ELEZIONI ANCE L’AQUILA: CICCHETTI, “SONO NEUTRALE, IN CAMPO DUE OTTIMI CANDIDATI”

INTERVISTA A PRESIDENTE USCENTE COSTRUTTORI: IL BILANCIO DI TRE ANNI AL VERTICE, "VELOCIZZATE PRATICHE POST-SISMA E PAGAMENTI ALLE IMPRESE, AFFRONTATA PANDEMIA EVITANDO CONTAGI NEI CANTIERI GRAZIE A SCREENING ALLE MAESTRANZE", "UNICO RAMMARICO MANCATO COMMISSARIAMENTO RICOSTRUZIONE EDIFICI PUBBLICI E SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA"

14 Giugno 2021 13:34

L’AQUILA  – “In questa competizione sono equidistante: entrambi i candidati sono di alto livello, conoscono i problemi della categoria, e hanno una visione per il futuro, segno che l’Ance ha saputo mettere in campo ancora una volta le migliori energie”.

Professa neutralità, il presidente uscente dell’Associazione nazionale costruttori della Provincia dell’Aquila, Adolfo Cicchetti, costruttore aquilano di 47 anni, nei giorni in cui è entrata nel vivo la campagna elettorale che porterà alla scelta del suo successore il 2 luglio prossimo. In campo ancora due aquilani: Eliseo Iannini, 62enne architetto e patron dell’omonimo gruppo che ha commesse anche in campo nazionale, e Marino Serpetti, 61 anni, amministratore della impresa di costruzioni Todima Srl.

Nell’intervista ad Abruzzoweb Cicchetti pone come priorità per l’associazione nei prossimi quattro anni  – e non più tre come nel suo caso, a seguito della modifica dello statuto -, quella di continuare a garantire massima rappresentanza alle varie articolazioni territoriali, oltre a quella aquilana, quelle di Avezzano e Sulmona, che avranno due delle tre vicepresidenze, anche qui a seguito delle modifiche della governance.

Nello stilare il bilancio di questi tre intensi anni, Cicchetti rivendica l’efficacia dell’azione  di contrasto della pandemia del covid nei cantieri, con la capillare azione di screening e tamponi alle maestranze. Sul fronte della ricostruzione post-sismica 2009 la velocizzazione delle pratiche, superando il “collo di bottiglia” rappresentato dal Genio civile, l’autorevolezza e capacità di interlocuzione che l’associazione è riuscita a mettere in campo con tutti gli attori istituzionali, aspetto che ha avuto un peso anche per la vittoria nella battaglia della restituzione delle tasse sospese nel post-sisma,  e per l’ottenimento dei 2,7 miliardi di euro dal governo per il completamento nel processo di ricostruzione entro il 2026, che non era scontato.

Unico “rammarico” di Cicchetti è quello invece della mancata accelerazione della ricostruzione degli edifici pubblici, anche perché la sua proposta di semplificazione normativa e di commissariamento dei cantieri a rilento non è stata accolta a livello nazionale.

Adolfo Cicchetti, per chi batte il suo cuore tra i due candidati alle elezioni dell’Ance? 

Ci mancherebbe altro che dal mio ruolo da presidente io prenda una posizione per l’uno e l’altro candidato. Posso solo dire che abbiamo avuto il piacere e l’onore, come consiglio generale, di ascoltare un imprimatur del loro programma, delle strategie e della loro visione, in un incontro di alto livello: i candidati hanno dimostrato di conoscere a fondo i problemi della categoria e di avere un progetto ambizioso e concreto. La conferma che ancora una volta l’Ance ha messo in campo le migliori energie.

Come si inquadrano competizione come quella della presidenza dell’Ance nella vita  del territorio?

Non è una competizione che riguarda i soli associati: l’Ance svolge un ruolo centrale nell’economia e della vita sociale. Rappresenta un importante portatore di interessi. Credo che il merito di questo peso sia sicuramente di tutti gli associati ma anche sotto un certo punto di vista delle governance degli ultimi anni.

Come è destinato a cambiare il ruolo dell’Ance provinciale a 12 anni dal terremoto, in cui l’associazione è stata molto aquilano-centrica, come confermano anche queste elezioni, dove sono in campo due costruttori aquilani? 

Veniamo da 12 anni in cui il territorio aquilano con il suo cantiere più grande d’Europa e stato  trainante a livello provinciale ma anche regionale e in una certa misura nazionale. Ora a 12 anni dal sisma la prospettiva deve cambiare, ci sono altre sfide da affrontare. Bisogna saper creare squadra, creare sinergia a tutti i livelli. Esempio plastico è stata la battaglia vinta sulla restituzione delle tasse sospese ridotte nel post-sisma 2009, dove tutti hanno fatto la loro parte. Per quanto riguarda gli equilibri territoriali all’interno della provincia dell’Aquila, è passato il concetto in consiglio generale che tutti e tre i territori, l’Aquilano, l’area peligna e dell’Alto Sangro e l’area marsicana avranno un vicepresidente, e ancora una volta ci sarà ampia rappresentanza per tutti i territori. Un concetto che è stato ribadito da entrambi i candidati in corsa. Il terremoto ha spostato l’asse ora questo asse deve essere riequilibrato. Giusto però che il presidente sia ora espresso dalla territoriale aquilana, e su questo gli altri territori sono stati d’accordo, un atteggiamento che ho molto apprezzato.

Per lei sono tempi di bilanci, partiamo dall’inizio: tre anni fa che Ance ha trovato, una volta divenuto presidente?

Quando sono diventato presidente ho trovato una interlocuzione davvero ben avviata con tutti gli attori istituzionali, nel governo, nella regione e nei comuni, con il sistema di governance della ricostruzione post-sisma. Un patrimonio che ovviamente ho fatto di tutto per conservare e implementare, e nello stesso tempo concentrando l’azione sui bisogni primari e delle imprese.

Ovvero? 

Ad esempio la velocizzazione dei tempi di pagamento alle imprese, e a questo proposito ricordo che è stato risolto il problema rappresentato da quella sorta di imbuto che erano gli uffici del Genio civile. L’Ance  è stata in prima linea quando si è trattato di sbloccare i trasferimenti all’Ufficio speciale della ricostruzione dei comuni del cratere. Si è ottenuta la velocizzare i tempi di liquidazione dei sal in regime di smart working durante l’epidemia del coronavirus, e addirittura la celerità è stata anche maggiore rispetto al normale assetto lavorativo in presenza fisica.

Quale bilancio si sente invece di tracciare, per quel che riguarda l’anno segnato dalla pandemia? 

Un anno davvero difficile e credo che la nostra Ance abbia fatto tutto quello che doveva fare.  La prima cosa era rassicurare la popolazione in un territorio colpito solo marginalmente della prima ondata dell’epidemia, nella primavera 2020, dove giustamente si guardava con preoccupazione ai cantieri della ricostruzione con maestranze che arrivavano da ogni parte d’Italia. E così siamo stati tra i primi ad introdurre un capillare azione di screening e tamponi rapidi delle maestranze, ci siamo dotati di un hub covid, abbiamo sottoscritto convenzioni con i laboratori privati, abbiamo introdotto con celerità ed efficienza le regole rigorose di distanziamento, sanificazione e sicurezza in tutti i cantieri. Ho ricevuto forti critiche per il ritardo con cui cantieri sono ripartiti l’anno scorso, in realtà si è trattato di un breve lasso di tempo, ma che era quello necessario per mettere in sicurezza tutto il sistema. A mente fredda e dopo un anno si può dire che quella è stata la decisione giusta, tanto che nella seconda ondata non si sono verificati contagi tra le nostre maestranze.

Un rimpianto invece? 

Avrei voluto fare di più per accelerare la ricostruzione post-sismica degli edifici pubblici, come pure dei lavori pubblici in generale. E’ stato evidente che era ed è un problema di natura nazionale, a livello normativo, sul quale poco si poteva incidere. Ho cercato in tutti i modi di proporre, per quanto riguarda i cantieri post-terremoto, una decisa semplificazione normativa, che non significa deregulation, con il ricorso anche ai commissariamenti. La proposta però non è stata accolta, e purtroppo restano leggi ordinarie, come pure i ritardi.

Cosa farà dopo il 2 luglio, continuerà ad avere un ruolo  nell’Ance? 

Continuerò a dedicarmi all’Ance e a mettere al servizio dell’associazione quel piccolo e grande bagaglio di esperienza che ho acquisito in questi tre anni. Lo farò in modo defilato, com’è nella mia indole. La mia famiglia ha sempre creduto in questa associazione di categoria, al suo brand, alla sua importanza, io porterà avanti la tradizione.

L’INTERVISTA

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: