ELEZIONI, CONSIGLIERI E ASSESSORI REGIONALI CANDIDATI: IPOTESI RIMPASTO DI GIUNTA, NUOVI SCENARI

27 Agosto 2022 10:21

Regione - Politiche 2022

L’AQUILA – Le elezioni politiche del 25 settembre segneranno uno spartiacque anche per gli equilibri già fragili in consiglio regionale d’Abruzzo: con l’elezione in Parlamento di importanti figure del centrodestra, si aprirà infatti la partita, in un nuovo scenario, del rimpasto di Giunta, come pure importanti conseguenze ci saranno dentro i gruppi consiliari, con il subentro dei “surrogati”, ovvero dei primi dei non eletti alle elezioni del 2019.

Le dimensioni dei cambiamenti dipenderanno proprio dall’esito delle urne per i partiti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, pronti ad innescare l’ennesimo scontro. Che avrà tra le cause quella della nomina mal digerita dalla Lega di Gabriele De Angelis, ex sindaco di Avezzano e coordinatore provinciale dell’Aquila di Forza Italia, alla guida di Tua, l’azienda unica di trasporto regionale. Nomina sostenuta da Fi, Fdi e Valore Abruzzo, ma quella poltrona la rivendicava, nelle more dello spoil system la Lega, avendola già affidata a Gianfranco Giuliante, ex assessore regionale Pdl e poi leghista, che poi però è andato via dai salviniani sbattendo la porta.

In virtù della tanto vituperata, ma mai modificata, legge elettorale Rosatellum, che non prevede preferenze, si può dare per scontata, stando agli attuali sondaggi e rapporti di forza, l’elezione dell’attuale assessore regionale al Bilancio e Personale, Guido Liris, candidato di Fdi all’uninominale al Senato, come ottime chance ci sono per l’attuale capogruppo della Lega Vincenzo D’Incecco, candidato come capolista al proporzionale del Senato. Tra i candidati al Parlamento c’è poi il consigliere regionali Guerino Testa, capogruppo di FdI, piazzato in un posto sicuro nel collegio uninominale Pescara-Teramo.

Se la gioca infine, anche se la partita non è facile, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri,  capolista nel collegio plurinominale al Senato per Forza Italia.

Ed ecco dunque le conseguenze a palazzo dell’Emiciclo e palazzo Silone con le partenze per Roma di questi pezzi da novanta: con l’elezione di Liris, al suo posto in Giunta entrerebbe il presidente della quinta commissione Sanità, Mario Quaglieri, marsicano, ex sindaco di Trasacco. E a quel punto, in consiglio regionale come “surrogato” di Quaglieri, come primo dei non eletti, entrerebbe un altro marsicano, Massimo Verrecchia, dirigente regionale tra i più stretti collaboratori del presidente della Regione, Marco Marsilio.

Sempre sul fronte centrodestra, un altro importante ruolo da ricoprire potrebbe essere quello di presidente del Consiglio, nel caso di elezione di Sospiri, preferito come candidato all’altro uscente, il deputato Antonio Martino.

Nel campo delle ipotesi, visto che la candidatura di Sospiri è tutt’altro che blindata, la sua elezione farebbe scattare il seggio all’Emiciclo per Marina Febo, prima dei non eletti nelle liste di Forza Italia alle regionali del 2019. Qui il primo scoglio da superare, come conseguenza del primo rimpasto di Giunta per il defenestramento, ad ottobre 2020, dell’allora assessore regionale con deleghe alle Attività produttive, Turismo e Cultura, Mauro Febbo, oggi capogruppo Fi in Consiglio. All’epoca la Febo aveva espresso la volontà di sostituire Febbo come assessore esterno in quota FI ma il partito scelse Daniele D’Amario, fedelissimo di Febbo, anche lui oggi candidato al proporzionale.

Circostanza mai digerita e che portò alla rottura della Febo con il coordinatore regionale di FI, nonché senatore uscente, Nazario Pagano, oggi candidato come capolista al proporzionale alla Camera.

Per la carica di presidente del Consiglio, comunque, uno dei nomi più accreditati sarebbe proprio quello di Mauro Febbo.

Circola però anche l’ipotesi di Roberto Santangelo, vice presidente vicario del Consiglio regionale ma anche presidente del Consiglio comunale dell’Aquila. A tal proposito, è stato il più votato in assoluto tra i candidati della competizione elettorale che il 12 giugno scorso ha portato alla rielezione al primo turno del sindaco Pierluigi Biondi, di FdI, alla guida della coalizione di centrodestra. Le due cariche non risulterebbero incompatibili e Santangelo potrebbe ricoprirle entrambe.

Con l’elezione di Testa, sarebbe dovuto entrare in consiglio regionale come suo “surrogato” Sabatino Trotta, ex dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, morto suicida nel carcere di Vasto l’8 aprile 2021 dopo l’arresto con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara su presunte gare pilotate. Trotta alle regionali del 2019 aveva preso 1.954 voti.

Il posto, quindi, spetterà a Leonardo D’Addazio, 791 voti.

A sostituire invece D’Incecco sarebbe un esponente non in linea con il Carroccio, Carla Ricci, 3.304 voti nelle regionali del 2019, moglie del sindaco di Pianella, Sandro Marinelli, amministratore vicino proprio all’ex dirigente della Lega, Gianfranco Giuliante, uscito dal partito in aperto contrasto con il coordinatore regionale Luigi D’Eramo: l’ex An e assessore regionale del Pdl, accusato di aver fomentato l’abbandono dei consiglieri regionali Simone Angelosante e Antonio Di Gianvittorio, dopo aver fondato un movimento civico sarà candidato nel terzo polo di Italia Viva-Azione.

Primo dei non eletti nel 2019,  con 3.304 voti, sarebbe invero Ottavio De Martinis sindaco di Montesilvano e presidente della Provincia di Pescara, che però non può certo lasciare le sue due cariche per andare all’Emiciclo.

Anche Angelosante corre alle Politiche per Forza Italia, ma la sua è una candidatura di servizio senza possibilità di essere eletto, come lo è quella di Giuliante.

 

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