ELEZIONI: D’ALESSANDRO, “MALGOVERNO MARSILIO, NODI VENUTI AL PETTINE”, “IV PER STATI UNITI D’EUROPA”

23 Maggio 2024 15:07

Pescara - Politica

PESCARA – “Non so che se le elezioni europee e comunali risentiranno della situazione che si sta vivendo in Regione Abruzzo, ma è un fatto che i nodi del mal governo del centrodestra stanno venendo tutti al pettine. Inutile è stato nascondere sotto il tappeto il gigantesco debito sanitario, di 122 milioni, una vicenda esplosiva, che costringerà ad aumentare le tasse o fare tagli enormi. E poi ora voglio vedere cosa dirà Marsilio e gli altri ai balneatori visto che com’era inevitabile si dovranno fare le gare per le concessioni nel 2024. Avevamo ragione noi a dire che c’era una emergenza Abruzzo”.

A delineare il quadro in cui si svolgeranno le elezioni comunali ed europee dell’8 e 9 giugno è Camillo D’Alessandro ex consigliere regionale sottosegretario di giunta ed ex deputato ora segretario regionale di Italia viva.





Nell’intervista D’Alessandro spiega che la formula del campo largo è ancora valida, anche se Italia viva ha deciso di correre da sola a Pescara, nell’aggregazione Stati Uniti d’Europa con il candidato sindaco Gianluca Fusilli, e anche a Pineto dove si candida con una lista civica Cleto Pallini.

“A Pescara in particolare – spiega però D’Alessandro -, è accaduto che il Movimento 5 stelle ha messo il veto sulla nostra presenza e anche di quella di Azione e dei Riformisti e civici, che pure hanno appoggiato alle regionali Luciano D’Amico. I veti sono il contrario della politica, il suo fallimento, ma. e il pd e Carlo Costantini hanno accetto questi veti, addirittura  Costantini per candidarsi a sindaco ha lasciato Azione, per poi impedire ad Azione di entrare a far parte della sua coalizione….”

Per quanto riguarda poi le elezioni europee quella gli Stati Uniti d’Europa, incalza D’Alessandro, è una proposta forte e credibile, il cui programma è nel nome stesso: l’Europa non funziona perché a prevalere sono i veti dei singoli stati che bloccano le politiche comuni. Ma l’Europa si è scoperta debole davanti il conflitto alle nostre porte, e ha bisogno di un esercito comune, ha bisogno degli stessi diritti degli stessi doveri per i nostri giovani, ha bisogno che si passi da Un’Europa burocratiche a frammentata ad una Europa politica, unita attraverso la federazione di stati, in una parola c’è, bisogno degli Stati Uniti d’Europa”.





L’INTERVISTA

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