OGGI INCONTRO VERTICI, FI SU BANCO IMPUTATI. GIULIANTE, 'PASSO INDIETRO AD AVEZZANO'', CONSEGUENZE SU REGIONE E COMUNI L'AQUILA E PESCARA. PAGANO, ''ACCORDO POSSIBILE''; SIGISMONDI, ''NOI LEALI, CHIAREZZA SU ATTACCO A SINDACO BIONDI''

ELEZIONI: CENTRODESTRA VICINO A BARATRO SUMMIT AD ALTO RISCHIO, EFFETTO DOMINO?

27 Luglio 2020 06:26

AVEZZANO – È caos nel centrodestra abruzzese, senza bussola e davanti ad un bivio, in vista delle elezioni amministrative di settembre che vedono la coalizione spaccata nelle due competizioni più importanti, quella di Chieti e di Avezzano: anzi, alla vigilia dell’ennesimo summit regionale previsto per oggi, il baratro sembra vicino: a meno di clamorosi eventi, stando ai rumors domani non si troverà un accordo sulla candidatura unitaria a sindaco di Avezzano, dove Lega e Fi hanno presentato due pretendenti: il 40enne imprenditore Tiziano Genovesi, e la 49enne presidente dell’Aciam e docente universitaria Anna Maria Taccone, e sulla partita di Chieti, dove il centrodestra si presenta unito sulla carta ma con la singolare anomalia, dell’assessore regionale forzista Mauro Febbo, che si è autosospeso dal partito, appoggiando con i suoi un gruppo civico ed Italia Viva.

Una bomba politica che mina la stabilità del governo regionale guidato dal centrodestra del presidente, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, grazie al trionfo del 10 febbraio 2019, che dopo solo un anno e mezzo sembra lontano anni luce.

La situazione è così precaria e complessa che, secondo indiscrezioni attendibili, pare sicura la discesa in campo ad Avezzano della coalizione senza Forza Italia, con Lega, Fdi, Udc e Cambiamo, e che sarà annunciata insieme in una conferenza stampa nei primi giorni della prossima settimana. 

Con Forza Italia che non fa un passo indietro, in seno alla quale è evidente la difficoltà del coordinatore abruzzese, il senatore Nazario Pagano, a controllare e gestire gli uomini forti, tra cui figura Febbo, il rischio, reale, è un effetto domino dalle conseguenze devastanti: potrebbero attivarsi dinamiche impazzite, capaci di minare la stabilità delle coalizioni in altre città, a cominciare dal capoluogo L’Aquila, dove la crisi è già esplosa, con il sindaco di Fdi Pierluigi Biondi che ha tolto le deleghe ai tre assessori leghisti, dopo i violenti attacchi del capogruppo salviniano, Francesco De Santis, in un recente consiglio comunale.

Una ferita non ancora rimarginata viste le dichiarazioni del segretario regionale, Etel Sigismondi, uomo forte del partito e stretto collaboratore di Marsilio nello staff in regione, che parteciperà al summit di domani nel quale si parlerà anche del caso L’Aquila:  “ad Avezzano – tiene a ricordare Sigismondi – pur avendo il nostro partito candidati e classe dirigente all’altezza, abbiamo con senso di responsabilità e correttezza dato atto alla lega, che aveva il diritto di esprimere lei la candidatura a sindaco. Pertanto, ritengo molto grave aver assistito a L’Aquila ad atteggiamenti a dir poco scomposti da parte del capogruppo della Lega, che ha messo in discussione il buon operato del sindaco, della giunta, del consiglio, compresa dunque la componente leghista. Siamo ancora in attesa di capire se quella di De Santis sia una opinione personale, o ci sia altro. Pretendiamo parole di chiarezza, e anche quest’aspetto andrà affrontato a cominciare dal tavolo di domani”.

Anche perché, chiosa Sigismondi, “non è Fdi a gettare benzina sul fuoco, ed anzi ad Avezzano e a Chieti, abbiamo lavorato più di tutti all’unità del centrodestra”.

Ma a subire ripercussioni dal flop di Chieti ed Avezzano, sarà anche la Regione Abruzzo, dove la maggioranza di Marsilio è tormentata sin dalla vittoria del febbraio 2019, dal conflitto tra la Lega e l’asse tra meloniani e forzisti. Conseguenze si potrebbero avere anche a Pescara, dove il sindaco di Forza Italia, Carlo Masci, è sostenuto da una maggioranza dove è la Lega a farla da padrona. 

Un vero effetto domino, insomma, che ha il primo e vacillante tassello nella città marsicana, dove la Lega, scesa in campo da due mesi, tira dritto con il suo candidato, il 40enne imprenditore e coordinatore provinciale, Genovesi, appoggiato anche da Fdi, Udc e Cambiamo, e dove Forza Italia fa altrettanto con la docente universitaria e presidente Aciam Taccone.

Con buona pace della tanto decantata unità del centrodestra, visto che nessuna delle due parti in causa ha intenzione di fare un passo indietro. 

Se infatti il coordinatore azzurro marsicano, Aureliano Giffi, annuncia la costituzione di ben quattro liste a sostegno di Taccone, da indiscrezioni pare che gli alleati, stizziti dalla uscita, stiano per rispondere con una conferenza stampa nei primi giorni della prossima settimana per ufficializzare la discesa in campo di una coalizione senza gli azzurri. 

Dovrà dunque accadere un miracolo nel summit regionale previsto per domani, chiesto Pagano, e da lui stesso definito “interlocutorio” e di “ampio spettro”, che parte però sotto una cattiva stella, visto che non ci sarà, come rivelato dallo stesso senatore, il deputato Luigi D’Eramo, coordinatore regionale della Lega ed unico decisore, impegnato in Puglia dove il leader nazionale, Matteo Salvini, lo ha voluto come commissario. 

I salviniani saranno rappresentati dal presidente della Tua, e commissario in provincia di Teramo, Gianfranco Giuliante, segno che la riunione non potrà essere decisiva.

Contattato da Abruzzoweb, Giuliante non appare molto conciliante con Forza Italia. 





“L'incontro è stato richiesto da Pagano, andremo ad ascoltare cosa avrà da dirci”, taglia corto e aggiunge: “consideriamo irrituale intanto che qualcuno definisca questo incontro un diktat di Forza Italia in particolare nei nostri confronti”.

Su Avezzano, conferma Giuliante, c'è poco da discutere: “Ci sono tre partiti della coalizione su quattro che convergono sulla cadidatura della Lega, quella di Tiziano Genovesi. Mi pare ovvio che deve essere forza Italia a fare un passo indietro”. 

Giuliante si attende poi un “ragionamento serio” su Chieti, dove Febbo, uomo forte di Fi, “ha deciso di accomodarsi nel sottoscala di Italia Viva”.

La Lega, va ricordato, aveva chiesto la cacciata dell'assessore ribelle dalla giunta di Marco Marsilio. 

Per Fdi ci sarà invece il coordinatore abruzzese Sigismondi, e per l’Udc il coordinatore Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia. 

Contattato da questa testata Pagano, squaderna un ottimismo forse azzardato, e più che altro tattico. 

“Quello di domani sarà un incontro interlocutorio, ma sono convinto che potremo fare passi avanti. Abbiamo tempo fino al 20 agosto, termine ultimo per la presentazione delle liste. Già più volte accaduto che la quadra data come impossibile è stata poi raggiunta”, afferma il senatore

Ma come materializzare il miracolo, Pagano non lo dice, considerando che di fare un passo indietro ad Avezzano, è ipotesi almeno per ora impercorribile. Si limita a dire che “quello che conta è il metodo di lavoro, dobbiamo andare oltre le partite elettorali e istituire una cabina regionale, i leader della coalizione devono agire con maggiore costanza e sintonia sui temi che riguardano lo sviluppo, la modernizzazione, l’utilizzo delle risorse che arriveranno dall’Europa per far fronte all’emergenza covid. Porre l’accento sui contenuti, sui bisogni dei cittadini, prima ancora che sulle candidature”. 

Per quanto riguarda Chieti, Pagano, che pure aveva platealmente marinato la conferenza stampa del candidato leghista Fabrizio Di Stefano, assicura che le fibrillazioni sono rientrate, e che “la partita è chiusa, non c’è nulla di cui discutere, Fi sosterrà il candidato leghista”.

Peccato però che buona parte di Forza Italia se ne è andata con l’assessore regionale Febbo, autosospesosi da Forza Italia, e che con Alessandro Marzoli di Italia Viva, sostiene il candidato sindaco del “terzo polo” Bruno Di Iorio. “Una scelta personale”, ribadisce a tal proposto per l’ennesima volta Pagano, che solo qualche mese fa ha nominato Febbo segretario organizzativo di Forza Italia al posto del deputato pescarese eletto in provincia dell’Aquila Antonio Martino. Quest’ultimo che si era dimesso per divergenze con Pagano, accusato di “gestione personalistica del partito”, sarà domani al summit. 

Sul tavolo, non ci saranno solo le partite di Avezzano e di Chieti.

Sigismondi si attende dalla Lega, come conferma ad Abruzzoweb, “un’esercizio di chiarezza”, in merito ai duri attacchi del capogruppo salviniano De Santis, che nel suo intervento nel consiglio del 14 luglio ha puntato il dito contro il centrodestra aquilano, e dunque contro il sindaco di Fratelli d’Italia, Pierluigi Biondi, con tanto di “mea culpa”, sottolineando di “vergognarsi” in alcuni momenti. Biondi in tutta risposta ha aperto la crisi togliendo le deleghe agli assessori della Lega. In molto hanno visto in questa rottura voluta dalla Lega, in reazione all’impasse che si registra ad Avezzano, e al niet di Fi nei confronti di Genovesi. (ft)

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