ECOBONUS 110%, CESSIONE DEL CREDITO E LO SCONTO IN FATTURA: GUIDA AGENZIA ENTRATE

26 Luglio 2020 08:45

ROMA – L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida all’ecobonus 110%.

Composta da 34 pagine, firnisce dettagli e chiarimenti in merito agli interventi ammessi, i requisiti degli interventi e i documenti necessari.

La super detrazione permette di fare determinati lavori di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico praticamente gratis, grazie al meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito.

Le nuove disposizioni che consentono di fruire di una detrazione del 110% delle spese, si aggiungono a quelle già vigenti che disciplinano le detrazioni dal 50 all’85% delle spese spettanti per gli interventi di: recupero del patrimonio edilizio, inclusi quelli di riduzione del rischio sismico (sismabonus); riqualificazione energetica degli edifici (ecobonus).

Per questi interventi, attualmente sono riconosciute detrazioni più elevate quando si interviene sulle parti comuni dell’involucro opaco per più del 25% della superficie disperdente o quando con questi interventi si consegue la classe media dell’involucro nel comportamento invernale ed estivo, o – si legge su Money – quando gli interventi sono realizzati sulle parti comuni di edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 o 3 e sono finalizzati congiuntamente alla riqualificazione energetica e alla riduzione del rischio sismico.

Un’altra importante novità, introdotta dal Decreto Rilancio, è la possibilità generalizzata di optare, al posto della della detrazione, per lo sconto in fattura, o in alternativa per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.




Tale possibilità riguarda non solo gli interventi ai quali si applica il Superbonus ma anche quelli: di recupero del patrimonio edilizio; di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (bonus facciate); per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

La data da rispettare per la pubblicazione del provvedimento era inizialmente il 19 giugno, ovvero 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (e non della legge di conversione), termine che comunque non è stato rispettato dall’Agenzia delle Entrate. La questione delle tempistiche però è importante: i cittadini che hanno intenzione di usufruire del nuovo ecobonus avrebbero potuto richiederlo dal 1° luglio, ma ricordiamo che -almeno ad oggi- la super detrazione è valida solo fino al 31 dicembre 2021. Il provvedimento delle Entrate dovrà anche occuparsi di tutte le regole dello sconto in fattura e della cessione del credito, i due meccanismi che rendono particolarmente conveniente l’agevolazione.

Lo sconto in fattura in pratica trasferisce alle imprese l’onere di anticipare il contributo statale riconosciuto al richiedente, ma rispetto alla misura attualmente in vigore, il decreto Rilancio permette alla ditta che ha svolto i lavori di cedere nuovamente il credito d’imposta alla banca.

Ci si aspetta, inoltre, che sconto in fattura e cessione del credito vengano regolamentati in modo da non penalizzare le piccole e medie imprese come successo in passato, vista la minore liquidità a disposizione rispetto ai grandi operatori del settore.

Infine, come anticipato, manca un altro tassello fondamentale nel quadro normativo di riferimento, ovvero il decreto attuativo del Mise, che dovrà stabilire nel dettaglio le procedure necessarie, i requisiti tecnici dei progetti, i limiti di spesa dei singoli interventi e i sistemi di controllo per prevenire abusi: tutto ciò entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Rilancio.

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