ELEZIONI COMUNALI: IMPASSE NEL CENTRODESTRA, BRACCIO DI FERRO SU SCELTA DEI CANDIDATI

FITTI INCONTRI MA NESSUNA CERTEZZA PER LA SCELTA DEGLI ASPIRANTI PRIMI CITTADINI A VASTO, LANCIANO, SULMONA, ROSETO E FRANCAVILLA, IL TOTONOMI

di Filippo Tronca

28 Maggio 2021 08:13

Regione: Politica

L’AQUILA – Si guardano in cagnesco in consiglio regionale, dove è in corso un braccio di ferro per le nomine e il rimpasto di giunta imminente. Sono divisi al parlamento, con Lega e Forza Italia nella maggioranza e Fratelli d’Italia all’opposizione.

Al netto di tutto ciò, il centrodestra abruzzese su una evidenza è d’accordo: occorre andare insieme alle prossime elezioni comunali di settembre-ottobre, per evitare le spaccature che si sono registrate ad Avezzano e Chieti nelle amministrative dell’autunno passato, che sono costate due cocenti sconfitte.

Più facile a dirsi che a farsi, e così nelle ultime settimane tra i leader del centrodestra si sono moltiplicati  incontri e vertici, gli ultimi lunedì a Roma e martedì a Pescara, per trovare la non facile quadra, a cominciare dai cinque comini più grandi dei 72 al voto a metà settembre o metà ottobre, e sopra i 15mila abitanti: Vasto, Lanciano e Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, Sulmona in provincia dell’Aquila e Roseto in provincia di Teramo, dove è previsto il doppio turno se nessun candidato arriverà al 50% al primo.

Questo perché la partita delle candidature delle comunali si interseca con quello delle nomine in regione e sul rimpasto di giunta, dopo che il sottosegretario Umberto De Annunitiis è passato da Forza Italia a Fratelli d’Italia, il partito del presidente Marco Marsilio, a minare i già fragili equilibri, con la lega prima forza di maggioranza con 10 consiglieri su 17 e 4 assessori su 6 che rivendicano deleghe più pesanti e male hanno digerito la campagna acquisti del partito di Giorgia Meloni, al pari, come ovvio, degli azzurri abruzzesi.

Lo scenario dove trovare la quadra per le comunali è insomma è ancora più complicato.

Da quanto trapela e partendo dal comune più grande al voto, Vasto, 38.747 abitanti, in mano al centrosinistra di Francesco Menna, a spuntarla è stata la Lega,  visto che si sarebbe trovato l’accordo intorno all’avvocato Alessandra Cappa, consigliere comunale salviniano, indicato da tempo dal partito, con in testa il segretario regionale Luigi d’Eramo, e i consiglieri regionali vastesi Sabrina Bocchino e Emanuele Marcovecchio.

A fare un passo indietro saranno dunque Fratelli d’Italia che aveva proposto una rosa di candidati. Come pure il leader del Nuovo Faro, civica di centro-destra, Edmondo Laudazi. Tramonta l’ipotesi civica di Piergiorgio Molino, presidente del consorzio Vivere Vasto Marina. Come pure quella di Alessandra Notaro, figlia “d’arte” di Nicola Notaro, storico sindaco di Vasto.

Esclusa a priori l’ipotesi delle primarie, dunque non si esclude che qualcuno tra gli scontenti possa lanciarsi alla conquista del palazzo comunale con una sua formazione civica.

Passiamo a Lanciano, 35.921 abitanti, dove è sindaco di centrosinistra Mario Pupillo, che è anche presidente della provincia di Chieti, e che non potrà ricandidarsi, essendo al suo secondo mandato.

Qui la Lega, nella città del suo assessore regionale Nicola Campitelli, ha già lanciato a inizio maggio come suo candidato, e pure della coalizione, l’avvocato Danilo Ranieri, già collaboratore dell’ex senatore democristiano ed ex sindaco della città, Nino Polidoro.

Sul suo nome sono  d’accordo anche Forza Italia e Udc, ma ci sarebbero forti pressioni da parte dei vertici regionali  di Fratelli d’Italia che insistono invece su Paolo Bomba, ex assessore comunale ai lavori pubblici, nella giunta del sindaco forzista Filippo Paolini.

E mentre il braccio di ferro continua, con la Lega che ha più possibilità di spuntarla, l’ex sindaco Paolini pare stia lavorando ad una sua candidatura assieme alla capogruppo in consiglio della civica Libertà in azione, Tonia Paolucci.

A Sulmona, 24.275 abitanti, dove è sindaco Annamaria Casini, espressione delle civiche che fanno riferimento l’ex assessore regionale del centrosinistra Andrea Gerosolimo.

Anche qui i nodi sono da sciogliere e a rivendicare la candidatura soprattutto Fratelli d’Italia, che da tempo ha avanzato la proposta dell’avvocato Vittorio Masci, già capogruppo consiliare nell’era del sindaco Fabio Federico. A non condividere la scelta  la consigliera Fdi Elisabetta Bianchi, che in una nota di due giorni fa si è di fatto proposta come aspirante primo cittadino.

Anche la lega ha però una terna di candidati: Roberta Salvati, attuale capogruppo consiliare a palazzo S.Francesco e componente dell’esecutivo regionale di partito, l’ex sindaco e coordinatore territoriale Federico e Serafino Speranza.

Passiamo a Roseto, 24.940 abitanti, altra città in mano al centrosinistra con il dem Sabatino Di Girolamo.

In una nota congiunta della scorsa settimana, a seguito di un tavolo di confronto, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Idea con le liste civiche Il Punto, Grande Roseto e Roseto al Centro, hanno assicurato che saranno nella città teramana “Tutti per uno e uno per tutti”, avendo sancito un patto di “compattezza dello schieramento”.

E l’unità potrebbe essere trovata intorno ad Alessandro Recchiuti, capogruppo del movimento Il Punto, nome gradito a Fratelli d’Italia e Forza Italia. meno alla Lega, che però a Roseto non è strutturata,  nonostante abbia espresso alle politiche del 2019 il deputato Giuseppe Bellachioma, e seppure come assessore esterno  al Lavoro e alle Politiche Sociali Piero Fioretti, “delfino” di Bellachioma,  ..poi defenestrato dopo il rimpasto di ottobre.  c’è chi insinua che la Lega possa senza troppi rimpianti sacrificare nello scacchiere delle trattative proprio Roseto.

Infine Francavilla, 23.816 abitanti, dove sindaco uscente è il dem Antonio Luciani, che non potrà ricandidarsi essendo al secondo mandato.
Anche qui per il centrodestra la situazione è complessa Forza Italia e Fratelli d’Italia sostengono la candidatura dell’ex sindaco Roberto Angelucci, mentre la Lega, Cambiamo e UDC, insieme a civici e associazioni, sostengono Franco Moroni, ex consigliere provinciale e assessore comunale di Fi.

 

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