OFFENSIVA SOCIETA' PROTEO IMPOSSIBILITATA A REALIZZARE COMPLESSO RESIDENZIALE COMMERCIALE IN QUARTIERE TORRIONE SU LOTTI ATTRAVERSATO DA CAVI 150 KW, PROSSIMI ALL'INTERRAMENTO E DA 220 KW, PER CUI NESSUN INTERVENTO E' PREVISTO

ELETTRODOTTO L’AQUILA: DIFFIDATA LA TERNA, “SPOSTARE LINEA DA TERRENI EDIFICABILI AL TORRIONE”

29 Settembre 2020 07:00

L’AQUILA – Una diffida alla Terna a spostare l’elettrodotto da 220 chilovolt, che attraversa i terreni, nel quartiere Torrione dell’Aquila, di proprietà della società Proteo, impossibilitata, da anni, a realizzare un importante insediamento residenziale e commerciale.

Tenuto conto che non è prevista per la linea da 220 chilovolt l’interramento come avverrà  invece per quella da 150 chilovolt che corre parallela a poca distanza, e di cui è stato invece approvato pochi giorni fa il progetto definitivo.

A prendere carta e penna assistito dai suoi legali, e a lanciare un nuovo ultimatum alla società che gestisce la rete elettrica nazionale, è l’imprenditore Mario Manganaro, ad della Proteo.

Ultimo atto di una battaglia  a suon di diffide e denunce pubbliche che va avanti da anni: i terreni di Manganaro tra via Leli, viale Cardinale Mazzarino e via Alessandro Volta nel quartiere torrione, davanti il palazzo dell’Enel, sono infatti attraversati da due elettrodotti da 150 e 220 chilovolt.

Evenienza che impedisce di fatto a Manganaro la realizzazione un centro residenziale e commerciale da ben 6.200 metri quadri, per cui ha ottenuto il permesso di costruire nel lontano gennaio 2014.

A seguito delle battaglie dei residenti contro i rischi da elettrosmog rappresentati dai cavi di alta tensione che passano a pochi metri dalle abitazioni, la Terna assieme al Comune dell’Aquila ha a settembre 2019 ha avviato l’iter per realizzare la nuova linea in cavo interrato da 150 chilovolt tra la stazione elettrica di Pettino e la cabina primaria di Torrione, per una lunghezza di 6 chilometri, che una volta entrata in esercizio, permetterà di demolire circa 5 chilometri di vecchi elettrodotti e 18 tralicci, restituendo così al territorio ampie superfici liberate da vecchie infrastrutture elettriche.

La Giunta regionale ha approvato a gennaio scorso l’Atto di intesa richiesto dal Mise , per la costruzione e l’esercizio, a suggello dell’apposita Conferenza di Servizi.

È arrivato poi il coronavirus a frenare l’agognato avvio dei lavori; poi, qualche giorno fa, l’approvazione del progetto definitivo.





Nulla però è previsto invece per l’elettrodotto da 220 chilovolt, il cui interramento comporta un costo molto superiore.

Il terreno della Proteo, come tanti altri saranno insomma liberati a metà, ovvero non cambierà nulla in termini di possibilità di utilizzo ed edificazione.

Da qui la nuova diffida che fa seguito a quelle senza successo inviate negli anni passati. In essa si legge che “i danni subiti dalla Proteo sono ingenti, sia in considerazione della mancata possibilità di realizzazione del proprio progetto, sia in considerazione della diminuzione di valore della proprietà derivante dal deprezzamento degli immobili ivi eventualmente realizzandi”.

Inoltre l’esistenza di campi elettromagnetici comporta, di per sé, anche “una grave riduzione dei valori dei terreni”. Tra le norme citate a supporto della diffida l’articolo 122 del Regio decreto che stabilisce che “salvo le diverse pattuizioni che si siano stipulate all’atto della costituzione della servitù, il proprietario ha facoltà di eseguire sul suo fondo qualunque innovazione, costruzione o impianto, ancorché essi obblighino l’esercente dell’elettrodotto a rimuovere o collocare diversamente le condutture e gli appoggi, senza che per ciò sia tenuto ad alcun indennizzo o rimborso a favore dell’esercente medesimo”.

Da qui l’intimazione a spostare tutti gli elettrodotti che attraversano i terreni della Proteo, con la contestuale richiesta di ingenti risarcimenti, “per il danno patito in tutto il periodo sino a quando non si verifichi lo spostamento delle linee elettriche”.

Tornando infine al progetto relativo all’elettrodotto da 150 chilovolt: Terna investirà circa 7 milioni di euro, e porterà anche importanti benefici elettrici perché la nuova linea sostituirà completamente la vecchia dorsale aerea, ormai obsoleta, rendendo più affidabile ed efficiente la rete elettrica nell’area dell’Aquila, oltre a contribuire alla raccolta della produzione di energia rinnovabile in Abruzzo e nel Lazio.

La nuova linea in cavo Pettino – Torrione è una delle tre opere previste da Terna per la razionalizzazione del sistema elettrico dell’area dell’Aquila. Il piano di interventi prevede infatti anche l’adeguamento della Stazione Elettrica 150 kV di Pettino e la nuova linea in cavo interrato 150 kV Torrione – Bazzano che permetteranno, una volta realizzate, di liberare gran parte della città dell’Aquila dagli elettrodotti aerei che attualmente interessano il centro abitato. La razionalizzazione del sistema elettrico dell’area dell’Aquila permetterà, a fronte della realizzazione di circa 3 km di elettrodotto aereo e 11 km di cavo interrato, la demolizione di quasi 14 km di vecchie linee. f.t.

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