ed offerta.

Abbiamo sollecitato, inoltre, l’introduzione obbligatoria della contrattazione collettiva nazionale e territoriale dell’edilizia, in modo da garantire le migliori condizioni di salario e di sicurezza.

Stiamo collaborando, come di consueto, al fine di favorire condizioni di lavoro trasparenti e per migliorare l’impianto normativo, laddove sono emerse criticità, ma, purtroppo, assistiamo a prese di posizione incoerenti, non supportate da dati reali, con diversi tentativi di sabotaggio dell’unica misura che sta garantendo la ripresa economica ed occupazionale.

Il report del Direttore della Agenzia delle Entrate, in audizione al Senato, con presentazione dei dettagli delle truffe legate agli sconti fiscali per le ristrutturazioni edilizie, certifica una percentuale di incidenza del SUPERBONUS, in termini di illecito utilizzo,  di soli 132 milioni sui 2 miliardi di frode rilevati, confermando che, tra tutti gli incentivi, quello del SUPERBONUS risulta il più difficile da aggirare, per la rigorosità delle procedure, per le asseverazioni e polizze necessarie per attivarlo e per certificare la spesa.

Come evidenziato in altre occasioni, è proprio lo Studio annuale commissionato dalla Camera dei Deputati sull’impatto economico degli incentivi fiscali che riconosce, storicamente, il rientro per lo Stato delle minori entrate, nel  quadro degli investimenti attivati per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica, solo per il  2021, con il 110% a fare da traino,  il saldo per il sistema economico del Paese risulta positivo per 4 miliardi di euro, in termini di fatturato delle imprese, con maggiori versamenti di IRES ed IVA, e per il fattore lavoro.

In Italia, al 31 dicembre 2021 si è registrato un boom di oltre 90.000 cantieri per circa 17,8 miliardi di euro di detrazioni ammesse e lavori conclusi per un valore di oltre 11 miliardi:  stiamo parlando di oltre l’1% del PIL,  il 4%  con i settori collegati.





In Abruzzo, al 31 dicembre, si rilevano 2.500 interventi con 555 milioni di euro di lavori ammessi a detrazione e 347 milioni di investimenti per lavori conclusi.

Ci siamo messi a disposizione per cogliere le opportunità del SUPERBONUS, non senza problemi, tra eccezionali aumenti dei prezzi e carenza di manodopera, ed, ora,  non è possibile mettere a rischio l’unico settore che, in questa fase, in particolare, può garantire la ripresa dell’economia e dell’occupazione, senza dimenticare che si sta colpendo il settore delle costruzioni che è chiamato, tra i primi attori, ad affrontare la sfida delle opere del PNRR.

Nel rinnovare la richiesta di condivisione e sostegno degli emendamenti ANCE, elenchiamo, di seguito, anche una serie di indicazioni, con proposte concrete, in virtù del ruolo che ci richiama ad essere ponte tra mille relazioni professionali, prima ancora che meri esecutori, e ci stimola a contrastare anche la mala informazione per non gravare di ingiusto sospetto le aziende sane, con la filiera di riferimento, i professionisti ed i tecnici, oltre che i cittadini committenti penalizzando, in tal senso, non solo il lavoro edilizio ma l’interesse pubblico a beneficiare di lavori fatti a regola d’arte,  per migliorare le prestazioni sismiche ed energetiche degli immobili, in linea con gli standard europei.

Bisogna intervenire prioritariamente sul criterio temporale, con effetti immediati sulla riduzione della concentrazione della domanda, in modo da  garantire programmazione degli investimenti industriali, stabilizzazione delle assunzioni nei diversi settori della filiera, idonea produzione e fornitura dei materiali e degli strumenti di lavoro, idonee condizioni di sicurezza nei cantieri e qualità dei lavori, oltre che la giusta programmazione degli interventi da parte dei proprietari.

Si deve garantire un arco temporale di applicazione di almeno un decennio inserendo, se del caso, un tetto annuale di “soli” 15 miliardi, in modo da consentire anche la migliore programmazione da parte del Ministero dell’Economia con lavori da eseguire da parte di imprese qualificate, in modo da contrastare un proliferare di immissione nel mercato da parte di operatori improvvisati, senza alcuna garanzia di buona realizzazione dei lavori e con rischio di sperpero di fondi pubblici.

Sin da subito, è necessario rivedere il criterio di progressiva diminuzione della percentuale di agevolazione per i condomini,  che scende al 70% nel 2024 ed al 65%  nel 2025, per evitare, di fatto, una fine dei lavori al 2023. Questo blocco si verificherebbe per la prevedibile mancanza di disponibilità al co finanziamento in capo a condomini meno abbienti per i quali, invece, potrebbe essere inserito il criterio del reddito ISEE, in modo da non vanificare la portata di una misura diretta, all’origine, proprio verso i grandi compendi immobiliari dove è sempre risultato un miraggio avviare i lavori, sia per il conseguimento della volontà assembleare che per la mancanza di disponibilità economica di alcuni.

Non chiediamo sostegni improduttivi ma provvedimenti che incentivano gli investimenti ed assicurano la giusta programmazione alle aziende.

Vi ringrazio, certo della Vs. attenzione in questa fase cruciale per il nostro Paese e  resto a disposizione per ogni necessità.

Cordiali saluti

 

 

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