ELEZIONI: DI MAIO, “IMPEGNO CIVICO FORZA GIOVANE, NON RINNEGO PASSATO, M5S ORA E’ ESTREMISTA”

INTERVISTA A MINISTRO DEGLI ESTERI LEADER NUOVA FORMAZIONE POLITICA NATA DA SCISSIONE DA PENTASTELLATI. "PRIORITA' TAGLIO BOLLETTE, SALARIO EQUO E POLITICHE GIOVANILI, DIFENDERE REDDITO CITTADINANZA E MIGLIORARLO". "MELONI VUOLE RIDISCUTERE PNRR, LEGA DI SALVINI HA ACCORDI CON PARTITO DI PUTIN"

20 Settembre 2022 19:33

Italia - Politica, Politiche 2022

L’AQUILA  – “Impegno Civico è una forza giovane, non solo perché nata da poco. Abbiamo tanti miei coetanei e persone anche più giovani tra gli attivisti e candidati. Non rinnego nulla di quello che ho fatto. Quello che le posso dire è che con me il Movimento 5 Stelle è stato una forza di governo, oggi è un partito personale estremista e chi lo guida non ha nessuna idea nuova”.

Nuova vita politica, ma stessa grinta, quella di Luigi Di Maio, ministro degli esteri uscente, che a giugno ha detto addio al Movimento 5 stelle di cui è stato capo politico, ex pupillo del fondatore Beppe Grillo, per fondare Impegno civico, portandosi dietro tra i parlamentari abruzzesi, il sentore Primo di Nicola e i i deputati Gianluca Vacca e Daniele de Grosso, tutti e tre ricandidati, e la consigliera regionale, ex capogruppo M5s, Sara Marcozzi. Impegno civico è alleato con  Democratici e Progressisti (Pd, Demos e Psi), con +Europa , con l’Alleanza Verdi e Sinistra Italiana.

Nell’intervista ad Abruzzoweb, terza della serie ai leader politici nazionali, Di Maio lancia bordate al neo segretario M5s, Giuseppe Conte, che “ha cominciato con gli attacchi rivolti a me, ministro degli Esteri della sua forza politica, mentre poco lontano dal nostro Paese la guerra di Putin mieteva, e purtroppo continua a mietere, migliaia di vittime”, ed ora “ha impostato la sua campagna elettorale sui provvedimenti che portano la mia firma, dal decreto dignità al reddito di cittadinanza”.

Accusa Fdi e Giorgia Meloni “di voler ridiscutere mettendo a rischio l’arrivo di oltre 200 miliardi al nostro Paese” e la Lega di Matteo Salvini“di avere un accordo con il partito di Putin   ancora in vigore e che a quanto pare a nessuno è venuto in mente di revocarlo dopo l’inizio dell’invasione in Ucraina”.

Storico esponente del Movimento 5 Stelle, Di Maio è stato eletto deputato nella XVII legislatura (2013-2018, in cui ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Camera, il più giovane nella storia d’Italia), in vista delle imminenti elezioni politiche del 2018, è stato scelto dagli iscritti quale capo politico dei Cinque Stelle, portando il Movimento a ottenere quasi il 33% dei voti e venendo rieletto deputato nella XVIII legislatura. Ha ricoperto le cariche di ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, nonché vicepresidente del Consiglio dei ministri, nel governo Conte I (2018-2019), quindi ministro degli esteri nei successivi esecutivi.

Onorevole Di Maio, in Abruzzo si candidano come capolista due autorevoli esponenti della sua nuova formazione politica Gianluca Vacca e Primo Di Nicola, parlamentari uscenti e ricandidati: cosa proponete per la regione, quali progetti in base ad un ordine di priorità?

Sono molto fiero di tutte le nostre candidature in Abruzzo. Gianluca Vacca ha fatto tanto per la regione, da parlamentare e da sottosegretario ai Beni culturali. Faccio soltanto due esempi: l’impegno mantenuto per l’apertura del Maxxi L’Aquila e, più recentemente, le risorse per l’apertura del parco archeologico di Rampigna a Pescara. Stesso discorso per il nostro capogruppo al Senato, Primo Di Nicola, che si è sempre battuto per la messa in sicurezza del territorio, per le imprese e per i diritti dei cittadini, contro i conflitti d’interesse e per la libera informazione. La nostra proposta per l’Abruzzo è quella di rafforzare i risultati ottenuti fin qui, a partire dalla ricostruzione post-terremoto, e valorizzare le specificità della regione: l’industria, i poli della ricerca, il turismo e il grande contributo che dà alla produzione di made in Italy. Una delle priorità è senza dubbio implementare e completare gli investimenti nella rete infrastrutturale ferroviaria e viaria, sia sulla dorsale adriatica sia su quella appenninica. Farlo significa sostenere il turismo e tutte le attività economiche con una logistica all’altezza delle potenzialità espresse dal tessuto imprenditoriale della Regione.

Poteva essere evitata la scissione dal Movimento 5 stelle? A quali condizioni?

Difficile parlare con i se e con i ma. Mi limito a osservare quali condizioni hanno determinato la scelta mia e di oltre 70 parlamentari. Conte ha cominciato con gli attacchi rivolti a me, ministro degli Esteri della sua forza politica, mentre poco lontano dal nostro Paese la guerra di Putin mieteva, e purtroppo continua a mietere, migliaia di vittime. Poi è arrivato l’episodio che definirei spartiacque: la risoluzione di Conte contro l’invio di armi che ha ricevuto il plauso dell’ambasciatore russo in Italia. Capisce che non avevo altra scelta: per noi la collocazione europeista e atlantista del Paese è indiscutibile. E sulla feroce guerra di Putin all’Ucraina non ammettiamo ambiguità, anche perché quel signore, con i suoi ricatti, sta facendo lievitare all’inverosimile il costo delle bollette degli italiani. Mentre noi lottiamo per il tetto europeo al prezzo del gas, non è accettabile che altri partiti strizzino l’occhio al regime russo.

Nella geografia politica dove si collocherà stabilmente Impegno Civico: entrerà a far parte del Pd, si proporrà come forza centrista o cercherà strade inedite ed originali?

Impegno Civico è una forza giovane, non solo perché nata da poco. Abbiamo tanti miei coetanei e persone anche più giovani tra gli attivisti e candidati. Questo spirito si respira ampiamente nel programma, che ha ricevuto tanti complimenti da autorevoli esperti, e si ritrova nella nostra collocazione nella coalizione progressista come forza moderata, riformatrice e attenta all’ambiente. Votare Impegno Civico significa sostenere l’unica coalizione in grado di battere la destra. Ma significa anche appoggiare proposte concrete come il decreto Taglia Bollette: lo Stato deve pagare l’80% dei costi energetici di famiglie e imprese nel prossimo trimestre, altrimenti il danno generato dalla crisi sarà irreparabile. A proposito di giovani poi, noi ne facciamo la chiave di lettura delle politiche che vogliamo attuare. Prenda ad esempio il mutuo ZAC, Zero Anticipo Casa: lo Stato paga l’anticipo e gli under 40 che acquistano un’abitazione lo restituiscono a rate e senza interessi. È un aiuto a chi vuole rendersi indipendente e magari metter su famiglia, ma è un sospiro di sollievo anche per tanti genitori. Pensi che tre quarti degli italiani ormai è rassegnato e pensa che i figli senza i soldi di mamma e papà non potranno mai avere una casa. Ecco, Impegno Civico è la forza politica che dice basta alla rassegnazione e vuole ristabilire un rapporto di fiducia tra i cittadini e lo Stato.

Cosa salva della sua militanza nel Movimento 5 stelle e cosa invece rinnega?

Su questo tema ho scritto un libro, ma non rinnego nulla di quello che ho fatto. Quello che le posso dire è che con me il Movimento 5 Stelle è stato una forza di governo, oggi è un partito personale estremista e chi lo guida non ha nessuna idea nuova. La prova sta nel fatto che Conte ha impostato la sua campagna elettorale sui provvedimenti che portano la mia firma, dal decreto dignità al reddito di cittadinanza. Solo Impegno Civico, però, potrà garantire la permanenza di misure come il reddito di cittadinanza, che ha messo in sicurezza 3,5 milioni di italiani. Va migliorato nella possibilità di mettere in contatto quel terzo di percettori che può lavorare con le imprese che cercano impiegati, potenziando la loro formazione in base alle esigenze specifiche dell’azienda. Ma questo può avvenire soltanto con un voto utile a Impegno Civico. Meloni e i suoi alleati smantellerebbero il reddito mandando in strada milioni di famiglie.

Chi ha svolto secondo lei il ruolo di “fiancheggiatore” della Russia di Putin, a prescindere da eventuali finanziamenti occulti, ma dal punto di vista politico?

Alla sua domanda si può rispondere appena nasce la nuova legislatura, istituendo una commissione parlamentare d’inchiesta. A questa mia proposta però la destra non risponde. Mi limito a registrare che l’accordo tra la Lega e il partito di Putin è ancora in vigore e a quanto pare a nessuno è venuto in mente di revocarlo dopo l’inizio dell’invasione in Ucraina. Ma l’elenco delle domande sarebbe lungo. E riguardano anche Giorgia Meloni, che oltre a essere ostaggio di Salvini e Berlusconi sulle scelte di politica estera all’Europarlamento conferma, insieme alla Lega, il suo sostegno a Orban e ai suoi valori antieuropei.

Guerra in Ucraina: come se ne esce, quali sono le condizioni perché ci si possa sedere intorno al tavolo della pace?

Questa guerra ha un aggressore, la Russia, e un aggredito, l’Ucraina. Purtroppo davanti a certe posizioni negazioniste nel nostro Paese diventa necessario ricordarlo. La Russia deve porre fine a quest’inaccettabile aggressione e occupazione illegale, all’uccisione di migliaia di civili disarmati tra cui tanti bambini. Detto questo, l’Europa può giocare un ruolo decisivo per tenere aperto un canale di interlocuzione che porti a una soluzione equa e sostenibile innanzitutto per l’Ucraina.

Avrebbe accettato una coalizione più larga con Calenda e il M5s?

Queste ipotesi le hanno rese irrealistiche gli stessi Calenda e Conte. Calenda si è qualificato per quello che è, tradendo il patto con Letta e poi offendendo me e milioni di italiani che per mandare avanti la famiglia fanno lavori normali e onesti, perché tutti i lavori onesti sono dignitosi. Per lui, evidentemente, non è così, esistono cittadini di serie A come lui e cittadini di serie B come il sottoscritto: in tal caso sono felice di stare in serie B. Le sue sono parole inqualificabili e se ne dovrebbe vergognare. Quanto al Movimento 5 Stelle bisogna prendere atto che non c’è più: ora c’è un partito estremista e personalistico, che ha posizioni ambigue su politica estera, vaccini e tanto altro. Poi è stato Conte a sbattere la porta e a mettersi fuori dal governo Draghi in piena emergenza. Ha messo da parte gli interessi degli italiani per guadagnare qualche punto percentuale e portare qualche fedelissimo in più in Parlamento.

Cosa va salvato e cosa va cambiato del reddito di cittadinanza? Maggiori controlli per evitare truffe e abusi potevano essere previsti a monte?

Sulle truffe bisogna fare di più ma non possono essere il pretesto per eliminare la misura come vorrebbero fare Meloni e i suoi alleati. Per fortuna non abbiamo abolito le pensioni di invalidità perché ci sono i falsi invalidi. Il reddito di cittadinanza porta la mia firma e lo rivendico: come avremmo fatto senza questo sostegno durante il lockdown o anche oggi, con le bollette triplicate? Sono il primo a volerlo migliorare, garantendo una formazione adeguata e un contatto diretto con le imprese per dare un’occupazione ai percettori occupabili. Ma parliamo di un terzo dei beneficiari. Gli altri due terzi non possono lavorare: se la destra vince le elezioni li metterà per strada e la tenuta sociale del Paese va a farsi benedire! Per questo, l’unico voto utile è a Impegno Civico nella coalizione progressista.

Nel 2018, quando era al governo con Salvini definì i termovalorizzatori “vintage”, con conseguenti tensioni con la Lega. Oggi quale è la sua posizione?

La mia posizione non è cambiata, anche perché rispecchia la gerarchia che l’Europa ci dà per gestire i rifiuti, quando dice che l’incenerimento deve essere soltanto residuale. L’Italia è leader internazionale dell’economia circolare, ha mostrato una grandissima capacità trasformando in business una sua criticità storica, la carenza di materie prime. Allora parlare di raccolta selettiva dei rifiuti e produzione di materie prime seconde con il riciclo significa parlare di efficienza del sistema riducendo il quantitativo di rifiuti al punto che gli inceneritori restano, come dicevo, residuali. Questo significa sviluppo industriale e produzione di molti più posti di lavoro. Esattamente quello che vogliamo fare con i fondi del Pnrr, che invece Meloni vuole ridiscutere mettendo a rischio l’arrivo di oltre 200 miliardi al nostro Paese.

Che politica energetica auspica per il paese, e sono in essa contemplabili le estrazioni di gas sul territorio nazionale?

Intanto dobbiamo gestire un’emergenza senza precedenti. Per diversificare gli approvvigionamenti di gas sono andato in Paesi come Algeria, Congo, Angola, Azerbaijan e in poche settimane abbiamo portato a casa accordi rafforzati sulle partnership energetiche che ci hanno consentito di portare da 40 al 15% le importazioni dalla Russia. Parallelamente l’emergenza va gestita utilizzando appieno gli impianti estrattivi in funzione e ricorrendo ai rigassificatori. La via maestra però sono le rinnovabili: dobbiamo sburocratizzare gli iter e accelerare al massimo. La tragedia accaduta nelle Marche deve essere un monito: serve una legge sul clima che ci porti alla neutralità climatica dando protagonismo alle imprese. Con loro dobbiamo puntare all’efficienza energetica, alle ecoenergie, alle reti di distribuzione intelligenti e all’accumulo, creando in questi settori filiere industriali made in Italy.

Quale è il suo rapporto con Beppe Grillo? “casta”, dei privilegi della classe politica, è ancora presente nella piattaforma programmatica di Impegno Civico?

Grillo non lo sento da un po’, ma ho l’impressione che non lo sentano neanche Conte e i suoi. A riprova che ormai quel partito è un’altra cosa… I privilegi e le rendite di posizione sono sempre una stortura da correggere in uno Stato liberale. Dobbiamo dare pari opportunità a tutti e premiare il merito. Ecco perché Impegno Civico insiste sul salario minimo, che ora anche l’Europarlamento ha approvato proprio su mio stimolo: la Commissione europea a guida Von der Leyen è nata dopo aver assunto con me questo impegno e quello a puntare sulla sostenibilità. Noi però siamo anche gli unici a parlare di salario equo: pensi a quanti giovani emigrano o non rientrano in Italia perché qui non hanno lo stesso riconoscimento economico alle loro competenze e professionalità che hanno all’estero. Gli stipendi devono da un lato garantire la dignità alle persone e dall’altro premiare chi si impegna di più e con grandi sacrifici affronta un intenso percorso di studi e specializzazione. Le aziende italiane ne sono consapevoli e affronteremo la questione insieme a loro, senza penalizzarle: se vogliamo crescere non possiamo perdere i cervelli migliori.

I CANDIDATI IN ABRUZZO DI IMPEGNO CIVICO

Per Impegno civico nel proporzionale alla Camera sono candidati Gianluca Vacca, Federica Gasbarro, Vincenzo D’Ottavio e Federica Daga.

Al proporzionale al Senato Primo Di Nicola, Simona Nocerino e Daniele Del Grosso.

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