ELEZIONI E COVID, CAOS CIRCOLARI VIMINALE E COMUNI: “RISULTATA POSITIVA IERI, NON POTRO’ VOTARE”

25 Settembre 2022 08:58

Chieti - Cronaca

CHIETI – “Ho già avuto il covid, poi mi sono vaccinata e ieri sono risultata di nuovo positiva. Non avrei mai pensato che, a questo punto e dopo tutte queste peripezie, non avrei potuto neanche votare”.

A raccontare la sua storia ad AbruzzoWeb è una 40enne di Francavilla al Mare (Chieti), che è risultata positiva al Covid ieri e oggi, per questo, dovrà rinunciare a votare alle elezioni politiche.

La questione del voto per i positivi, in realtà, non è stata affatto chiarita del tutto e il caso è esploso in molti comuni. Se nella Faq numero 25 pubblicata sulla pagina del sito del Ministero dell’Interno, alla domanda: “Gli elettori positivi al Covid-19 che sono sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di isolamento presso la propria abitazione possono votare?”, la risposta è “Sì”, nella pratica lo scenario è decisamente un altro.

Infatti i positivi, spiega il Viminale, “possono votare presso il Comune di residenza, facendo pervenire al sindaco del Comune nelle cui liste sono iscritti, in un periodo compreso tra il 10° e il 5° giorno antecedente quello della votazione, una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso il proprio domicilio” e “un certificato che attesti la sottoposizione a trattamento domiciliare o la condizione di isolamento per Covid-19”.

Le circolari delle prefetture ricalcano le disposizioni del ministero dell’Interno, fissando quindi il termine per la richiesta di voto domiciliare a cinque giorni prima delle elezioni. E le circa 90mila persone risultate positive dopo il 20 settembre?

“A quanto pare, semplicemente non potrò votare – spiega la donna ad AbruzzoWeb – Non sono neanche nelle condizioni di poter sollecitare qualcuno, di ‘muovermi’ attraverso i canali istituzionali e sperare di superare le trafile dei vari uffici passando ore al telefono nel disperato tentativo di trovare una soluzione. Semplicemente è troppo tardi, non potrò votare e basta, costretta a rinunciare a un mio diritto”.

Dalle intricate circolari del Viminale, comunque, emerge un dettaglio non di poco conto,che tira in ballo l’intervento dei singoli Comuni.

Perché, dice all’Adnkronos il sottosegretario all’interno Carlo Sibilia, “il termine del quinto giorno antecedente il voto” costituisce un termine “da intendersi ordinatorio e non perentorio“. Ciò significa che i comuni possono prorogare la scadenza a proprio piacimento.

È il caso di Milano, il cui sindaco ha deciso di chiudere i termini per la richiesta di voto il 24 settembre, quattro giorni dopo la data stabilità dal Viminale. Si spinge ancora più in là il comune di Anagni (in provincia di Frosinone), dove chi risulta positivo può segnalare la propria posizione fino alle 16 del 25 settembre. (a.c.)

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