ELEZIONE GIORNALISTI ABRUZZESI: CONTRORDINE PRESENTA LISTA E PROGRAMMA

19 Settembre 2020 20:06

PESCARA – “Una squadra unita e una parola d’ordine: rinnovamento in seno all’ordine dei giornalisti d’Abruzzo, dopo 16 anni ininterrotti di medesimo governo regionale e 22 anni di identica rappresentanza nazionale”.

Con questa mission si è aperta oggi a Pescara con una conferenza stampa la campagna elettorale di ContrOrdine, per il rinnovo del Consiglio regionale e nazionale dell’Ordine dei Giornalisti abruzzese.

Un’occasione per presentare la squadra dei professionisti e pubblicisti candidati e lanciare i punti chiave del programma, a cui seguiranno altri incontri su tutto il territorio regionale, per illustrare una proposta che ha quale punto principale il rinnovamento dell’Ordine e della categoria.

Per Contrordine sono candidati al Consiglio Regionale professionisti: Angelo De Nicola, Flavia Buccilli, Stefano Buda, Monica Di Fabio, Anna Fusaro, Alberto Orsini. Come revisori dei Conti: Edoardo Amato, Jacopo Forcella. Al Consiglio Nazionale Professionisti: Gennaro Della Monica

Candidati al Consiglio Regionale Elenco Pubblicisti: Eleonora Berardinetti, Giampiero Lattanzio, Luigi Spadaccini. Revisori dei Conti: Ornella La Civita e infine al Consiglio Nazionale Pubblicisti: Francesca Piccioli





LA NOTA COMPLETA

“Abbiamo formato una squadra capace di dare voce a tutte le anime della nostra professione – così riferiscono i candidati di ContrOrdine – Ci sono precari, ci sono figure che rappresentano tutte le realtà attraverso cui la professione oggi si esprime, c’è un’ampissima rappresentanza femminile e ci sono storie professionali chiare e capaci di incarnare una concreta opportunità di cambiamento.

Il punto cardine. Noi siamo per l’Ordine, ma per un Ordine rinnovato: oggi abbiamo una presidenza regionale che dura da 16 anni, un consigliere nazionale che è in carica da 22 anni e siccome da giornalisti siamo i primi a lamentare lo status quo quando ce lo troviamo davanti, ad esempio nella politica, senza fare nessuna polemica chiediamo un cambiamento di passo e lo chiediamo alla categoria, per questo abbiamo deciso di chiamarci “ContrOrdine”.

Il programma. Ci proponiamo ai colleghi con alcune idee di partenza, a cui se ne potranno aggiungere altre, che puntano tutte a ricucire in modo condiviso un rapporto di fiducia fra Ordine e mondo esterno. Noi lo faremo lavorando per una riforma seria della categoria; adoperandoci a favore dell’affermazione dei diritti e del rispetto delle regole; proponendo una vera e propria riqualificazione della categoria; considerando le nuove tecnologie buone opportunità perché il nostro lavoro cresca e dia da vivere a chi lo sceglie; dando grande attenzione alla formazione professionale, alla deontologia e a una necessaria legge per l’editoria anche in ambito locale; adoperandoci per il riconoscimento del lavoro dei giornalisti negli ambiti pubblici e privati in cui oggi operano; cercando, infine, un contatto necessario con il mondo della scuola, perché i ragazzi ricevano dagli addetti ai lavori i fondamenti di una corretta educazione all’attualità e all’uso dei media. Con questo bagaglio di prime idee e le nostre storie invitiamo i colleghi a costruire, insieme, un’alternativa. Un Ordine davvero rinnovato.

La data del voto. Ad oggi non sappiamo ancora se in Abruzzo si voterà domenica 4 ottobre 2020, come auspichiamo e come prevede anche la convocazione che abbiamo ricevuto tutti da tempo, una data messa in questi giorni in discussione dalla decisione dell’Ordine Nazionale di far slittare il voto a novembre. Nonostante i tempi stretti della campagna, ContrOrdine è per il rispetto delle regole, che non possono essere cambiate in corso e con motivazioni e modalità a nostro giudizio ben poco convincenti, specie se per allungare una rappresentanza i cui tempi sono invece chiaramente scanditi nella legge e tali devono restare. Questo sta accadendo a livello nazionale con i reiterati tentativi di sospendere e ritardare le elezioni, per conservare lo status quo. L’ultimo, in ordine di tempo, passa per il Senato, con la discutibile proposta di un emendamento alla legge 69/1963 che ha all’ultimo comma la postilla, peraltro non condivisa con la categoria, di prolungare la durata degli attuali assetti fino al 25 ottobre 2021.
Non siamo e non saremo un bigliettino fuori dal seggio elettorale, ma una lista di persone, di giornalisti, di professionisti e pubblicisti che vogliono cambiare il corso delle cose”.

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