INTERVISTA AL PROFESSORE DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE DI UNICUSANO, REVISORE LEGALE, GIUDICE TRIBUTARIO E UFFICIALE AL MERITO DELLA REPUBBLICA: RECOVERY FOUND PUO' AIUTARE PAESE, RAPPORTO PIL-DEBITO PUBBLICO SALIRA’ DI 30 PUNTI”.

ECONOMIA: VETRANO, PANDEMIA ERODE RISPARMI FAMIGLIE ANCHE IN ABRUZZO OLTRE 50% NUCLEI HA ATTINTO RISERVE 

21 Ottobre 2020 08:21

L’AQUILA – “L’Italia, in questa pandemia, rischia tanto quanto rischia l’intero sistema economico dei Paesi occidentali. Ma con una differenza sostanziale: ha un debito pubblico più alto e un più elevato risparmio privato. Stiamo attingendo al patrimonio accantonato dalle precedenti generazioni. L’emergenza sanitaria ed economica sta erodendo i risparmi delle famiglie”.

A lanciare con chiarezza il messaggio è Ernesto Vetrano, professore di tecnica e deontologia professionale all’Unicusano, dottore commercialista e giudice tributario nella Commissione tributaria provinciale di Catania, consulente del tribunale civile e penale di Roma, insignito nel 2018 dell’onorificenza di Ufficiale al merito della Repubblica, parla di stress psicologico, prodotto dalla crisi economica. E invita a mantenere alta l’efficienza produttiva.

Professor Vetrano, quanto sta indicendo l’emergenza Covid-19 sul panorama economico italiano e abruzzese?

“Lo Stato, con il calo tributario dovuto al fermo delle imprese, ha avuto un minor gettito e maggiori uscite. Basti pensare agli aiuti e ai finanziamenti a imprese e famiglie. Il blocco del pagamento delle imposte ha creato un ulteriore buco nelle casse pubbliche: la polemica che si è innestata sul Mef sta ulteriormente ritardando la possibilità dello Stato di accedere ai finanziamenti comunitari. Ne consegue un momento di difficoltà economica evidente. Lo stesso vale per l’Abruzzo, che segue il trend nazionale. Per sopravvivere, più del 50% delle famiglie ha attinto ai risparmi”.

Il Recovery found può aiutare?

“Aiuterà dando liquidità al Paese, ma non prima di marzo-aprile. Nel frattempo lo Stato deve comunque far fronte alle spese correnti, sanità, istruzione, apparato politico e della giustizia, forze dell’ordine. Dobbiamo pagare molti servizi e quando le risorse scarseggiano, vanno spese bene. Il rapporto Pil-debito pubblico aumenterà, entro la fine dell’anno, di 30 punti, passando da 130 a 160”.

C’è una ricetta da seguire per limitare i danni?




“Sarebbe opportuno abbassare la pressione sui redditi e alzarla sui consumi. L’unico modo per colpire la fetta di evasione fiscale che esiste e rimane sommersa. In un momento di crisi epidemica così importante, è necessario sconfiggere il più velocemente possibile il virus perché questo costituirà il punto di ripartenza. Nel frattempo, bisogna mantenere alta l’efficienza produttiva cercando nuove opportunità, come la riconversione industriale, laddove possibile”.

La brusca frenata dei consumi rallenterà l’economia anche nei prossimi mesi?

“L’impatto del blocco dei consumi è stato pesante e ha coinvolto tutti i settori economici. Il turismo ha tenuto, in alcuni periodi, ma se guardiamo le maggiori città turistiche italiane appaiono come una landa desolata. Anche su questo punto si deve pensare ad una strategia di rilancio”.

Lei ha parlato di pressione fiscale eccessiva, che accelera i mancati pagamenti dei tributi.

“La pressione molto alta spinge a cercare scorciatoie, a non pagare i tributi. A farlo non sono solo gli evasori. Sta emergendo un fenomeno diverso: imprenditori che non pagano momentaneamente le imposte per dare priorità alla liquidazione degli stipendi dei lavoratori e ai fornitori”.

In tutto questo, qual è il ruolo delle banche?

“I vari Dpcm hanno permesso alle banche di erogare finanziamenti veloci, con la garanzia da parte dello Stato, consentendo di mantenere oleato il meccanismo economico del Paese. Concludo con una citazione dell’ultimo libro di Guido Maria Brera, un giovane economista italiano: tutto in frantumi e danza. Vuol dire che, quando le cose vanno male, c’è sempre qualcuno che coglie le opportunità. Dobbiamo essere attenti e cercare di trovare nuove opportunità da afferrare”.

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